Il vento caldo aveva minato la mia energia, avanzavo lentamente sotto il peso della mia borsetta che ad ogni passo diventava un’insopportabile pesante zavorra, l’istinto mi suggeriva di buttarla via, se non fosse stato per il contenuto.. bel pensiero davvero, è proprio per il contenuto che la porto dietro mio malgrado.
Incrociando la gente coglievo il lamentarsi per quello stato di stanchezza che si avvertiva e che rendeva faticoso anche il semplice camminare, mi venne l’idea di allungare un po’ il mio tragitto attraversando il viale alberato a rridosso del Municipio, senz’altro sotto gli alberi avrei respirato meglio con grande beneficio della mia fievole andatura.
Finalmente mi trovai sotto le fresche chiome .. Fresche, era un eufemismo, mentre avanzavo sfiorandole mi resi conto che avevo avuto una pessima idea, quei rami ondeggianti si erano trasformati in lanciafiamme, ormai ero là e dovevo uscirne fuori prima di subire la trasformazione in statua lavica.
Qualcuno aveva avuto la mia stessa idea nell’attraversare quel tratto alberato, ma si era arreso.. Lo vidi abbandonato come un profugo sbattuto a riva da un’onda selvaggia , scompostamente seduto sull’unica panchina rimasta indenne dal vandalismo notturno.
Sembrava un burattino abbandonato con tutti i fili sparsi alla rinfusa sul suo corpo, i capelli neri che si sollevavano disordinati sotto il vento avevano sembianza di una sventolante e minacciosa bandiera corsara, mi venne da sorridere...
Alla mia vista il “profugo” tentò di sistemarsi in una posizione più dignitosa, lo vidi cadere, il suo scatto era stato troppo squilibrato e con una piroetta a mezz'aria fra la panchina e il suolo si era catapultato a terra.
Si sollevò di scatto, girandosi verso di me a controllare se mi fossi accorta dell’accaduto.. IL vento caldo, le fronde lanciafiamme, la spossatezza e la sua buffa espressione scatenarono in me l’effetto indesiderato.. la risata mi esplose incandescente, senza più freni, fino a provocarmi le lacrime e impedendomi di fare anche il più piccolo passo..
Non volevo, so che in questi casi bisogna “prestare soccorso”.. almeno chiedere se si era fatto male.. ma le mie membra e la mia mente erano sotto l'influsso del malefico e focoso Eolo..
L’infortunato rimase contagiato dalla mia ilarità e mi diede man forte.. anche lui , per mia fortuna, preda di quel rovente vento indisponente.
Incrociando la gente coglievo il lamentarsi per quello stato di stanchezza che si avvertiva e che rendeva faticoso anche il semplice camminare, mi venne l’idea di allungare un po’ il mio tragitto attraversando il viale alberato a rridosso del Municipio, senz’altro sotto gli alberi avrei respirato meglio con grande beneficio della mia fievole andatura.
Finalmente mi trovai sotto le fresche chiome .. Fresche, era un eufemismo, mentre avanzavo sfiorandole mi resi conto che avevo avuto una pessima idea, quei rami ondeggianti si erano trasformati in lanciafiamme, ormai ero là e dovevo uscirne fuori prima di subire la trasformazione in statua lavica.
Qualcuno aveva avuto la mia stessa idea nell’attraversare quel tratto alberato, ma si era arreso.. Lo vidi abbandonato come un profugo sbattuto a riva da un’onda selvaggia , scompostamente seduto sull’unica panchina rimasta indenne dal vandalismo notturno.
Sembrava un burattino abbandonato con tutti i fili sparsi alla rinfusa sul suo corpo, i capelli neri che si sollevavano disordinati sotto il vento avevano sembianza di una sventolante e minacciosa bandiera corsara, mi venne da sorridere...
Alla mia vista il “profugo” tentò di sistemarsi in una posizione più dignitosa, lo vidi cadere, il suo scatto era stato troppo squilibrato e con una piroetta a mezz'aria fra la panchina e il suolo si era catapultato a terra.
Si sollevò di scatto, girandosi verso di me a controllare se mi fossi accorta dell’accaduto.. IL vento caldo, le fronde lanciafiamme, la spossatezza e la sua buffa espressione scatenarono in me l’effetto indesiderato.. la risata mi esplose incandescente, senza più freni, fino a provocarmi le lacrime e impedendomi di fare anche il più piccolo passo..
Non volevo, so che in questi casi bisogna “prestare soccorso”.. almeno chiedere se si era fatto male.. ma le mie membra e la mia mente erano sotto l'influsso del malefico e focoso Eolo..
L’infortunato rimase contagiato dalla mia ilarità e mi diede man forte.. anche lui , per mia fortuna, preda di quel rovente vento indisponente.


Ecco come si scrive una storia vera.
RispondiEliminaTanto di cappello e complimenti sinceri e di cuore.
Hai contagiato anche me con la tua risata.
Grazie Aldo, troppo buono.. :D
RispondiEliminaSe avessi potuto riprendere la scena l'avrei postata.. una caduta inverosimile, mai visto un simile fenomeno :DDDD
Fortunatamente era autoironico e ridendo mi disse : "non sapevo quanto fossero pericolose le panchine in questo paese".. quando ci penso.. riprendo a ridere.
Grazie e Buona Serata
Carinissimo questo post, ed è l'ennesima prova che certe situazioni diventano comiche quando non lo vogliono essere.
RispondiEliminaMi sarebbe piaciuto vedere la faccia di quel povero infortunato. Io al suo post sarei diventato rosso come un peperone ma avrei fatto come lui, con ironia riso insieme a te.
Brava a scrivere questi racconti gustosi
Lorenzo
Buon Giorno Lorenzo,
RispondiEliminagrazie, è vero che a volte ci sono situazioni serie che inevitabilmente suscitano ironia.. tutta colpa del vento caldo :)
Ti credo che saresti arrossito, infortunarsi nell'orgoglio è disdicevole..Conoscendo la Tua autoironia senz'altro avresti reagito come l'infortunato :DD
Quel dio greco quando s'infiamma ne combina di tutti i colori :DDD
Eh, perfino il comico diventa tale quando si "incrocia" con situazioni potenzialmente drammatiche!
RispondiEliminaUn'ulteriore dimostrazione di come la vita degli esseri umani sia complicata e si sottragga a schemi, logica ed altre cosette...
Io, per fortuna, non soffro proprio il caldo. Posso correre (l'ho fatto spesso) anche alle 3 e mezzo del pomeriggio... in piena estate.
Un caro saluto.
Mi piace , complimenti !!!!
RispondiEliminaRiccardo,
RispondiEliminahai detto proprio bene, ci sono situazioni che si intrecciano fra loro in modo così bizzarro tanto da suscitare, Nostro malgrado, reazioni opposte alla logica.. Ma ahimè, il momento non riesce a farcele contrastare :)
Io amo il caldo e lo tollero benissimo.. ma quel vento caldo ha giocato da baro :D
Grazie e un caro saluto a Te
Ciao Valerio,
RispondiEliminausando un gioco di parole : mi fa piacere che Ti sia piaciuto :)
Grazie :)
Bel post!
RispondiEliminaCapisco benissimo...nel senso che mi sono trovata alcune volte nei panni del"profugo".
Ricordo una volta...mi stavo recando al lavoro,dopo aver parcheggiato l'auto,mi incammino con in braccio libri ed un malloppo di fotocopie, faccio solo una decina di passi e ...splash ...prendo una di quelle cadute che restano nella storia, i libri ed i fogli "volano" dappertutto ,un signore mi vede e , gentilmente, viene in mio aiuto ...mi alzo ed insieme raccogliamo il materiale sparso...io lo ringrazio e sorridiamo entrambi per l'accaduto ...Finito? Noooooooo.....dopo due secondi, pochi passi...prendo un altro volo memorabile ...libri e fogli di nuovo al vento...il mio gentilissimo soccorritore corre di nuovo e mi guarda in modo strano,noto che si trattiene dal ridere...ma scoppio a ridere io, ancora a terra, e poi lui con me.....
Penserete: eri ubriaca? é normale pensarlo.
No, sono astemia. Quella mattina avevo indossato i tacchi a spillo ed un paio di jeans che avevano un buco giù all'orlo, me ne accorsi con la seconda "cascata" ...ero a terra, il tacco infilato nel buco ...e pensare che fu proprio il mio "angelo" di quella mattina a farmelo notare. Da morire dal ridere!
Ciao Francy! Baci!
Miryaaaaaaaaaaammmmmm.. ma vuoi stare un pò attenta!!!
RispondiEliminaNo, non ho pensato che fossi ubriaca (croce sul cuore :D), ho subito dubitato del tacco.. invece avevi fatto una "bucatura" :DDDDDDDDDD
Dimmi la verità.. scommetto che il Tuo "angelo" alla seconda caduta ha raccolto Te, i fogli e i libri e vi ha portati di peso a destinazione.. prima di dovervi raccogliere di nuovo :DDDDDDD
Grazie e.. non fare più bucature ;)
un bacio
Molto divertente! Tranne la comica finale il resto lo possiamo condividere.
RispondiEliminaBuon Giorno Luigi,
RispondiEliminalo credo che la scena finale non alletta :DDD
Se solo fosse rimasto quieto quieto.. sarei passata oltre sorridendo solo fra me per la comica scena del Suo stato d'abbandono sulla panchina :)
ciao Francy
RispondiEliminaeccomi di ritorno dalle vacanze...
per fortuna che il mal capitato non ha preteso che lo soccorressi e soprattutto a preso bene la tua risata... oprmai sono convinta che si rischia la vita per niente anche per una casualità... non si sa mai come la pensa chi è vicino a noi e il caldo fa impazzire un po' tutti...
un abbraccio
Pupottina :)
RispondiEliminaBen Tornata mia bella viaggiatrice.
Hai pienamente ragione, ma quell'uomo, per mia fortuna, era un "matto serio" :DD
Un bacione
Bello, bellissimo, leggere è stato come guardare un video del capitombolo! Mi è piaciuto tantissimo questo racconto vero.
RispondiEliminaHai saputo dare quel tono surreale alle parole, che lo rende suggestivo e coinvolgente.
Abbracci!
Grazie Janas :DD
RispondiEliminatroppo buona, detto da un'amante del teatro non può che lusingarmi ulteriormente.
Grazie ancore, un abbraccio mia Giovane Amica