Adamus, sono stata lettaralmente rapita da questa scena tratta dal film "Les uns et les autres". La musica, il bravissimo Jorge Donn e le due voci soliste, sono la perfetta armonia uomo-musica. Ma quando c'era di mezzo Maurice Béjart come coreografo questo connubio era scontato.
Capisco la Tua pigrizia post-festa, ha colpito anche me.. colpa della pioggia :DD Ciaooooooooooooo!
cara Francy, mi accorgo con rammarico che non ti ho fatto gli auguri di Pasqua: ero venuta in Perle rubate e poi dovevo anche venire in questo blog e lasciarti gli auguri e invece... scusami;ho fatto il giro degli amici, ma qualcuno l'ho lasciato. Accetta ora gli auguri anche se in ritardo, con affetto
Paola, Ti ringrazio per il pensiero, ma fra donne capiamo bene quanto si corre durante le feste a causa dei preparativi. Anche a me è capitato di non riuscire a passare in tutti i blog Amici prima di Pasqua e me ne scuso. Accetto gli Auguri... per una Buona Dieta :D
Beh? Io un po' dei merito non ce l'ho? Mi preme solo dire ad Adamus che lui il ritmo lo sente maniacale, io invece ossessivo. La genialità di Ravel è di avere scoperto il pregio della ripetitività in musica.:-) Riri: io ho visto il film qualche giorno fa e mi sono innamorato di tutto il film.
Luigi, hai usato un sinonimo, sia Tu che Adamus avete descritto il ritmo morboso (altro sinonimo) nella musica di Ravel :) Certo che hai il merito, infatti se leggi la mia risposta al commento di Lorenzo... lo dico chiaro che ho "rubato" il video dal Tuo blog ;)) Onore al Merito!
A dire il vero, cercavo un aggettivo appropriato per il Bolero di Ravel, che non era nè maniacale, nè ossessivo e nemmeno morboso. Faccio presente che questi aggettivi afferiscono ad una condizionale psicologica, che oggi si definisce boderline. In realtà, nel Bolero non si può nemmeno parlare di ripetitività, perchè insufficiente, bisogna aggiungere anche l'aggettivo crescente. Dunque le note sonmo quelle , il ritmo idem. Ho fatto un (modesta) ricerca. "Balletto: Il balletto originale è una sorta di ballo rituale durante il quale una donna danza seducente su un tavolo, mentre un gruppo di uomini si avvicinano a lei sempre più, con il crescere della musica. Esistono altre letture del balletto, come quella di Maurice Béjart che assegnò la parte principale ad un danzatore, o quella di Aurél Milloss, ambientata in una taverna. Struttura: Il brano è strutturato dalla ripetizione di due temi principali A e B, di diciotto battute ciascuno, proposti da strumenti diversi. I temi si inseriscono sull'accompagnamento ritmico continuo del tamburo, e sull'accompagnamento armonico, spesso proposto in maniera accordale. La successione delle ripetizioni è disposta in un graduale e continuo crescendo, dal pianissimo iniziale fino al maestoso finale, per un totale di diciotto sequenze musicali (nove ripetizioni del tema A e nove del tema B). Il brano rimane sempre nella tonalità di do maggiore, sebbene nel tema B siano presenti elementi tensivi dominanti come il SIb che lo differenziano dal tema A diatonico, tranne una breve modulazione in mi maggiore nell'ultima sequenza che apre alla cadenza finale. L'organico orchestrale previsto è un'orchestra sinfonica con l'aggiunta di un oboe d'amore, di tre saxofoni e di un gong. Man mano che cambiano i temi vengono inseriti strumenti al fine di curare il timbro e nello stesso tempo per sottolineare uno stato di confusione, tanto che nella parte finale gli strumenti sono tanti da alterare il riconoscimento del ritmo e delle note. Organico: 2 flauti (il 2° anche 2° ottavino), ottavino, 2 oboi (il 2° anche oboe d'amore), corno inglese, clarinetto piccolo in mi , 2 clarinetti in si , clarinetto basso, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, tromba piccola in re, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba, 3 saxofoni (sopranino, soprano e tenore), timpani, 2 tamburi, piatti e tam-tam, celesta, arpa e archi. Sequenze: Temi e strumenti che li espongono: Tema A, flauto Tema A, clarinetto Tema B, fagotto Tema B, clarinetto piccolo Tema A, oboe d'amore Tema A, tromba e flauto Tema B, sax tenore Tema B, sax sopranino poi soprano Tema A, corno, celesta, ottavini Tema A, clarinetti, oboi Tema B, trombone Tema B, fiati Tema A, violini e fiati Tema A, violini, fiati e sax tenore Tema B, violini e fiati Tema B, violini e fiati Tema A, archi e fiati Tema B, archi e fiati. Come si può vedere i due concetti musicali sono la ripetitività e il crescendo." Questo nulla toglie alla libertà dell'ascoltatore di definire il Bolero come vuole e sa.
Luigi, interessante questa Tua ricerca sul significato balletto. Sinceramente non lo conoscevo. Personalmente per il Bolero di Ravel ho sempre usato l'espressione impetuoso.
Fantastatico e maniacale Bolero di Ravel. Certo che Jorge Donn era molto interpretativo...Direi bravissimo.
RispondiEliminaCiao Francesca, sono ancora nel clima festivo, una pigrizia tale da fare invidia alla mia gatta Camilla. Ciaoooooooooooo ! ;)
Adamus,
RispondiEliminasono stata lettaralmente rapita da questa scena tratta dal film "Les uns et les autres". La musica, il bravissimo Jorge Donn e le due voci soliste, sono la perfetta armonia uomo-musica. Ma quando c'era di mezzo Maurice Béjart come coreografo questo connubio era scontato.
Capisco la Tua pigrizia post-festa, ha colpito anche me.. colpa della pioggia :DD
Ciaooooooooooooo!
La mia pigrizia è arrivata al punto che non ho nemmeno voglia di stare a dieta:DDDDDDDDDD
RispondiEliminaBellissimo video e coreografia stupenda
Lorenzo
Eccezionale..vidi anche il film una vita fa e m'innamorai di questo pezzo.
RispondiEliminaLorenzo,
RispondiEliminache gran faticaccia dopo una festa a suon di cose buone... prendere le distanze da esse. Il guaio è che non sei uno snob.. :DDDDD
Si, bello il video che ho "rubato" dal blog dell'intenditore nel ramo, Morsello :DDDDD
Riri,
RispondiEliminadifficile non innamorarsi di tanta arte, rapisce chiunque, tranne gli odierni politici italiani :(
cara Francy, mi accorgo con rammarico che non ti ho fatto gli auguri di Pasqua: ero venuta in Perle rubate e poi dovevo anche venire in questo blog e lasciarti gli auguri e invece... scusami;ho fatto il giro degli amici, ma qualcuno l'ho lasciato. Accetta ora gli auguri anche se in ritardo, con affetto
RispondiEliminaPaola,
RispondiEliminaTi ringrazio per il pensiero, ma fra donne capiamo bene quanto si corre durante le feste a causa dei preparativi. Anche a me è capitato di non riuscire a passare in tutti i blog Amici prima di Pasqua e me ne scuso.
Accetto gli Auguri... per una Buona Dieta :D
Grazie ancora e Auguroni anche a Te.
bravissimi!!!!
RispondiEliminastupendo questo video!!!
buon weekend ^__________^
Beh? Io un po' dei merito non ce l'ho? Mi preme solo dire ad Adamus che lui il ritmo lo sente maniacale, io invece ossessivo. La genialità di Ravel è di avere scoperto il pregio della ripetitività in musica.:-)
RispondiEliminaRiri: io ho visto il film qualche giorno fa e mi sono innamorato di tutto il film.
Pupottina,
RispondiEliminasei sempre solare e mi regali un sorriso con i Tuoi commenti.. Grazie ^____^
Buon week-end a Te e Kevin
Luigi,
RispondiEliminahai usato un sinonimo, sia Tu che Adamus avete descritto il ritmo morboso (altro sinonimo) nella musica di Ravel :)
Certo che hai il merito, infatti se leggi la mia risposta al commento di Lorenzo... lo dico chiaro che ho "rubato" il video dal Tuo blog ;))
Onore al Merito!
A dire il vero, cercavo un aggettivo appropriato per il Bolero di Ravel, che non era nè maniacale, nè ossessivo e nemmeno morboso. Faccio presente che questi aggettivi afferiscono ad una condizionale psicologica, che oggi si definisce boderline.
RispondiEliminaIn realtà, nel Bolero non si può nemmeno parlare di ripetitività, perchè insufficiente, bisogna aggiungere anche l'aggettivo crescente. Dunque le note sonmo quelle , il ritmo idem.
Ho fatto un (modesta) ricerca.
"Balletto: Il balletto originale è una sorta di ballo rituale durante il quale una donna danza seducente su un tavolo, mentre un gruppo di uomini si avvicinano a lei sempre più, con il crescere della musica. Esistono altre letture del balletto, come quella di Maurice Béjart che assegnò la parte principale ad un danzatore, o quella di Aurél Milloss, ambientata in una taverna.
Struttura: Il brano è strutturato dalla ripetizione di due temi principali A e B, di diciotto battute ciascuno, proposti da strumenti diversi. I temi si inseriscono sull'accompagnamento ritmico continuo del tamburo, e sull'accompagnamento armonico, spesso proposto in maniera accordale. La successione delle ripetizioni è disposta in un graduale e continuo crescendo, dal pianissimo iniziale fino al maestoso finale, per un totale di diciotto sequenze musicali (nove ripetizioni del tema A e nove del tema B). Il brano rimane sempre nella tonalità di do maggiore, sebbene nel tema B siano presenti elementi tensivi dominanti come il SIb che lo differenziano dal tema A diatonico, tranne una breve modulazione in mi maggiore nell'ultima sequenza che apre alla cadenza finale. L'organico orchestrale previsto è un'orchestra sinfonica con l'aggiunta di un oboe d'amore, di tre saxofoni e di un gong. Man mano che cambiano i temi vengono inseriti strumenti al fine di curare il timbro e nello stesso tempo per sottolineare uno stato di confusione, tanto che nella parte finale gli strumenti sono tanti da alterare il riconoscimento del ritmo e delle note.
Organico: 2 flauti (il 2° anche 2° ottavino), ottavino, 2 oboi (il 2° anche oboe d'amore), corno inglese, clarinetto piccolo in mi , 2 clarinetti in si , clarinetto basso, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, tromba piccola in re, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba, 3 saxofoni (sopranino, soprano e tenore), timpani, 2 tamburi, piatti e tam-tam, celesta, arpa e archi.
Sequenze: Temi e strumenti che li espongono:
Tema A, flauto
Tema A, clarinetto
Tema B, fagotto
Tema B, clarinetto piccolo
Tema A, oboe d'amore
Tema A, tromba e flauto
Tema B, sax tenore
Tema B, sax sopranino poi soprano
Tema A, corno, celesta, ottavini
Tema A, clarinetti, oboi
Tema B, trombone
Tema B, fiati
Tema A, violini e fiati
Tema A, violini, fiati e sax tenore
Tema B, violini e fiati
Tema B, violini e fiati
Tema A, archi e fiati
Tema B, archi e fiati.
Come si può vedere i due concetti musicali sono la ripetitività e il crescendo."
Questo nulla toglie alla libertà dell'ascoltatore di definire il Bolero come vuole e sa.
Luigi,
RispondiEliminainteressante questa Tua ricerca sul significato balletto. Sinceramente non lo conoscevo.
Personalmente per il Bolero di Ravel ho sempre usato l'espressione impetuoso.