Fascino e Inganno


Risale fin dalla antichità la tradizione del Carnevale. Nell’antico Egitto era legato al culto della dea Iside , in Grecia al dio Dionisio e nell’antica Roma al dio Saturno.
I festeggiamenti coincidevano con la fine del vecchio anno e si protraevano per diversi giorni, durante i quali il caos sostituiva l’ordine costituito. Il desiderio di rinnovamento ha da sempre affascinato l’uomo, le convinzioni religiose e sociali inducevano a trascendere. I travestimenti permettevano di identificarsi con dei e animali . Rappresentazioni allegoriche inscenavano le forze del caos contro la creazione dell’universo, non mancavano le processioni dove un salvatore lottava contro il male. Sui carri vi erano le allegorie del Sole e della Luna , signori del cosmo, ritenuti i fautori della vita.
Non mancavano morti e orge, in modo particolare fra i romani ,che ritenevano questa ricorrenza espressione di un temporaneo bisogno di assenza di obblighi sociali e gerarchici. Scherzi e dissolutezza rompevano gli argini del decoro tenuto nel corso dell’anno.
Il carnevale porta in sé il dinamismo di una dimensione metafisica che riguarda l’uomo e il suo destino. Era considerato la libera circolazione degli spiriti fra cielo, terra e inferi. La porta aperta ai morti che ritornavano nel mondo dei vivi. Per non rendere le anime pericolose era necessario onorarle prestando loro i corpi provvisoriamente, le maschere dal significato apotropaico , chi le indossava assumeva le sembianze di un essere soprannaturale.
Tutto ciò era ritenuto come creazione di un regno nuovo, la fecondità della Terra che permetteva a gli uomini di fraternizzare allegramente fra loro. L’ordine del cosmo, stravolto dal tempo carnevalesco, veniva ripristinato con il funerale del Re, rappresentato da un fantoccio, o da una immagine simbolo, che veniva bruciato.
Nel corso dei secoli il Carnevale è divenuto la festa per eccellenza dei cattolici, con ragioni modellate al nuovo credo. Resta immutato il fascino dell’ambiguità, che continua a regalare a chi ama impersonare soggetti lontani dalla propria personalità. Il satirico inganno di essere per pochi giorni un sogno storico, fantascientifico, fiabesco.

14 commenti:

  1. Un notevole 'excursus' della festa del carnevale nei secoli passati anche di età precristiana. Un richiamo alla mia (e non solo mia) adolescenza in una famiglia povera: il travestimento buffo e clownesco che in molti ragazzini come me assumeva le sembianza del travestimento femminile, talvolta (come nel mio caso) ben riuscito. ma mascheravamo il desiderio di una ragazza, non quello di essere una ragazza.
    O.T.: birichina la nuova testata del tuo blog!

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  2. Luigi,
    il Carnevale è un argomentro poliedrico, approfondirlo è molto interessante. Porta a comprendere l'appartenenza al genere umano senza distinzioni di razza e di culture.
    Il desiderio di ritornare in vita dopo la morte non fa distinzione in nessun uomo.

    ehehehehhe... mi hai fatto tornare in mente mio fratello,era talmente "bella" travestito da donna che fece invaghire un bell'uomo al quale dovette dare un ceffone per tenerlo lontano :DDDDDDDDDDDDDD
    La mia nuova testata birichina? :DDDD Naaaaaaaaaaa....
    Intrigante ;)
    Il fascino dell'acqua :D

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  3. CERTO QUEI DUE CHE, NASCOSTI CAMUFFATI DA UN VELO D'ACQUA, FANNO L'AMORE SONO SICURAMENTE INTRIGANTI, MA E' IL VELO D'ACQUA A ESSERE BIRICHINO!

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  4. aaaaahhhh... ecco, è il velo d'acqua a essere birichino. Eh certo ... li bagna :D

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  5. brava Francy!
    è interessantissimo questo post sul carnevale...
    ognuno lo vive a suo modo... e cerca di trovarvi la felicità!!!

    buon mercoledì ^______________^

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  6. Molto interessante questo tuo post.Ti auguro un buon pomeriggio.Saluti a presto

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  7. Pupottina,
    concordo, se non proprio felicità, allegria il Carnevale ne regala tanta.
    E'stato un mercoledì innevato ... finalmente sono a casa ^______^
    Buona Serata

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  8. Ciao Cavaliere,
    grazie, anche il Tuo post di oggi è molto interessante :)
    A presto

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  9. Diverte molto il carnevale, quello di Viareggio specialmente dove i carri sono vere e proprie opere d'arte e satira feroce verso i potenti.

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  10. Aldo,
    il Carnevale di Viareggio è una rivelazione annuale, la satira toscana è insuperabile, anche se io amo tanto quello di Venezia... più... da sogno :)

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  11. Adoro il Carnevale! Mi è sempre piaciuto, per quella sua magia.
    In quando alla nuova testata, beh... non potevano certo tuffarsi vestiti... ;-)))
    Ho molte foto scattate gli scorsi anni al Carnevale di Venezia, magari più in là le posto.
    In un vecchio post ne pubblicai solo una:
    http://follettidisoccupati.blogspot.com/2009/02/ti-conosco-mascherina.html
    dimmi che ne pensi di questo post!
    bacioni oni oni

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  12. Janas,
    più in là, quando posterai quelle foto??? Forza, fallo che Te le "rubo"... :))
    Ho visto il Tuo post... considerazione considerevole la Tua... la metto fra le mie perle.
    Un bacione one, one :))

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  13. Uè... ma i due tipi della testata che fine hanno fatto???
    GRAZIE, ho visto la perla, e il titolo è bellissimo. Metti sempre dei titoli ricercati e originali, mi piacciono.
    Un caro saluto, baci baci

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  14. Janas,
    eeeehhh... sono annegati di due porelli.. sai com'è? Senza bombole di ossigeno non si resiste molto in immersione :DDDDDDDDDDD

    Il titolo che uso per le mie "perle" è il mio commento all'opera...
    Mi è piaciuta molto la Tua mascherina dal ragionamento contorto ma vero :)
    un bacione

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