L' Immenso Mare della Conoscenza







Più andava avanti, più in lei prevaleva quel senso di impotenza dato da una forza che andava affievolendosi con il passare degli anni.. 

Quell’ istinto combattivo che aveva determinato il suo carattere deciso, spesso per questo invidiata, si era placato come fosse giunto al punto di arrivo, quando invece sapeva di non essersi mai mossa dal punto di partenza. Si sentiva debole, debole di conoscenza. Aveva faticato tanto, spinta dalla sua digiuna curiosità, per apprendere, capire, comprendere. 
Aveva passato giorni e notti alla ricerca di ogni possibile risposta ai suoi dubbi, ai suoi perché. Libri, giornali, enciclopedie, niente le bastava. Quando le sembrava di avere ottenuto sia pure una piccola nozione in più, doveva ricominciare da capo, ancora da capo, sempre da capo, tanto da essere giunta alla conclusione di trovarsi nello stesso stato di ignoranza in cui era alla nascita. Si domandava a cosa mai le fosse servito tutto quell’ affanno, visto che il corpo e la mente sono destinati a crescere fino al punto in cui non potendo più farlo, diminuiscono di giorno in giorno. Si vedeva debole e limitata davanti alla vita, di per sé troppo breve per permetterle di arrivare a quell’ intelligenza superiore che aveva riscontrato in pochissime persone. 
Si domandava, se mai fosse arrivata a quella ambita intelligenza si sarebbe sentita padrona delle sue idee, avrebbe pensato e sentito come loro? Anche queste domande la mettevano di fronte alla sua ignoranza. Nony lo sapeva, non poteva saperlo, non aveva nozione della forza degli altri. Era ignorante e ne prese atto come fosse l’unico punto d’incontro con la vita. 

9 commenti:

  1. Perfetta consonanza tra post ed immagine.
    Un caro saluto,
    aldo.

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    1. Ciao Aldo.
      Di fronte all'immenso mare, non ci può non sentire che un piccolo frammento.
      Grazie, è sempre bello leggerTi.

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  2. Belle riflessioni.
    Quel momento che è arrivato per la protagonista arriverà per molti di noi.
    Ed è quando ci si sente così che, probabilmente, si è arrivati al punto più alto della "comprensione" della vita umana. Chi non ci arriva continuerà a vivere nella illusione di aver sempre compreso tutto e per questo di essere al di sopra della vita stessa.
    Complimenti Francesca. :)
    P.S Mi fa uno stano effetto commentare su questo spazio.... per un attimo ho avvertito sensazioni come ai vecchi tempi e a quando ci siamo incontrate proprio su questa "via" del web. Baci!

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    1. Carissima Miryam,
      non immagini l'emozione che ho provato nel trovare il Tuo commento. Il blog, spazio dove ho incontrato le persone alle quali resto fortemente legata. Ti voglio bene compagna :)
      Un bacione, sempre nella speranza di incontrarci realmente... :)

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  3. Sentirsi piccoli di fronte alla conoscenza, avere una chiara percezione di quanto siamo inadeguati di fronte alla grandezza dell'universo, è comunque segno di grandezza!
    Purtroppo, moltissimi vivono, stupidamente, in una illusione di intelligenza ed inseguono modelli o ideali falsi, soddisfando bisogni indotti da un potere ottuso ed ingiusto.
    Ma non è certo questo il tuo caso!
    Infatti, chi come te crede e lotta per una società giusta ed umana, sa tenere gli occhi aperti e sa vedere i mali di tanti, di troppi.
    La conoscenza, d'altronde, (come diceve Hegel per la filosofia) è come una tela di Penelope: per capire qualcosa, ogni volta dobbiamo disfarla e riprendere ad interrogarci.
    E tu, fai questo egregiamente, credimi...
    Un caro saluto
    Riccardo

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    1. Andare avanti è una gran fatica, ancora di più ritornare sui propri passi ogni qual volta si prende atto di non essere arrivati a capo di niente, ma non demordo. L’avere coscienza di essere un frammento minuscolo dell'universo è forse la chiave che spinge alla crescita. Non importa quanto si riesca a farlo, l'importante è anche ricominciare per rimanere vivi fino alla fine. Cos'altro è il volere sempre conoscere se non l'essere e sentirsi vivi?! Diversamente, come ben dici, si vivrebbe di stupide illusioni.
      Grazie Riccardo , a volte si ha davvero bisogno di un pensiero come il Tuo per ritrovare coraggio.
      Un abbraccio

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  4. Bellissima e intensa l'immagine..come il Tuo impeccabile testo...l'ho letto e riletto, ho avuto la stessa sensazione di quel sogno: "quando voi correre e non ti muovi di un millimetro", una volta lo facevo spesso, ora non più...Forse, come Lei, avrò raggiunto "il punto d'incontro con la vita"... Intanto un "filo conduttore" mi ha portato da Te, sono contento ed emozionato...Francesca, è bello averti ritrovata in un'altra "luce"...Sono in debito con Te...Perciò, Ti invio un Mare di Saluti ...un forte abbraccio.. A presto , Fausto

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  5. P.S.:

    "Ci sarà sempre un'altra opportunità,
    un'altra amicizia, un altro amore,
    una nuova forza.
    Per ogni fine c'è un inizio." [Cit.]

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  6. Carissimo Fausto,
    non avrei saputo fare una similitudine più azzeccata. La sensazione che si avverte è proprio quella del Tuo sogno.
    Ti ringrazio tantissimo per avere seguito il “filo conduttore”, mi fa sempre piacere ritrovarTi e leggerTi.
    Non parlare di “debiti”, fra Amici non esistono, esiste solo il ritrovarsi come se il tempo non fosse mai trascorso.
    Un abbraccio a Te e a prestissimo

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