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NESSUNO ESCLUSO

Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Verità Bugiarda


Come si Fanno le Indagini
di Bruno Tinti
A parole va forte. Anche perché le Tv sono sue e può straparlare quanto vuole. I fatti sono diversi. “Pensate che la mia casa di Arcore è stata sottoposta a un continuo monitoraggio che dura dal gennaio del 2010 per controllare tutte le persone che entravano e uscivano e per quanto tempo vi rimanevano? Hanno utilizzato tecniche sofisticate come se dovessero fare una retata contro la mafia o contro la camorra”. Proprio vero. Solo che:
1) L. 20 /2/58 n. 75, art. 3: "È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire 500.000 a lire 20.000.000 … 4) chiunque recluti una persona al fine di farle esercitare la prostituzione, o ne agevoli a tal fine la prostituzione; 5) chiunque induca alla prostituzione una donna di età maggiore, … ? 6) chiunque induca una persona a recarsi nel territorio di un altro Stato o comunque luogo diverso da quello della sua abituale residenza, al fine di esercitarvi la prostituzione... 7) chiunque esplichi un'attività in associazioni e organizzazioni nazionali ed estere dedite al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione od allo sfruttamento della prostituzione... 8) chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui”.
COME si fa ad identificare questo “chiunque”? Tutto quello che si sa, quando parte un’indagine di questo tipo, è che un certo numero di prostitute frequenta certi posti. Si sa anche che, dove ci sono prostitute, ci sono i pappa (non i papi, questi sono quelli che le pagano; i pappa sono quelli che le fanno prostituire e si prendono i soldi).
Quindi, per identificare i pappa, si controllano le prostitute.
Come? Sorvegliandole e intercettando i loro telefoni.
Dove le si sorveglia? Dovunque, si parte da dove abitano e le si segue fino a dove vanno a prostituirsi, così si vede chi le preleva e chi le accompagna (favoreggiamento della prostituzione).
Perché si intercettano i telefoni? Perché, attraverso le loro conversazioni, si capisce chi le ha portate dal Marocco (un esempio a caso) in Italia (induzione a trasferirsi in un altro Stato per prostituirsi) e a chi le prostitute consegnano i loro guadagni, in tutto o in parte (sfruttamento della prostituzione).
Quindi B. ha proprio ragione: è un’indagine che richiede un sacco di tempo, di uomini e di mezzi, proprio come le indagini per mafia o camorra. Anche perché la prostituzione è un affare tipico di mafia o camorra. Di indagini di questo tipo se ne fanno molte, in tutta Italia, sempre con questa metodologia. E questa, cominciata a gennaio 2010, è una delle tante.
Vero, le prostitute si prostituivano nella casa di B. E allora? Extra-territorialità? Liceizzazione del reato? Occhio di riguardo per le “utilizzate” da B.?
Attenzione: siccome la prostituzione in sé non è reato, è ovvio che B., che era il cliente, non era indagato, che quindi non è stato iscritto nel registro degli indagati e che l’indagine è andata avanti nei confronti dei pappa (e non di papi). Quando è stato iscritto come indagato? Quando si è scoperto che tra le prostitute che utilizzava ce ne era una minorenne; perché questo è un reato. Resta da chiarire un punto: come si faceva a sapere che le prostitute erano prostitute e non ragazze di buona famiglia che allietavano la tavola di B.? Dalle intercettazioni. Si è partiti con un’informativa di polizia: quella e questa si prostituiscono ad Arcore; si sono messi i telefoni sotto controllo e si è accertato che questa, quella e tante altre si prostituivano.
QUINDI B. dice la verità; però la racconta in modo distorto. Fenomeno tipico della sua informazione, televisiva e giornalistica. “Tutto questo potrebbe capitare a chiunque di voi”. Vero. Se a qualcuno piacciono le puttane, se ha un sacco di soldi, se se le fa portare a domicilio da squallidi figuri che le sfruttano, se si scopa una prostituta minorenne ; sì, gli può capitare quello che è successo a B. Non vi pare giusto? Oppure pensate che si tratti di una normale attività economica da gestire con le regole del libero mercato e che non deve essere intralciata da giudici comunisti?
“I Pm hanno ordinato... perquisizioni – ... queste perquisizioni nei confronti di persone che non erano neppure indagate ma soltanto testimoni sono state compiute con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità. Sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, sequestrati tutti i soldi, le carte di credito, i gioielli, i telefoni e i computer”. Parzialmente vero. Le prostitute sono state perquisite. Le perquisizioni si fanno regolarmente nei confronti di persone non indagate per cercare prove e corpi di reato. Per intenderci, gioielli e vestiti (ecco perché sequestro e fotografie, sono una parte del prezzo pagato per le loro prestazioni e bisogna accertare chi li ha comprati). E computer e cellulari: perché possono contenere file che provano i reati commessi. Ne avrò sequestrati decine. Quanto al disprezzo per la dignità ecc., la polizia di perquisizioni ne fa qualche centinaia al giorno; sono cose delicate e l’attenzione è massima. Se poi qualcuno si è comportato male, sia denunciato e sarà punito. Qualche volta è capitato.
Insomma, B. è un bugiardo pericoloso: perché non dice proprio palle (veramente anche, ma quelle sono innocue, non ci crede nessuno); però racconta le cose in maniera distorta. E i disinformati, poco intelligenti, accecati dal culto della personalità (anche se comincia a essere dura) trovano di che abbaiare in giro (specialmente in Tv) le loro salde e infondate convinzioni.

"... non è stata scritta sulla sabbia"


L’Assemblea Costituente lavorò non per particolari ed immediati vantaggi, ma – come disse Piero Calamandrei – fu un’assemblea “presbite”, cioè operò con lo sguardo rivolto al futuro.
Nessuno sapeva se il proprio partito o la propria posizione ideologica sarebbe stata svantaggiata o favorita da questa o quella norma costituzionale,

L'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana fu l'organo preposto alla stesura di una Costituzione per la neonata Repubblica.
Le sedute si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948.
L'Assemblea nominò al suo interno una
Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri, incaricati di stendere il progetto generale della costituzione. La Commissione si suddivise a sua volta in tre sottocommissioni:

diritti e doveri dei cittadini, presieduta da
Umberto Tupini (DC);
organizzazione costituzionale dello Stato, presieduta da
Umberto Terracini (PCI);
rapporti economici e sociali, presieduta da
Gustavo Ghidini (PSI).

Un più ristretto Comitato di redazione (
o
Comitato dei diciotto) si occupò di redigere la costituzione, coordinando ed armonizzando i lavori delle tre commissioni.
La Commissione dei 75 terminò i suoi lavori il
12 gennaio 1947 ed il 4 marzo cominciò il dibattito in aula del testo.
Il testo finale della
Costituzione della Repubblica Italiana fu definitivamente approvato il 22 dicembre 1947.

Fra loro figurano i nomi di Aldo Moro, Nilde Jotti, Sandro Pertini, Luigi Einaudi... una lista di nomi illustri che meritano d'essere letti uno ad uno, ho citato quelli che a me hanno suscitato emozione, tutti i giovani d'allora, appartenenti ideologicamente a diverse correnti politiche, che hanno reso possibile la manifestazione di ieri... 5 Dicembre 2009,,, esattamente 62-anni dopo...
"la Costituzione non è stata scritta sulla sabbia", dice il magistrato Domenico Gallo al noB-day di ieri, e Lui lo sa, ce l'ha nel cuore. In Italia manca l'insegnamento della Costituzione fin dalle elementari, non hanno mai voluto, e ora più che mai non vogliono che i cittadini sappiano cosa siani i diritti per i quali hanno combattuto coloro che l'avevano scritta in modo tale che nessuno mai potesse cancellare gli effetti di una democrazia vera e autentica.
Quello del magistrato Domenico Gallo è un discorso che dovrebbe entrare nel cuore di quei giovani che ancora non hanno capito.
Pensare che la Costituzione Italiana è la più bella al mondo, quella che da ad ogni cittadino dal più elementare al più elaborato dei diritti.
E'quella che non da il poteere assoluto a nessuno, perchè a nessuno è dato d'essere potente sugli altri.. se solo tutti gli italiani lo capissero.
Basterebbe immaginare una qualunque Repubblica Presidenziale per capire a che punto ci saremmo ritrovati noi con un Berlusconi come Presidente dagli ampi poteri, George Bush a confronto sarebbe stato acqua fresca!

Abbiamo fra Noi ancora due di quei giovani d'allora che figurano nella lista dei Padri Costituenti: Oscar Luigi Scalfaro e Giulio Andreotti. Mi sarebbe piaciuto un loro pensiero sulla giornata di ieri, nessun giornalista ha pensato d'intervistarli .

Il Giornalista


« Quella pioggia poteva fare pulizia, ma anche la pioggia a Torre Annunziata diventava subito fango. »
(Giancarlo Siani, interpretato da Libero De Rienzo)
Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

Mauro Mauri giornalista napoletano,scomparso misteriosamente nel 1971
Giovanni Spampinato corrispondente de L'Ora di Palermo e de l'Unità, ucciso il 27 Ottobre 1972.
Mino Pecorelli, principale redattore della rivista OP, ucciso il 20 Marzo 1979 dopo averannunciato d'essere in possesso di materiale "scottante" su un personaggio politico dalle iniziali G.A.
Mario Francese , giornalista italiano, ucciso dalla mafia a Palermo il 26 Gennaio 1979, condannati Totò riina e Leoluca Bagarella esecutore materiale.
Indro Montanelli giornalista del Messaggero, del Corriere della Sera e Il Giornale , da molti ritenuto l'alfiere e capostipite del giornalismo italiano, viene gravemente ferito alle gambe con quattro proiettili (gambizzato) nel 1977.
Giuseppe Fava era un giornalista italiano, fondatore del giornale "I Siciliani". È stato ucciso a Catania nel gennaio 1984 dalla mafia.
Giancarlo Siani era un giornalista campano, attivo nel periodico "Osservatorio sulla camorra", e successivamente nella redazione di Castellammare di Stabia del giornale "Il Mattino" di Napoli, venne ucciso il 23 settembre del 1985 dalla camorra,,
Giuseppe Aldo Felice Alfano detto Beppe Alfano (Barcellona Pozzo di Gotto, 1945) è stato un giornalista italiano, ucciso per mano della mafia la notte dell'8 gennaio del 1993 con tre proiettili (uno sparato in bocca) mentre era alla guida della sua auto ..


Limitazione della libertà di stampa per vie legali .
Il caso Carlo Ruta è uno storico siciliano che l'8 maggio 2008 è stato condannato per "stampa clandestina" perché proprietario di un sito internet (http://www.accadeinsicilia.net/) che faceva informazione civile senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica.
La violazione è quella dell'art. 16 della legge 47 del 1948 che riguarda principalmente i giornali cartacei ma che è stata in questo caso applicata al web e ai blog.
In Italia i blogger rischiano di essere querelati o addirittura incriminati per diffamazione, processo che può essere chiesto anche da personaggi dichiarati colpevoli in sede penale e condannati a lunghe pene detentive anche per fatti gravissimi .


Fra un giornalista che denuncia i potenti ed i loro abusi di potere , ed un giornalista che difende l'operato di quest'ultimi, io crederò sempre al primo , perchè anche se avesse torto ha di sicuro una valida ragione in più del secondo.
(Francy274)

IL PREMIER ITALIANO

Renato Schifani

In Italia il presidente del Consiglio dei Ministri (spesso incorrettamente denominato anche premier), in analogia con la figura britannica del premierato, differente per origine e costituzione, ma simile per rappresentatività dello Stato) è uno degli organi monocratici che compongono il governo. Secondo la Costituzione «dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri» (art. 95).
Il presidente del Consiglio dei Ministri è un organo a rilevanza costituzionale, in quanto previsto dalla Costituzione negli articoli 92, 93, 94, 95 e 96, ed un organo costituzionale, in quanto concorre alla definizione dell'indirizzo politico dello Stato in posizione di indipendenza. È comunemente percepita come la più importante carica della Repubblica Italiana. dal punto di vista del potere effettivamente detenuto, anche se, dal punto di vista protocollare, è considerata la quarta.

Il presidente del Consiglio dei Ministri è nominato dal Presidente della Repubblica.
Oltre a quelle attribuitegli in quanto membro del governo , il Presidente del Consiglio indica al Presidente della Repubblica la lista dei ministri per la nomina e controfirma tutti gli atti aventi valore di legge dopo che sono stati firmati dal Presidente della Repubblica. Dirige e promuove l'attività dei ministri, dirige la politica generale del governo e ne è responsabile (articolo 95 della Costituzione). Funzione particolarmente delicata che la legge affida direttamente al Presidente del Consiglio è la vigilanza e il controllo sul Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, ossia i Servizi segreti dello Stato.
Evoluzione
La Costituzione, all'articolo 95, stabilisce che il presidente del Consiglio dei Ministri promuove e coordina l'attività dei ministri: questo potere di coordinamento dei ministri è stato di intensità molto variabile nella storia dello Stato italiano, in quanto fortemente condizionato dal peso dei singoli ministri e quindi dei partiti dei quali essi erano l'espressione.
Spesso l'attività dei presidenti del Consiglio è stata più quella di mediazione fra i partiti della maggioranza, che quella di direzione dell'attività del Governo
. Il suo potere di indirizzo, inoltre, è limitato in quanto non ha - almeno formalmente - il potere di revocare i ministri con i quali si trova in disaccordo; la prassi del "rimpasto" o quella più rara del voto di sfiducia individuale da parte del Parlamento possono essere considerate dei surrogati alla mancanza formale di questo potere.

L'affermarsi di un nuovo modo di fare politica, secondo alcuni sempre più legato alle capacità mediatiche dei politici, l'indicazione del futuro presidente del consiglio da parte delle coalizioni prima delle elezioni ed il bipolarismo hanno fatto sì che il presidente del consiglio abbia, nei fatti, acquisito una maggiore capacità decisionale e direttiva, con maggiore peso all'interno delle dinamiche del governo, la qual cosa rappresenta una novità significativa per il sistema politico italiano, rischiando di indebolire il parlamentarismo, massima espressione istituzionale del criterio di rappresentanza.
"Ai sensi del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 14 aprile 2006, che ha definito il protocollo per il Cerimoniale
è definita nella quarta posizione, precedendo il presidente della Corte costituzionale. Lo stesso decreto del 2006 definisce il presidente della Repubblica la prima carica - in quanto capo dello Stato -, il presidente del Senato la seconda - in quanto vicario del presidente della Repubblica - ed il presidente della Camera dei Deputati la terza - in quanto presidente del Parlamento riunito in seduta comune dei membri delle due Camere"
(Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore)
Quindi, siamo stati presi TUTTI egregiamente in giro....il Premier Italiano non è Silvio Berlusconi ma Renato Schifani , essendo la seconda carica di uno Stato che nei Paesi presidenziali e monarchici viene subito dopo il Presidente della Repubblica o il Re / Regina, vale a dire il VICE-PRESIDENTE O IL VICE-RE / REGINA. Pertanto i giornalisti italiani ed internazionali farebbero bene a prenderne atto. Si spiega meglio il perchè del tanto PRETESO Lodo Alfano che copre con l'immunità le quattro più alte cariche dello Stato italiano, se si fossero fermati alla seconda o alla terza carica, Berlusconi sarebbe stato tagliato fuori dalla copertura !!!!
Francesca