
Oggi, 12 Novembre 2011, sono stata testimone, insieme ai miei connazionali, di un evento storico senza precedenti, per molti atteso da diciassette anni. Vissuto negli ultimi tre anni in maniera più sentita, in un esasperato stato d’animo dove attesa e speranza apparivano utopia.
E’ arrivato preannunciato da un uragano economico, scatenato da una decina di multinazionali, che hanno impoverito la gran parte delle Nazioni , e trovando la nostra in un disastro causato da una classe politica abbarbicata nei propri interessi personali, priva di scrupoli e di amor patrio. Intestardita a ignorare la crisi mondiale che avanzava come fosse cosa che non ci riguardasse. Un abisso nell’abisso che avrebbe trascinato nel baratro tutta l’economia mondiale.
La pressione dei Paesi Occidentali, che avrebbero subito l’onda d’urto della nostra fine, ha reso necessario un cambio immediato dell’uomo al Governo, sostituendolo con un competente in economia internazionale, capace di ridare fiducia ai mercati e respiro (simbolico) al popolo, prima che possa sopraggiungere il tonfo finale scaraventandoci nella più nera povertà.
L’attimo delle dimissioni del politico, che in tutti questi anni ha cancellato valori materiali e morali di quello che era uno dei Paesi Occidentali fra i più ricchi, con una perenne snervante campagna elettorale senza sosta e scellerate scelte destabilizzanti, hanno evocato ogni istante della sua nefasta presenza al governo di questo Paese. Una presenza ingombrante, minacciosa, che di anno in anno ha allungato l’ombra scura che ci sovrasta, agli occhi del mondo intero.
La probabile fine di una guerra di bombardamenti incessanti allo spirito e alla mente di ogni singolo cittadino.
Dopo una guerra ci si guarda intorno e si prende atto della grande devastazione che ci circonda. La nostra, quella italiana, è stata, e continurà a essere, tutto dipende da Noi, una guerra di potere per interessi privati, lunga e snervante, seppure senza morti in campo. Disorientati e incerti sappiamo che il primo passo sarà il riappropriarsi del coraggio di ricominciare ricostruendo sulle macerie.
Dobbiamo essere noi cittadini a creare l’ambiente idoneo per dare all’uomo che dovrà guidarci fuori dal baratro, il coraggio di applicare quanto vogliamo, annullando di fatto quella forma salvata da questo “nuovo governo” per cui tutti i politici, tranne il loro capo, restano dove sono.
Noi elettori dell’opposizione, che da tempo pretendiamo quanto ci è stato puntualmente negato, anche da quella coalizione che avrebbe dovuto rappresentarci, puntualmente traditi, nutriamo un progetto largamente condiviso, che metta in primo piano un forte rilancio dell’economia, una tassazione dei grandi patrimoni immobiliari, che oltretutto è il modo per individuare gli evasori fiscali, una legge elettorale per votare i candidati scelti da noi, il rispetto della Costituzione, e la riammissione dei valori etici.
Chiediamo la fine delle parole urlate, della costante presenza dei politici nei vari programmi televisivi, dove negli stessi schieramenti si evince solo individualismo. Tradimenti a catena nello stesso partito, con l’adduzione di “fare il bene del Paese”, senza neanche un’ombra di umiltà, senza che uno solo di questi ominidi si sia mai occupato in primis di fare il bene del proprio partito, anzi tradendolo dopo averlo usato per emergere.Primeggiare, arraffare, ingozzarsi oltre misura, è il loro personale obiettivo.
Il coraggio di occuparsi del bene comune è da grandi uomini privi di arroganza,capaci di attraversare il deserto in solitudine prima di uscire allo scoperto. Non sono mancati all’Italia simili soggetti, puntualmente
uccisi, rimanendo ancora oggi l’unica luce degna su un Paese in ombra.
Ora che questi politici, o pseudo tali, ci hanno portato ad un “governo tecnico soprannazionale”, aggiungiamo pure mercantista, con sedi sparse tra Bruxelles, Francoforte, Berlino, Londra e New York, che salva le forme, lasciando i Ministri tutti al loro posto, diventa chiaro che l’urgente obiettivo è portare lo spread a 400, unico interesse degli avvoltoi oltre confine, ai quali non importa nulla del popolo italiano e di quanto possa accadergli.
Tocca dunque a noi, popolo della sinistra, porre fine alla possibilità che l’attimo di giubilo provato per le dimissioni del cobra, non si trasformi in una autentica disfatta per noi stessi. Solo con la potenza di un’idea possiamo cacciare definitivamente questi “brontosauri” nel limbo dal quale sono evasi, che hanno come unico “blasone” da ostentare al popolo, la loro carta di identità come “saggi decrepiti e sessualmente prestanti” o “giovanilisti emergenti",e qualche grottesca caricatura di Platone.
Noi quell’idea l’abbiamo! Alcuni di Noi ci hanno dato l’esempio, rifiutando finanziamenti statali che li assoggettava ai potenti, o mandandoli a “fà due bicchieri”, dimostrando il proprio valore e la grande capacità di essere padroni della propria mente e servi di nessuno. Noi siamo quel popolo dalla grande idea, e insieme potremmo impedire “alla forma salvata” di ritornare alla grande, disarmandoli della loro unica e minacciosa arma da terminator, “il martellamento demolitore”, che useranno con ancora più vigore, da destra a manca..,
La serpe è andata via con due colpi di scena da non sottovalutare, altro che "al nemico ponti d'oro". Ha iniziato una ferrea resistenza, sarà in agguato a due passi da Palazzo Chigi, pronto a risalite sulla biga insieme all'amico centurione-leghista.
Monti non avrà grandi spazi di movimento, visto che le aspidi sono tutte ai loro posti, pronti ad azzannarlo appena le sfiora.
“Il re è morto… Attenti al re!!”.
Ora tocca a Noi!!