La pistola d’oro impugnata e mostrata con orgoglio, dopo averla sottratta all’ormai morto e massacrato Muammar Gheddafi, da parte del ventenne Mohammed Al-Bidi, prontamente battezzato dai suoi compagni “il ragazzo dalla pistola d’oro”, è ormai un simbolo di questo raccapricciante momento storico del XXI secolo.
L’oro si ritrova sempre nella caduta dei potenti, così come nella loro ascesa al potere.
Metallo scoperto migliaia di anni prima dell’avvento di Cristo, probabilmente con la stessa nascita del primo credo impersonato dal sole. Fu usato dalle più antiche e ormai scomparse civiltà come culto religioso, senza che queste gli conferissero un valore economico, ma prettamente ornamentale e simbolico. Usato prevalentemente per l’investitura del dio Sole reincarnato nel faraone, al quale si dovevano onori e tributi, l’oro rispecchiava la lucentezza e il colore dell’astro in cielo.
L’estrazione dell’oro era costosa, richiedeva l’impiego di molti schiavi e di un esercito bene armato che scortasse il prezioso metallo dal luogo di provenienza, sempre molto lontano, fino alla sede del “dio in terra”, dove veniva lavorato dai maestri artigiani.
Non era un metallo utilizzabile per altri scopi se non per forgiare rivestimenti e ornamenti dei faraoni e nei tempi sacri. Non aveva la consistenza del ferro e del rame, allora molto più preziosi per il vivere sociale. Era dunque per la sua immutabile lucentezza che rievocava il dio Sole a renderlo prezioso, divenendo così simbolo di potere.
La civiltà egizia durò circa sei mila anni avanti Cristo, fino al 30 d.c. con la morte di Cleopatra, allora faraone d’Egitto, e la conquista di Cesare Augusto.
I primi a coniare monete d’oro furono greci e romani, con l’aggravante costosa dell’estrazione, che poneva gli stessi problemi e costi sostenuti dagli egizi, e la necessaria ricerca dei luoghi dove reperire il metallo. Nonostante l'uso dell'oro nell'economia l’impero romano subì una grave crisi , così pure la Grecia, inutili furono gli interventi da parte di uomini al potere più lungimiranti per salvarne le sorti. L’impero greco romano si sfaldò e l’oro perse la sua importanza. I troppi Stati formatesi non garantivano l’estrazione e il trasporto del prezioso metallo.
Ciò non impedì mai all’uomo di conservarne la febbre.
Altre importanti civiltà oltreoceano adoranti del dio Sole, che come gli egizi usavano grandi quantità di oro per onorare il culto, nel corso dei secoli avrebbero subito la stessa fine, gli Atzechi, gli Incas e i Maya, risalenti anch’esse a seimila anni a.c.
L’oro sottratto a queste civiltà da parte di Spagna e Portogallo con invasioni cruente tanto da distruggerle, non le arricchì. Non potendo utilizzarlo all’interno delle stesse Nazioni a causa dell’importazione di beni di prima necessità, e associato all’ elevato costo del trasporto dell’oro dall’America, le condussero presto al crollo economico.
Cosa aveva fatto resistere quelle antiche civiltà per tanti secoli a differenza di quelle degli invasori, era la grande cultura basata sugli studi matematici, scientifici, astronomici, artigianali. La pratica della pastorizia, l’agricoltura, la caccia e la pesca.
L’oro aveva perso il suo significato religioso, ma non l’importanza simbolica del potere, aveva ottenuto una elevata importanza nell’economia degli Stati che, ancora oggi non reggono per più di un paio di secoli, a discapito di tutte quelle discipline che sorreggevano una società nel tempo.
Celato dietro il nome di altri dei, Horus continua ad adornare tempi e palazzi del potere, ma forse l’importanza economica che l’uomo moderno ha dato al metallo che lo rispecchia lo ha reso maledetto.
Una pistola d’oro sottratta a un uomo massacrato, che l’aveva ottenuta massacrando altri uomini, è oggi il simbolo … di una ennesima vittoria sanguinaria.
L’oro si ritrova sempre nella caduta dei potenti, così come nella loro ascesa al potere.
Metallo scoperto migliaia di anni prima dell’avvento di Cristo, probabilmente con la stessa nascita del primo credo impersonato dal sole. Fu usato dalle più antiche e ormai scomparse civiltà come culto religioso, senza che queste gli conferissero un valore economico, ma prettamente ornamentale e simbolico. Usato prevalentemente per l’investitura del dio Sole reincarnato nel faraone, al quale si dovevano onori e tributi, l’oro rispecchiava la lucentezza e il colore dell’astro in cielo.
L’estrazione dell’oro era costosa, richiedeva l’impiego di molti schiavi e di un esercito bene armato che scortasse il prezioso metallo dal luogo di provenienza, sempre molto lontano, fino alla sede del “dio in terra”, dove veniva lavorato dai maestri artigiani.
Non era un metallo utilizzabile per altri scopi se non per forgiare rivestimenti e ornamenti dei faraoni e nei tempi sacri. Non aveva la consistenza del ferro e del rame, allora molto più preziosi per il vivere sociale. Era dunque per la sua immutabile lucentezza che rievocava il dio Sole a renderlo prezioso, divenendo così simbolo di potere.
La civiltà egizia durò circa sei mila anni avanti Cristo, fino al 30 d.c. con la morte di Cleopatra, allora faraone d’Egitto, e la conquista di Cesare Augusto.
I primi a coniare monete d’oro furono greci e romani, con l’aggravante costosa dell’estrazione, che poneva gli stessi problemi e costi sostenuti dagli egizi, e la necessaria ricerca dei luoghi dove reperire il metallo. Nonostante l'uso dell'oro nell'economia l’impero romano subì una grave crisi , così pure la Grecia, inutili furono gli interventi da parte di uomini al potere più lungimiranti per salvarne le sorti. L’impero greco romano si sfaldò e l’oro perse la sua importanza. I troppi Stati formatesi non garantivano l’estrazione e il trasporto del prezioso metallo.
Ciò non impedì mai all’uomo di conservarne la febbre.
Altre importanti civiltà oltreoceano adoranti del dio Sole, che come gli egizi usavano grandi quantità di oro per onorare il culto, nel corso dei secoli avrebbero subito la stessa fine, gli Atzechi, gli Incas e i Maya, risalenti anch’esse a seimila anni a.c.
L’oro sottratto a queste civiltà da parte di Spagna e Portogallo con invasioni cruente tanto da distruggerle, non le arricchì. Non potendo utilizzarlo all’interno delle stesse Nazioni a causa dell’importazione di beni di prima necessità, e associato all’ elevato costo del trasporto dell’oro dall’America, le condussero presto al crollo economico.
Cosa aveva fatto resistere quelle antiche civiltà per tanti secoli a differenza di quelle degli invasori, era la grande cultura basata sugli studi matematici, scientifici, astronomici, artigianali. La pratica della pastorizia, l’agricoltura, la caccia e la pesca.
L’oro aveva perso il suo significato religioso, ma non l’importanza simbolica del potere, aveva ottenuto una elevata importanza nell’economia degli Stati che, ancora oggi non reggono per più di un paio di secoli, a discapito di tutte quelle discipline che sorreggevano una società nel tempo.
Celato dietro il nome di altri dei, Horus continua ad adornare tempi e palazzi del potere, ma forse l’importanza economica che l’uomo moderno ha dato al metallo che lo rispecchia lo ha reso maledetto.
Una pistola d’oro sottratta a un uomo massacrato, che l’aveva ottenuta massacrando altri uomini, è oggi il simbolo … di una ennesima vittoria sanguinaria.


Semplicemente bellissimo questo post! Bello! Mi è piaciuto molto.
RispondiEliminaCiao Francy
Carissima Janas,
RispondiEliminauna sintesi socioculturale nel tempo suscitatami dall'epilogo della guerra in Libia. Guarda come siamo ridotti, tutto l'oro e le varie ricchezze accumulate dai potenti non sollevano le sorti dell'economia mondiale. Fra guerre, per oro giallo e nero, e i tagli sociali vergognosi stanno portando l'impero occidentale al crollo definitivo.
Ti ringrazio, Buona Giornata
Brava Francy
RispondiEliminacondivido il "raccapricciante" riferito all'imbarbarimento che pervade i nostri giorni.
Sinceramente la morte di un massacratore come Gheddafi non mi turba più di tanto, ma l'esultanza intorno alla sua morte, lo scempio e il massacro del suo corpo mi disgustano. Mi inquietano le parole di tanti potenti, anche nostrani, che esprimono soddisfazione per la sua uccisione (vorrei avessimo sempre ben presente che la nostra "civiltà" è contro la pena di morte) anche perché tutti ben sappiamo che non è stata e non è una battaglia per la democrazia e l'autodeterminazione dei popoli, bensì per il controllo sull'oro nero...
A proposito: bell'escursus storico sulle vicende umane sotto l'influsso del "vil metallo".
Un saluto
Nina
ahimè, le vittorie, quando arrivano da guerre o rivoluzioni, sono sempre sanguinarie... magari ce ne fossero di più di vittorie nella scienza, nella ricerca, vittorie che portino sorrisi e gioia per malattie che vengono debellate ... ma con tutti i tagli (non solo nella ricerca) anche queste belle notizie diventano quasi solo sogni o restano speranze ...
RispondiEliminail tuo post è molto bello... rendere romanzesco e storico un evento che sembra perdersi nell'antico egitto ed invece è attuale... è grandioso... un abbraccio e buon lunedì ^_____^
Post non solo condiviso Francesca ma apprezzatissimo da parte mie. Sei grande quando con le tue descrizioni induci il lettore alle riflessioni più vere, attuali e fondate!
RispondiEliminaGrazie...da una tua lettrice amica, compagna di nome Elisena
Nina,
RispondiEliminaconivido il Tuo pensiero sulla morte di Gheddafi. Anche se mi è sorta la pena per la fine di un uomo che credeva di essere onnipotente. Davanti all'ira dei rivoltosi ... era niente, meno di un topo di fogna, e come tale è finito.
Penso che simili uomini non dovrebbero essere giustiziati così,o mandati in esilio, ma condotti davanti a un tribunale per fargli restituire ogni bene sottratto al popolo, e poi condannarlo per i crimini commessi. La storia ce lo insegna, gli eredi prima o poi torneranno sulla scena a reclamare il dovuto. Ne sappiamo qualcosa noi italiani, con Mussolini e i Savoia.
L'oro, delizia e condanna per chi lo serve!
Grazie Nina
Pupottina,
RispondiEliminaeppure avremmo dovuto giungere al punto che nessuna sconfitta e nessuna vittoria avrebbe dovuto più provenire dalle guerre. Si ha voglia di parlare di democrazia e giustizia.
Temo che la cultura, l'artigianato e i lavori nobili, siano confinati al margine degli interessi dei potenti. Ormai non ci resta che guardare lo scenario che hanno allestito a nostro uso e consumo.
Grazie e Bun Lunedì anche a Te ^____^
Elisena,
RispondiEliminala religione è sempre stato argomento di grande fascino per me. Non possiamo non tenere conto che le prime regole sociali sono nate con essa, criticabili, ma senz'altro il primo fondamentale pensiero nato dalla ragione dell'uomo.
Ti ringrazio cara lettrice Amica e Commpagna di nome Elisena :)
"l'ennesima vittoria sanguinaria" ha suscitato in me non poco disgusto per come è stata ottenuta nei confronti del dittatore gheddafi e la "pistola doro" esibita in quella maniera ha fatto altrettanto.
RispondiEliminaHo letto e gradito molto la tua bellissima lezione circa quel metallo così ambito da molti. Io sono fortunato allora perché non mi sono mai occupato di averlo, anzi al contrario la sua ostentazione che molti fanno mi da' persino fastidio, vedi chiese e i loro rappresentanti. San Francesco non ha insegnato nulla evidentemente.
Caro Aldo,
RispondiEliminala storia degli uomini è segnata dai cambiamenti solo nell'evolversi del linguaggio in altre forme, ma la sostanza dei comportamenti resta immutata nel tempo. Horus di conseguenza condiziona anche Noi che non lo adoriamo,purtroppo :(
San Francesco ha insegnato molto... garantisco :)
Non a caso è patrono d'Italia :D
Se non ricordo male fra gli antichi romani Horus era chiamato Arpocrate, rappresentato come un fanciullo con un dito vicino alla bocca in segno di silenzio.
RispondiEliminaStrana coincidenza visto che ho letto sui giornali che nulla si sa più del suo corpo e della autopsia a esso fatta.
Doriana
Doriana,
RispondiEliminaricordi bene, il dio del silenzio persiste da sempre e per sempre. Si, strana coincidenza il silenzio che scende sulla morte di uomini come Bin Laden e Gheddafi. L'autopsia ordinata in un primo momento, è stata poi annullata e quindi mai avvenuta, ecco perchè non hai letto più nulla.
Grazie del commento :)
Catastrofista! ;-)
RispondiEliminaLuigi,
RispondiEliminachi io?? Ma quando mai?! :DD
Affascinante e istruttivo il Tuo bel racconto. Le grandi crisi economiche esistevano già a quei tempi...Purtroppo loro avevano l'oro, ma non tremonti.
RispondiEliminaPure io sono schifato dall'esultanza per macellazione di Gheddafi, soprattutto da parte di chi ha sempre fatto affari con il suo regime.
Ciaooooooooo ! buona serata.
Adamus,
RispondiEliminapenso che anche ai romani sia capitato un Tremonti che decretò la fine dell'Impero. Non dimenticare che noi siamo i diretti discendenti di quell'antico popolo, ne conserviamo i geni.
Ci fu la perdita di coesione sociale dovuta allo squilibrio della distribuzione delle ricchezze. La mancanza di consenso nei confronti del governo centrale. Corruzione e burocrazia dissenata con eccessivo peso delle tasse sulla popolazione.
A farlo crollare definitivamente, spodestando l'ultimo imperatore Romolo Augusto, fu... ironia della sorte... il germanico re Odoacre.
Ciaooooooooooooooo!
Fantastico no, come la storia si ripete sempre con gli stessi canoni. Arriva al potere il pivello arraffone... e tutto crolla!
Forse si sta perdendo di vista l'orizzonte gheddafiano. Improvvisamente tante anime belle, anche in casa mia, inorridiscono per le scene dell'uccisione e della violazione del corpo di un uomo. Si badi bene che quello non era un inerme e innocente uomo qualsiasi, ma si trattava di colui che ha tenuto la Libia sotto la morsa di un dittatura sanguinaria per ben 42 anni, un regime totalitario ed assoluto che lo accomunava a Bel Alì della Tunisia e Mubarak in Egitto. La stessa dittatura che impazza ancora in Siria e nelle Yemen.
RispondiEliminaGheddafi (in realtà si chiamava Ghaddafi) si nutriva del suo assolutismo sanguinario e per questo motivo si è rifiutato fino all'ultimo di lasciare la Libia. Dichiarava che in terra libica egli sarebbe rimasto fino alla morte, cercava il martirio. In realtà, quando è stato catturato, fuggiva all'ultimo momento verso Egitto. Troppo tardi. Gli insorti avevano quindi più di un motivo per perseguire un desiderio di vendetta, che offende oggi le anime belle. Ha fatto sparare contro il suo popolo da un'altra categoria di disperati, mercenari di pelle nera, fino all'ultimo. Ricordo l'episodio del massacro di 1200 detenuti tutti assieme, per esempio.
Inoltre, coloro che lo hanno catturato e 'macellato' (scene orrende) purtroppo non erano laureati della Sorbona di Parigi o della Sapienza di Roma.
Per concludere, Gheddafi ha avuto il destino che si è scelto.
Luigi,
RispondiEliminaperfetto! La Tua è la spiegazione logica e scontata di quanto doveva accadere. Penso, anzi sono convinta, che in tutti aleggia questo Tuo pensiero per le valide ragioni che hai citato.
Ciò che non abbiamo condiviso è il comportamento dei media occidentali, l'Italia in primis. Abbiamo visto tutti un Gheddafi accolto con tutti gli onori a Roma. Capi di Stato delle più potenti Nazioni Occidentali stringergli la mano e fare affari con lui.
Ora che parlano del suo essere stato sanguinario con la sua gente, a me personalmente mi sa di ridicolo, non lo sapevano chi era Gheddafi? Lo hanno scoperto adesso? E l'ostentazione di quelle immagini cruente in TV a ogni ora del giorno, l'ostentazione esasperata di una macraba vittoria sul nemico, cosa significavano? Per me c'era l'arroganza di quelle potenze occidentali che vogliono imprimere la mania distruttiva di chi non si piega al loro volere. Non dimentichiamo che i bombardamenti non hanno risparmiato la popolazione libica e gli stessi ribelli. In questo mio post, io condanno la ragione dei carnefici, e non mi riferisco ai giovani libici che lo hanno massacrato, celata sempre dietro ragioni "umanitarie". Prima Gheddafi, che sognava uno stato ai suoi piedi, e poi gli altri che sognavano il suo petrolio e le sue ricchezze.
Colpa loro, degli occidentali intendo, se fra la gente c'è chi davanti a simili scene prova pietà per chi non la meritava!
Proprio sicura che la mia analisi sia scontata? Non ti incuriosisce quanto tempo c'ho messo?
RispondiEliminaI 'media' occidentali! Che ti aspettavi, che si battessero il petto e cospargessero la testa di cenere?
Bada che abbiamo ben altro di cui essere preoccupati, per esempio la crisi economica che è si globale, che è arrivata si dagli USA, ma che cci trova, direi ci sorprende del tutto incapaci di adottare i provvedimenti atti a iniziare un percorso di rinascita, a partire della crescita economica, pari a zero (si chiama stagnazione); non solo, unico paese della UE che non sta, stava facendo niente.
Un capo di Governo, un Parlamento prono ai suoi piedi, più del 50% dei parlamentari che, assieme al capo del loro Governo, se ne fottono dell'Italia, preoccupati come sono di conservare e perpetuare il loro ignobile potere. Di questo ci dobbiamo preoccupare, che stiamo per diventare un paese povero che sta per conoscere di nuovo la miseria.
Ciò che rende più cupi i miei pensieri è il constatare che nemmeno il ridicolo ormai consolidato, di cui ci siamo coperti agli occhi del mondo, basta per convincere a uscire di scena chi ha fatto una recita pessima, che dura da oltre 20anni.
Luigi, so bene che quando Ti esprimi è dietro un'attenta documentazione e riflessione, scontata per questo. La maggior parte delle persone attente alla situazione in Libia, si aspettavano tre possibilità di epilogo : fuga del rais all'estero. Dove avrebbe goduto dei suoi averi come rifugiato politico, ben protetto. Ucciso per mano dei ribelli... come fortunatamente è avvenuto. Malaguratamente, finire ucciso sotto il bombardamento degli alleati occidentali. L'ambaradan che ne sarebbe scaturito contro l'Occidente da parte dei fanatici islamici, sarebbe stato un problema molto serio da risolvere. Come dire, se lo sono ammazzato da soli... quindi tutti contenti, da Est a Ovest! Riguardo alla situazione italiana... che dici, la cupidigia per Horus c'entra qualcosa? Io dico di si! Ormai siamo colonizzati, senza bombardamenti, ma i predatori colonici aspettavano questo momento analizzato e pronosticato da alcuni giornalisti ed economi seri già dal 2008, ma gli italiani non ne hanno tenuto conto. Quindi... il peggio è arrivato! A noi l'onore di viverlo con dignità, per colpa della massa che si è lasciata fregare sia dai politici di destra che da quelli di sinistra. Ora arriva il bello, il colpo di grazia per gli italiani... elezioni anticipate con l'attuale legge porcata, e il "nuovo" che avanzerà sarà il concentrato del "vecchio" che se ne va, che fingeranno di cacciare via. Figuriamoci se un "gheddafi" nostrano, entrato in politica dopo le stragi che gli hanno spianato la strada ... si farà fregare come il Gheddafi libico! Lui vivrà il resto dei suoi giorni riverito e protetto... e noi... in molti... riprenderemo i viaggi oltreoceano in cerca del "sogno americano". Punto e a capo! A volte mi rimprendi per la mia dietrologia... ma sono fermamente convinta che l'unica salvezza di un popolo è il costruire l'oggi tenendo conto di ciò che è stato ieri. Si pensa al futuro, si parla del futuro, e abbiamo perso di vista l'oggi...la Nostra vita. Questa corsa per il futuro ha distrutto l'oggi per immolare l'ieri e cancellare il futuro.
RispondiEliminaAbbiamo fatto bingo!
Ma chi è sto’ Horus? Dove abita? Perché non lasciamo perdere la mitologia egizia e ci occupiamo dell’oggi? Qual è la metafora che intendi utilizzare?
RispondiEliminaE ancora: “il futuro ha distrutto l'oggi per immolare l'ieri e cancellare il futuro.”. Questa frase è una figura retorica in cui domina l’ossimoro.
Inoltre mi pare poco verosimile il paragone fra il Gheddafi nostrano e quello libico. Perché? Perché mancano i fondamentali, magari fosse come lo definisci tu, a quest’ora ce ne saremmo già sbarazzato e in modo incruento.
La tua analisi della situazione italiana, che non può prescindere dalla UE, mi pare un tantino azzardata.
Intanto tu invochi la c.d. “memoria storica” che ormai è stata distrutta e cacciata nell’oblio, soprattutto nelle generazioni nate nel 1992 e che oggi hanno 19-20 anni: navigano nella più totale ignoranza dei fatti degli ultimi 40anni! Basta seguire, sia pure per mero interesse civico, le tante trasmissioni televisive che ormai infestano anche La Rai per rendersi conto di quanta ignoranza ormai infesta le nuove generazioni, roba da disperarsi per lo scoramento!
Quindi, l’ieri lo abbiamo liquidato assieme alle nuove generazioni, peraltro pure gravate da una disoccupazione che viaggia intorno al 25% ed oltre, cioè un quarto della popolazione giovane, mentre gli ’anziani’ che perdono il lavoro sono intorno al 9%.
Questo significa che il futuro è stato rubato a circa un terzo della popolazione in assoluto. Fra l’altro gli anziani non hanno nessuna speranza di rientrare nel mercato del lavoro. Se consideriamo che i giovani non ci sono ancora entrati per niente, ci rendiamo conto di quanto drammatica e forse tragica sia la situazione italiana. Per colmare la misura ci sono le pensioni. Qui la situazione è tragica. Chi è entrato al nel 1992 andrà in pensione quant’anni dopo (cioè nel 2032: intanto la pensione di anzianità sarà stata cancellata del tutto nel 2025).
Nel 2032 la pensione sarà tutta contributiva. Non bastasse, la percentuale di calcolo non sarà (com’è oggi) l’80% della base pensionabile ma intorno al 55% il pubblico e il 20% il privato. Ti rendi conto? I nostri nipoti malediranno i padri e i nonni.
Ecco, questo è a grandi linee il quadro.
L’unica cosa che mi consola è sapere che 2032 io non ci sarò!
Luigi,
RispondiEliminaal 2032 mancano solo 20-anni, non puoi sapere che non ci sarai. I novantenni saranno molti all'epoca.
Per il resto non mi pronuncio, il mio "ossimoro", come lo hai definito, lo hai spiegato benissimo.
Il futuro : era la promessa professata da b. e dagli attuali politici.
L'oggi : e stato distrutto da quelle promesse, compresa la memoria storica.
L'immolazione di ieri : riferito all'essere potente con libertà di commettere ogni reato, rimanendo impuniti e godendo del lusso più sfrenato. Era così "ieri" o mi sbaglio?
Il futuro : quello che verrà, lo hai ben detto, già non esiste!
Cos'è la tua, autodifesa, istinto di conservazione? C'è molta, forse troppa leggerezza nelle tue parole.
RispondiEliminaLuigi,
RispondiEliminanon Ti capisco più in questo Tuo ultimo commento.
Istinto di conservazione, troppa leggerezza.
No! Nulla di tutto questo, non ho alcuna necessità di conservarmi nè tanto meno di essere leggera nelle mie argomentazioni, che sono sempre ben ponderate e ricche di significato odierno e storico.
Se non lo evinci, non so che farci.
Temo di avere usato questo sostantivo "leggerezza" in uno dei suoi significati, "facilità", che sono usati per definire il concetto che avevo in mente. Chiarisco meglio il concetto se ti dico che avevo in mente la parola "agilità" o "sveltezza". Aggiungo che io lo penso di persone che concretizzano il proprio pensiero traducendolo in parole senza fatica.
RispondiEliminaIn ogni caso non avevo in mente alcun un significato irrispettoso.
Autoconservazione e istinto di difesa hanno il medesimo significato. Quale? Questo per me in questo caso. Premetto che anche qui il significato non è irrispettoso.
RispondiEliminaPensavo al rifugiarsi in contenuti lontani da realtà minacciose, qual è secondo me la realtà odierna, minaccia che io sento e che tento di esorcizzare scavando il più possibile nei suoi contenuti in modo da capirli per quanto possibile compiutamente. In questo modo la paura dell'ignoto viene combattuta e, talvolta, anche vinta.
Luigi,
RispondiEliminacapisco che a volte succede di usare termini, che hanno più di un significato, convinti di avere reso chiaro il Nostro pensiero. Succede. Nulla di grave, non mi ero risentita, pensando fossi stata io a non essermi espressa al meglio.
Agile nel districarmi con le parole? Si, credo di esserlo, quando non posso esprimere a pieno un concetto importante per non turbare animi sensibili.
Autodifesa e istinto di conservazione? No! Rabbia per l'ottusità che riscontro in molte persone.
Aah se quel Cristo potesse parlare, sento che non mi darebbe torto, sarebbe Lui stesso a citare Horus e a spiegare la netta differenza fra Lui e quel dio dei potenti.
Detto ciò, non vado oltre, spero Tu comprenda :))
Blasfema! ;-)))
RispondiEliminaeeeehhhh ... scire nihil prodest... lo diceva Sant'Agostino...:DDDD
RispondiEliminaPrima Horus, poi Gesù, adesso Sant'Agostino.
RispondiEliminammm è proprio come dico io, il presente ti fa paura! :-DD
ahahahahahha... naaaaaaaaaaaa... leggi l'ultimo post e Ti accorgerai che mi diverto con poco ;DDD
RispondiElimina