C'è una singolare forma di "distorsione mentale" che impedisce agli uomini di evolversi. Il volersi riconoscere ad ogni costo in una umanità identica a quella che fu duemila anni fa, quando essere povero, schiavo, femmina piuttosto che maschio, era una condizione voluta dagli dei.
Il fatto che quel Dio che sorse cancellando quelle credenze di inferiorità fra gli uomini, abolendo la schiavitù, la poligamia, la lapidazione, la miseria d'animo e mentale in quell’epoca a noi ignota, sia finito nella sintesi di una crocifissione che semplifica tutto con la liberazione dal "peccato originale", più chiaramente il sesso, non porta ancora gli esseri umani al concepimento di abbandono da quella umanità che non esiste più. Estinta con il trascorrere dei secoli e da cui non discendiamo nemmeno, visto che le parentele muoiono già dopo la terza generazione.
Domandarsi un elementare sul perchè quel Uomo si affannò tanto nell'abolire quelle ingiuste diversità, quei castighi crudeli degli uomini contro gli uomini, quei privilegi inverosimili per soli maschi e le enormi umiliazioni per le donne. Essendo Dio, come molti affermano convinti, Gli sarebbe bastato cancellare la forma intima e la relativa funzionalità negli uomini e nelle donne, per il raggiungimento di quella "purezza" da sempre arma coercitiva per menti primitive.
Mi chiedo se quello non fu piuttosto il cammino verso una evoluzione che avrebbe dovuto verificarsi con il trascorrere del tempo. Chi sarà mai quell'uomo/donna che fra mille anni penserà di essere un mio discendente, visto che in ogni tempo l'umanità ha raggiunto il suo top, per poi declinare fino al punto in cui una nuova e successiva umanità si sarebbe sviluppata, cresciuta e declinata senza mai estinguersi, e così sarà fino alla fine del mondo.
Non conosciamo i nomi dei nostri trisavoli e pensiamo a Cesare, Nerone, Ponzio Pilato, Giuda, Barabba... come a nostri parenti. Vorrei proprio vederli andare in taxi, in metropolitana, magari sentirli parlare di Marx e di come ci hanno ridotto gli odierni capitalisti, che scaltramente usano ancora i loro nomi per non lasciare estinguere la magia del potere!

Direi di più , che il Padre onnisciente, che creò l'uomo e la donna , tanto differenti fisicamente e psicologicamente, sapeva benissimo come sarebbe andata a finire, compresa la venuta del figlio e del suo sacrificio.
RispondiEliminaCristiana
*bentornata!
Ciao Cristiana,
Eliminarispetto il Tuo pensiero. Penso saprai che io non credo in Dio. Dubito che qualcuno possa avere creato gli esseri umani sapendo a priori come sarebbe andata a finire. Non vedo scopo divino in questo. Penso piuttosto in un passato dove ci furono uomini capaci di una evoluzione mentale che ha visto il massimo splendore in pochi di essi. Vedo gli esseri umani , come ogni altro essere vivente, prede e predatori guidati da ciò che essi stessi chiamano intelligenza superiore rispetto agli animali.
Grazie di cuore per il bentornata, e felice di ritrovarTi nel mio blog.
Un abbraccio
Mi viene in mente un verso di Giacomo Leopardi "Non ha la vita un frutto, inutile miseria"...
RispondiEliminaPessimistico, certo, eppure nel non aspettarsi disegni o interventi superiori, io mi ci ritrovo. E ci trovo anche un senso di immanenza dell'umanità stessa, unica artefice dei destini terreni, che in qualche modo mi appaga benché non mi rinfranchi.
Sei sempre stimolante, Francesca, sono contenta di ritrovarti e di mandarti un abbraccio
Nina,
RispondiEliminacon poche parole hai centrato il concetto del mio post. Siamo artefici di quanto avviene, rsponsabili di ciò che lasceremo ai posteri. Un'era di errori che non lascerà alcun frutto, ma appunto inutile miseria. L'umanità si adagia negli dei per il terrore di dover ammettere che mai nessun dio osò crearla.Ma tant'è!
Un abbracio a Te. Grazie carissima Nina
Essendo credente, non riesco a trovare la giusta risposta a questi tuoi pensieri che per altro rispetto e per certi aspetti condivido....
EliminaTi lascio solo il mio abbraccio, con affetto
Grazie Paola.
EliminaSo bene che sei fra quei pochi credenti che hanno ben chiaro il pensiero del Dio a cui si rivolgono. A Te va sempre il mio grande rispetto per la dolcezza e la sensibilità che espandi con il Tuo modo di essere.
Un abbraccio grande.
Cara francesca, immagino che avrai i tuoi problemi se sei manchi così a lungo dal blog. Ti mando un pensiero colmo di amicizia e simpatia e mi auguro di rileggerti presto.
RispondiEliminaCiao
Carissima Nina,
Eliminaè vero, ho problemi, non riesco più a curare il mio blog come vorrei. Le mie comparse su internet sono "toccata e fuga". Il tempo diventa sempre più tiranno e gli impegni sempre più pressanti.
A volte vorrei chiuderlo il blog, poi penso ai cari Amici e lettori che mi avete accompagnata in questa mia splendida avventura e desisto. Soffrirei ulteriormento tagliando il filo che mi collega a Voi, se non altro quando riesco a gironzolare nei Vostri blgo, so che state bene e che ci siete sempre... Prima o poi ritornerò con l'assiduità di un tempo. Ho un profilo fb. per chi volesse contattarmi è Francesca Gei, da quelle parti riesco a comparire un pò più spesso nei brevissimi intervalli di tempo.
Grazie Nina. Un bacione e spero Tu sia su fb.