Calma nella Rabbia


Si alzò di scatto, il suo gesto fulmineo fu seguito dal cadere di libri poggiati all’angolo della scrivania in legno massello, che urtò con la parte inferiore del bacino.
Elegante e fiero si rivolse al suo interlocutore, incurante di quanto accadeva intorno, e con un timbro di voce cupo e deciso , mentre la sua calma fredda inondava la stanza di un fascino guerriero, invitò l’ospite a lasciare immediatamente la sua casa e a non farvi più ritorno.
L’uomo cercò di dire qualcosa ma lo sguardo glaciale e tagliente del padrone di casa non ammetteva repliche, le parole gli morirono sulle labbra. Si guardò intorno come a cercare solidarietà e non trovandone girò su se stesso e andò via senza voltarsi .
Lo vidi imboccare il viale con passo svelto e l’aria del cane bastonato, trafficare maldestro con il cancello e poi sparire dietro la siepe di rose.
Non sapevo cosa fare, ero arrivata in un brutto momento.
Avevo avvertito il tono grave della conversazione, la voce alterata dell’ospite contro quella calma e glaciale del padrone di casa. Invece di allontanarmi ero rimasta come inchiodata, soggiogata dalla scena. Quando mi resi conto di essere fuori posto era già troppo tardi per fare marcia indietro.
Mi ritrovai in preda all'imbarazzo, cercavo una scusa banale per defilarmela elegantemente .
Mi guardò, e il suo sguardo apparve addolcito, poi si girò chinandosi a raccogliere i libri che riordinò sulla scrivania, sembrò li accarezzasse, quasi a scusarsi con loro per l’azione maldestra che li aveva buttati a terra. Sollevò lo sguardo verso di me e un bagliore di blu intenso sciolse il gelo che sentivo intorno.
I suoi occhi esprimevano le parole che non pronunciava, erano l’oceano davanti al quale l’evidenza dell’umore era incontestabile. Rimasi ferma nel punto in cui mi trovavo fino a quando la sua voce, divenuta gentile, mi invitò ad accomodarmi.
Girò lentamente intorno alla scrivania, infilò le mani nelle tasche dei pantaloni e si pose davanti a me con un sorriso appena accennato. Sapevo che non gli aveva fatto piacere che lo avessi colto in un momento di rabbia.
Avrei voluto dirgli che mi aveva insegnato qualcosa che sarebbe rimasto in me per sempre: la calma nella rabbia, e la capacità di suscitare rispetto anche in chi non è un amico.
Come spesso mi accadeva, nel timore di apparire sciocca, lasciai al silenzio i miei pensieri e presi a parlare di altro.

10 commenti:

  1. Ciao Francy,quello che ho letto è molto bello,
    mi è piaciuto il tuo racconto,che nel finale insegna anche qualcosa,questo testo si presta bene a esser continuato con ulteriori sviluppi.
    Buona serata.

    Un abbraccio.

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  2. Troppo poco, troppo criptica, ci sono delle domande che non hai formulato e delle risposte che non hai dato e non consenti al lettore di immaginare e dare. Spiegati, di grazia.

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  3. Ciao Achab,
    si, è un racconto che ho iniziato in sordina e ogni tanto aggiungo qualcosa in più. Penso che mi toccherà cambiare l'etichetta in modo da dare la possibilità al lettore di seguirne il filo logico.
    Mi hai suggerito un'idea.. grazie :)

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  4. Hai ragione Luigi,
    questa volta ho esagerato con l'essere criptica. Desideravo solo evidenziare il grande ascendente che quest'Uomo con la Sua personalità aveva su di me. Spero si colga altrimenti mi toccherà modificarlo un pò.

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  5. Sto letteralmente col fiato in sospeso.
    Aspetto, ma sono certo che leggerò in seguito qualcosa di molto interessante.

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  6. wow! vorrei che qualcuno insegnasse a me la stessa cosa. vorrei poter non esplodere quando la mia rabbia arriva al limite del sopportabile. forse con gli estranei è più facile controllarsi, ma non è detto. come al solito il tuo stile romanzato rende tutto stupendo ... anche un momento in cui la calma la fa da padrone.
    ^_____________^

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  7. Aldo,
    penso proprio che dovrò ampliarlo il discorso.. non mancherò :)

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  8. Vero Pupottina,
    io ho imparato che la ragione deve essere arbitro degli impulsi primordiali dell'uomo. Ho avuo la fortuna di conoscere e frequentare una persona, che senza forzature, ha saputo farmi cogliere il significato di tante cose... Ma,ahimè, di strada ne ho ancora tanta da percorrere per arrivare almeno alla metà delle Sue conoscenze.. speriamo bene ^__^

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  9. Ciao,sei molto brava,hai la stoffa della scrittrice. Un racconto che cattura molto l'interesse del lettore, ma appunto..sarebbe bello conoscere più dettagli. Ciao Francesca,buona giornata.

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  10. Adamus,
    sei generoso con me, bontà Tua :)
    Si, conto di scrivere cosa mi soggiogò in quel frangente, altrimenti lascio un pò l'amaro in boca a chi, come Te, porge la Sua attenzione ai miei scritti.
    Grazie Adamus e Buona Giornata anche a Te

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