Com’è ottusa la storia italiana. Più mi inoltro nel voler sapere, più mi perdo nell’indecifrabile.
Esprimere un giudizio è impossibile. Si corre sempre il rischio di dire la cosa sbagliata e si resta comunque ignoranti davanti a ciò che si apprende, e nel cercare riscontri si scoprono altri indecifrabili eventi, senza mai arrivare a capo di nulla.
L’assurdità di questo incomprensibile popolo sta nell’incapacità di esprimere un unanime giudizio verso chi si è reso ignobile nell’esercizio delle sue funzioni.
Poco importa se il personaggio ha cagionato morte e fame nella società, l’importante è che durante la sua vita egli abbia anche solo pronunciato una frase strepitosa ed ecco che si solleva il coro degli osanna alla sua intelligenza e grande capacità. In molti casi si ergono monumenti nelle piazze storiche in onore del “grande uomo”. A nulla vale sottolinearne l’ignobiltà.
Non la capisco quest’incapacità di ripulire ogni cosa, fino alla radice, quando si presenta l’occasione di riscrivere una nuova pagina della storia , con nuove regole che proibiscano il ripetersi della stessa .
Non la capisco quest’incapacità di ripulire ogni cosa, fino alla radice, quando si presenta l’occasione di riscrivere una nuova pagina della storia , con nuove regole che proibiscano il ripetersi della stessa .
L’unico evento d’illuminismo che avrebbe potuto dare inizio a una Nazione degna d’essere democratica, caratterizzò l’Italia nell’immediato dopoguerra alla stesura della Costituzione. Il cavillo che sfuggì ai Padri Costituenti , tanto da non averlo inserito fra le leggi, fu l’impedire a chi aveva militato nel governo antecedente di rivestire ruoli istituzionali nel nuovo governo, e di bandire per sempre dalla politca chiunque si chiamasse Mussolini, Badoglio o via dicendo.
Mentre altrove queste misure sono sempre state adottate, persino nelle monarchie dove era spodestata una dinastia in favore di un’altra, in Italia il filo diretto fra potenti e prepotenti non si è mai interrotto, tanto da ritrovare lo stesso personaggio immischiato in affari loschi per tutto il corso della sua vita ed egregiamente sostituito dai figli o dai parenti che hanno proseguito nelle cariche istituzionali con la stessa capacità interpretativa del de cuius.
Non si può certo negare che l’Italia ha avuto uomini liberali di grande spessore culturale, più conosciuti all’estero. Il solo menzionarli lascia nell’ indifferenza la stragrande maggioranza della popolazione italiana. Mai visto un monumento in onore di questi uomini. Forse solo la denominazione di una via persa fra le tante, un misero riconoscimento per quietare animi nobili.
Passano gli anni fra commemorazioni di morti ammazzati, che in vita avevano turbato la quiete dei potenti o erano serviti per raggiungere illeciti scopi, e nulla si smuove, sempre cullati dalla vecchia nenia del necesairo rinnovo mai avvenuto.
Mentre altrove queste misure sono sempre state adottate, persino nelle monarchie dove era spodestata una dinastia in favore di un’altra, in Italia il filo diretto fra potenti e prepotenti non si è mai interrotto, tanto da ritrovare lo stesso personaggio immischiato in affari loschi per tutto il corso della sua vita ed egregiamente sostituito dai figli o dai parenti che hanno proseguito nelle cariche istituzionali con la stessa capacità interpretativa del de cuius.
Non si può certo negare che l’Italia ha avuto uomini liberali di grande spessore culturale, più conosciuti all’estero. Il solo menzionarli lascia nell’ indifferenza la stragrande maggioranza della popolazione italiana. Mai visto un monumento in onore di questi uomini. Forse solo la denominazione di una via persa fra le tante, un misero riconoscimento per quietare animi nobili.
Passano gli anni fra commemorazioni di morti ammazzati, che in vita avevano turbato la quiete dei potenti o erano serviti per raggiungere illeciti scopi, e nulla si smuove, sempre cullati dalla vecchia nenia del necesairo rinnovo mai avvenuto.
Nessuna verità sarà mai tale, finchè chi ci rappresenta avrà come unico scopo il proprio interesse personale.


Lessi molto tempo fa un articolo che prendeva in esame proprio quello che tu hai scritto, approposito della costituzione, sul mancato inserimento che tu menzioni.
RispondiEliminaRicordo la risposta di una famoso costituzionalista e storico del diritto il quale affermava che tale " dimenticanza" era stata fatta apposta nel nome di una riappacificazione nazionale senza lasciare una traccia di esclusione di qualsiasi cittadino italiano dalla futura vita politica.
Sinceramente non sono in grado di giudicare nel profondo questa decisione, so solo dire che mi è piaciuta tantissimo quella risposta che non sapeva affatto di personismo cattolico, ma sapeva di affermazione di principi di ugualianza nei confronti dello stato e di tutte le sue istituzioni. Principio puntualmente disatteso dagli attuali attori del nostro governo.
Ottimo post che induce a molte riflessioni.
Lorenzo
Hai ragione da vendere: un taglio netto non siamo mai stati capaci di darlo... forse anche perché avremmo ammesso il nostro fallimento nell'acclamare un uomo che ci avrebbe portati alla catastrofe!!anche se io concepisco molto di più quelle acclamazioni fatte da un popolo semi-analfabeta, piuttosto delle acclamazioni attuali.Comunque, una cosa è certa dalla storia la nostra povera Italia, non ha imparato niente.. c'è solo da sperare in una prossima"illuminazione".
RispondiEliminaCiao Francy, è stato un piacere leggerti, come sempre.
Buon Giorno Lorenzo,
RispondiEliminafelice di ritrovarTi dopo la pausa estiva :)
Non conosco l'articolo a cui fai riferimento, colgo il piacere di non essere la sola ad avere simili considerazioni. La risposta dello storico costituzionalista mi lascia di ghiaccio. Non fa che avvalorare ciò che penso. In una democrazia che si rispetti l'uguale diritto ad ogni cittadino è sacrosanto e nobile, ma è altrettanto importante il garantire l'allontanamento dai ruoili istituzionali, chi ne ha solo tratto vantaggi personali e recato danni alla società, compresi i discendenti.
Un popolo non può pagare sulla propria pelle chi si è macchiato di ignobiltà, ma i discendenti possono pagarne lo scotto, visto che hanno goduto delle malefatte del loro amato a spese di tutti i cittadini.
La democrazia dovrebbe escludere a priori l'entrata in politica dei familiari del politico stesso, e ancor più importante non permettere au suoi congiunti di occupare ruoli istituzionali. Altrimenti è scontato che così facendo si creano le dinastie, e la democrazia diventa solo il paravento di una monarchia che facilmente si trasforma in dittatura, la famosa "casta" di cui oggi i giornalisti coraggiosi parlano.
Gli italiani ne stiamo cogliendo i frutti prima di tutti gli altri.
Se è vero che un figlio può rivelarsi migliore del padre, la storia cita esempi di re migliori di altri, è altrettanto vero che possono essere ancora più deleteri del loro genitore. In una Repubblica che si rispetti simili rischi non si dovrebbero e non si devono correre. La cosa ancora più sbagliata in Italia è la mancanza di una legge che vieti al politico di governare per più di una, massimo due, legislature. E' necessario che dalla direzione dei partiti vengano proposti nuovi nomi e nuovi leaders ad ogni elezione, mandato a casa chi ha già operato.
Ogni cittadino nella società ha la stessa importanza, indipendentemente dal ruolo che svolge. Forse l'operatore ecologico è di minore importanza di un Presidente di una qualsiasi Repubblica? Domanda da un milione di dollari. Con i tempi che corrono personalmente potrei fare a meno del secondo ma giammai del primo, anche se so che l'uno non può esistere senza l'altro!
Non dimenticare, caro Lorenzo, che se le cose continuano così, il Nord presto si troverà seduto sul trono della "gloriosa padania" una bella trota.. avariata per giunta! :DD
Grazie e Buona Domenica ;)
Paola,
RispondiEliminami trovi d'accordo con il Tuo pensiero. Non riesco a giustificare chi, come ai tempi di Mussolini, acclama personaggi simili. Come ben fai notare un minimo di nozione storica è alla portata di tutti, data anche solo dalla scuola d'obbligo. Come Te spero che qualche carismatico illuminista si faccia avanti, anche se divento scettica ogni giorno di più.
Grazie di cuore e
Buona Domenica
La Costituzione è un elenco di articoli che fissa, oltre a quale deve essere l'ordinamento dello stato, anche tutta una serie di principi a cui poi i codici e le leggi devono attenersi.
RispondiEliminaMettere un apposito articolo qui che sancisca il principio di disugualianza di alcuni cittadini di fronte allo stato a mio giudizio è una cosa grave.
Le leggi ci sono, il problema grave è che non si riesce a farle rispettare, iniziando dagli organi di controllo fino a un continuo soffocamento del lavoro della magistratura.
Aggiungiamo anche il fatto che i politici in questi ultimi decenni non hanno avuto lungimiranza nell'evitare situazioni come quella di oggi. Io sono convinto che tutte le leggi emanate rispettano certamente la costituzione, ma poche ne rispettano lo spirito. Se così fosse stato avremmo avuto strumenti legislativi per evitare la situazione di oggi.
Sui figli di chi si macchia di un reato non sono daccordo, un figlio deve avere le stesse possibilità di chiunque e avere il diritto di dimostrare la propria onestà.
Lorenzo
Lorenzo,
RispondiEliminanon è la Costituzione che metto in discussione, ma proprio la mancanza di una legge che regoli quali sono i diritti per ogni cittadino.
Essere politico è un diritto o un merito per un'alta responsabilità?
E' una domanda che mi pongo spesso. Io, come comune cittadina, ho il diritto d'essere un politico? Posso rivendicare questo diritto in ogni momento della mia vita? O piuttosto per esserlo devo meritarlo con il mio impegno e la mia onestà? Quali meriti occorrono per ottenere un così elevato ruolo istituzionale?
A questo punto mi rispondo che mi sarebbe bastato essere figlia di un politico,e a qualunque età potevo sedere a mio piacimento a destra o a sinistra nei palazzi del potere.
Un diritto non dovrebbe mai cessare d'essere tale per ogni cittadino, indipendentemente dal suo ceto sociale o età anagrafica.
Per essere eletti come politico bisogna militare fin da giovani in un partito e lentamente dimostrare d'esserne all'altezza. Un politico rappresenta i suoi elettori e non può privilegiare chicchesia rispetto a nessuno.
E' un diritto ereditare un trono se si è figli di un re, ma non dovrebbe esserlo se si è figli di un politico in una Repubblica.
Tu dici che il figlio di un politico può dimostrare d'essere onesto, è possibile ma molto improbabile, di solito segue le orme del suo caro negli ideali e nelle convinzioni.
A tale proposito cito i Kennedy e i Bush negli Stati Uniti, dove la Costituzione è più rigida rispetto alla Nostra, e dove ritengo manchi anche una legge in merito.
Ma il popolo americano è più draconiano verso chi sbaglia, la fine dei Kenndy la conosciamo tutti, così come sappiamo bene che nessun
Bush potrà più presentarsi come candidato politico.
Ritornando all'articolo che hai citato, non vi fu un errore nel lasciare che i vecchi politici del periodo fascista continuassero ad esserlo nella appena nata Repubblica?
Per me vi fu, fu il primo dei grandi compromessi a venire.
E' il mio pensiero, sbagliato forse, ma vedo che la democrazia vacilla pericolosamente,
forse perchè è partita con il piede sbagliato. Non lo so, spero sempre che il tempo mi darà torto!
Grazie per il commento :)
Cara Francy sai che il piacere di commentare qui è mio e quindi sono io che ringrazio te per l'ospitalità.
RispondiEliminaLa domanda che io mi faccio invece è la seguente: perchè è nei periodi di crisi che si vuole cambiare tutto? Non sarebbe meglio invece cambiare codici molto importanti come la Costituzione in momenti in cui le emergenze sono minori?
Io dico che sarebbe molto meglio, ma siamo in Italia e c'è qualcuno che approfitta sempre del caos per trarre vantaggio, anche creandolo di proposito.
Dico questo perchè cambiare la costituzione in momenti di crisi e di tensione porta a non vedere nel suo insieme quali principi salvaguardare o introdurre di nuovi.
Un esempio è il tentativo molto maldestro del PdL di inserire come valore l'impresa. Cosa assurda.
Quell'articolo mi è venuto in mente ieri, era sulla Stampa qualche anno fa ed era di Stefano Rodotà, io lo considero un grande costituzionalista oltre che un galantuomo.
Quel principio è la base della convivenza pacifica di un popolo che ebbe la sua storia lacerata da un guerra civile intestina all'interno di una guerra mondiale, non dimentichaimo mai quali erano le nostre condizioni politiche e sociali di allora.
Detto questo io concordo perfettamente con te che andava fatta una legge per vietare ai fascisti che abbero un ruolo politico fino al '45 di far parte delle istituzioni, ma non metterlo come principio costituzionale. Tieni presente che il tenere fuori la famiglia reale dall'Italia è avvenuto dopo lunghe discussioni proprio fra i padri costituenti e non è menzionata nella costituzione ( mi sembra ) ma solo sugli articoli transitori.
Un bacione
Lorenzo
Sempre il Ben Venuto Lorenzo :)
RispondiEliminaOra mi trovi d'accordo. No, non è certo questo il momento di cambiare la Costituzione. Sono fra coloro che come Te la difendono a spada tratta affinchè nessuno la tocchi. Fra le mani di questi politici poi, ne farebbero scempio più di quanto non abbiano già fatto.
Sottolineare ciò che avvenne di sbagliato negli anni del dopoguerra è importante, anche allora il clima era caotico, l'unica cosa positiva era la necessità di ricostruire sulla base di grandi valori.
La nuova Resistenza, sorta oggi fra le schiere di giornalisti, magistrati e uomini di cultura, prima o poi l'avrà vinta, ed è importante che non si ripetano gli stessi errori che furono della prima Repubblica. E' importante che Noi diventiamo più attenti ai cambiamenti.
Capire cosa non ha funzionato non può che arguire la Nostra necessaria attenzione verso chi vorrebbe ancora rimbecillirci.
Riguardo all'esilio de re...mmmm.. qua Ti rispondo con una frase di Indro Montanelli, che condivido: "Un re non si manda in esilio semmai davanti a un plotone d'esecuzione".
Eeee.. se Repubblica d'evessere allora che Repubblica sia!
Immagino la Tua espressione dopo questa .. ;DD
La mia espressione in questo momento è divertita perchè mi piace la tua ironia e perchè chissà che faccia avrebbero fatto i reali:DDDD
RispondiEliminaCi avrei scommesso sulla Tua aria divertita.. Montanelli era pure seriamente convinto quando lo disse, i Savoia avranno avvertito un brivido di gelo :DDD
RispondiEliminaTocca a me fare il 'bastian contrario'. Sono stati toccati argomenti diversissimi, per intervenire si quali mi trovo in notevole imbarazzo. Mi limito a qualche spunto. Casa Savoia fu messa fuori causa dal referendum del 1947, che chiedeva agli italiani se volevano ancora una monarchia o se preferivano passare ad una forma repubblicana dello Stato. Gli italiani, come al solito, si spaccarono a metà, con un margine così esiguo a favore della Repubblica, che legittimò dubbi, pare fondati, sull'esito finale del referendum medesimo. Con la proclamazione della repubblica, casa Savoia decadde e Umberto II preferì l'esilio volontario in Portogallo, anche per evitare violenti contraccolpi. La Costituzione repubblicana stabilì con norma transitoria che era fatto divieto alla casa Savoia in linea diretta di metter piede sul territorio italiano, divieto perdurato fino a qualche anno fa, quando Umberto II era morto a Ginevra. Perché solo casa Savoia e non anche i discendenti di Benito Mussolini? Perché Vittorio Emanuele III non era stato capace di contrastare il fascismo, sarebbe bastato ordinale al regio Esercito di fermare la scalcinata marcia su Roma e il ventennio non vi sarebbe stato. Quanto a casa Mussolini Benito com'è noto era stato fucilato a Dongo, i suoi discendenti ancora in vita erano innocui, ma sopratutto perché la Costituzione è l'architrave della Repubblica, la struttura portante contenente una prima parte, dei principi, immodificabile, a iniziare dalla forma repubblicana dello Stato. Inoltre, la legge fondamentale dello Stato non poteva contenere una 'conventio ad excludendum" di alcuni cittadini, sia pure superstiti. Il tempo ha dimostrato che i Mussolini sono rimasti marginali e che solo la nipote Alessandra ha intrapreso una carriera politica peraltro molto modesta. L'Assemblea costituente discusse tantissimo e ogni norma o quasi fu il frutto di una profonda elaborazione dottrinaria e politica, spesso frutto di compromessi. Le regole fondamentali condivise devono essere approvare da una larghissima maggioranza, che si preoccupò anche di impedire la loro modificazione o soppressione mediante una procedura di revisione costituzionale prevista dall'art. 138, che riproduco: " [I] Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
RispondiElimina[II] Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
[III] Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."
Però erano altri uomini, pensa che a Umberto II succedette Alcide De Gasperi e poi come capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola.
La 'gens italica" è la più eterogenea accozzaglia di etnie durante secoli di dominazione, cessate completamente solo dopo la I Guerra mondiale.
Il male peggiore è l'assenza di memoria storica e di orgoglio nazionale.
Per colmo di misura, da una certa data in poi sono state fatte riforme della scuola una più perniciosa dell'altra, per cui si è persa la memoria storica e non dico la cultura ma almeno la acculturazione se non la scolarizzazione.
La situazione è disperata? Si, per me lo è e disperarsi non serve a nulla. il nostro c.d. 'premier' ha 74 anni, quello inglese 30 in meno.
Che vuoi di più dalla vita? Rassegnati: un amaro lucano e basta.
Luigi,
RispondiEliminaè davvero bello questo Tuo intervento, merita un post, a patto che Tu mi dia altri spunti.
Le poche nozioni storiche che ho dell'Italia le devo alla mia caparbia voglia di sapere. Capire perchè gli oscuri avvenimenti del passato continuano a essere ripetuti, nonostante il proclamare l'esistenza della libertà e della democrazia, è davvero difficile.
Come dico nel mio post, più cerco riscontri più vengo riportata su altri argomenti, senza mai venire a capo di nulla. L'unico periodo illuminista che trovo è proprio nel dopoguerra,come Tu stesso dici, erano altri Uomini. Peccato che fu breve!
La sensazione che traggo dalle mie ricerche è la presenza di quei principi religiosi, preservati nei secoli attraverso la tradizione occultistica, atti a tutelare e a creare misteri, nuovi e vecchi, che mai saranno svelati. Le riforme scolastiche servono proprio a questo, a cancellare definitivamente la memoria storica. E'un dato di fatto che gli italiani non ne hanno. Mentre i tedeschi, dal più giovane al più anziano, ancora oggi non vogliono nemmeno sentirlo nominare Hitler, in Italia a parlare male di Mussolini si rischia sempre di sollevare un polverone,e fu anche peggio di Hitler, pazzesco!
Ciò che io esprimo è dato sempre dal confronto fra Paesi repubblicani che conosco, ecco perchè spesso mi ritrovo fuori dal comprendere. Ciò che per me appare logico e scontato, in Italia non può esserlo, troppe le giustificazioni, le spiegazioni fuori dalla logica, troppi compromessi. Hanno occultato proprio il significato della parola Repubblica. Guarda quanti vocaboli vengono usati a sproposito cancellandone il reale significato etimologico. Anche sulle parole si fanno fregare gli italiani! Figuriamoci se si accorgeranno mai che i politici non rispettano quelle leggi che i Padri Costituenti avevano lasciato affinchè l'oscurantismo fosse definitivamente debellato dall'Italia.. peròò, conoscendo la natura degli italiani .. qualche cavillo per allontanare definitivamente il passato, avrebbero potuto aggiungerlo :)
Vuoi troppo da me. Vorrei capire che cosa vuoi trattare, altrimenti ve verrebbe fuori una accozzaglia di notizie legate da un filo conduttore quasi invisibile ai più. Fammi sapere, privatamente e vedremo cosa si può fare.
RispondiEliminaOk.. Luigi.
RispondiEliminaCiao Francesca..d'accordissimo con Te,ma aggiungo: L'assemblea costituente per la stesura della carta costituzionale,era formata in gran parte da Democristiani.
RispondiEliminaInfatti,nelle urne del referendum del 2 giugno 1946,davano il 37% alla DC,il 20% al PSIUP e il 18%al PCI. Non dimentichiamo che solo dopo 6 mesi,nel dicembre 1946,con la benedizione del Vaticano e il beneplacito della Democrazia Cristiana..nasceva il MSI (fascisti).
Perchè mai.. i Democristiani presenti alla stesura,avrebbero dovuto includere le sacrosante postille da Te citate?
Ti auguro una buona notte.
ciao fra,
RispondiEliminastà soprattutto a noi riconoscere i personaggi che determinano in qualche modo le nostre sorti.
dipende da noi far salire le persone giuste e valide, e affossare chi fa i proprio interessi.
purtroppo siamo diventati un popolo di stupidi e creduloni. e tutto quello che ci viene detto lo assimiliamo..
abbiamo perso la capacità di riflettere, pensare.
ci piace la vita comoda, dove qualcun altro pensa al posto nostro.
purtroppo pensa solo ai cazzi propri.
buona giornata!
Et voilà.. touchè Monsieur!
RispondiEliminaL'ombra della grande Cupola!
E' da tanto che cerco di far capire che, dopo la seconda guerra mondiale, i tedeschi misero quelle postille. Senza per questo ledere la libertà di nessun cittadino. Fu chiaro alle nuove generazioni che essere un politico è una grande responsabilità, nessuno poteva più e può trascinare la Germania in un'altra vergogna come fece Hitler.
Gli italiani hanno tratto un esempio diverso, e le conseguenze oggi sono sotto gli occhi di tutti. Ciò spiega perchè questo governo non cade,nonostante il furore del popolo.Temono l'urto della grande onda che oggi è formata da troppi uomini liberali. Non reggono le giustificazioni che molti degli odierni "storici" propinano nelle loro analisi. Stanno lavorando affinchè, con la caduta di questo governo, si ripristini il sistema che fu della vecchia DC. Un tutto come prima, più di prima!!
Grazie Adamus
Buon Giorno Only,
RispondiEliminaesatto, sta a Noi e solo a Noi riconoscere gli Uomini giusti che possano davvero rappresentarci.
Non so quanto tempo occorrerà per ripristinare in parte i grandi danni fatti in quest'ultimo ventennio, ma di certo il sistema generato è al tracollo. L'indolenza degli italiani lentamente si sta svegliando, lo dobbiano in gran parte a internet che ha messo in comunicazione l'Italia intera.
Grazie Only e Buona Giornata anche a Te.
Ciao..comunque silvio I°, ha perfettamente emulato il duce,anzi,direi..l'allievo che supera il maestro. Ora sta portando avanti la campagna acquisti, per garantirci ancora 3 anni del suo sorriso smagliante.
RispondiEliminaBuona giornata.
Buon Giorno Adamus,
RispondiEliminaieri sera ho sentito il Presidente della Repubblica in TV. Sinceramente non ci capisco più nulla, quando si intravede un barlume di speranza, tutti sembrano coalizzarsi per distruggerlo.
Evidentemente meritiamo tutto ciò!