Senza Ambasciatori e senza Filosofi



Ho letto la lettera del caporalmaggiore.

Il problema non è la guerra. Il problema è come si fanno le cose. Con quale grado di consapevolezza, per quali ragioni, con quali convinzioni, con quali mezzi, con quali risorse.
Soltanto uno stupido poteva pensare, fin dall'inizio, che si va in Afghanistan per garantire la pace. O dovunque altro. Per garantire la pace si mandano ambasciatori, non soldati. Gà i romani, quando volevano la pace mandavano i legati, quando volevano la guerra mandavano i centurioni. I greci invece erano più... furbetti: mandavano i regali - come quelli che portavano i legati - anche quando volevano la guerra. Tanto da indurre Lacoonte a sostenere: timeo Danaos et dona ferentes (temo i Greci anche - et sta per etiam - quando portano doni).
Purtroppo la demagogica superficialità dell'informazione e l'altrettanto demagogica superficialità degli informati, rende possibile comprendere ciò soltanto quando si è coinvolti, pesantemente e drammaticamente, in prima persona.

E' il solito gioco delle parti: la politica è come il cuore: ha delle ragioni che la ragione non comprende.
Basta saperlo. E per saperlo basta leggere un libro di storia in uso alle scuole medie, senza andare necessariamente a cercare quelli universitari.

Infine c'è la questione dei cosiddetti valori della guerra. Magari ci fossero ancora, almeno quelli. La guerra non è più di conquista di territori, di civiltà, di supremazia, ma soltanto di ricchezza, peggio, di opportunità di ricchezza. Se la comunità internazionale va in Afghanistan - e inizialmente lo decide solo chi ha interessi economici e finanziari presenti e futuri - tutti gli altri che in qualche modo condividono la sorte della comunità internazionale non possono tirarsi indietro. Altrimenti restano fuori dal mercato. Soprattutto da un mercato dove non circola più denaro reale bensì la rappresentazione cartacea e bancaria del denaro. Dunque una convenzione. E affinché le convenzioni continuino ad essere moneta di scambio, dobbiamo tutti pensarla allo stesso modo. O far vedere che è così.

E questo spiega perché, in fin dei conti, gli unici filosofi moderni sono gli economisti. Non esiste evoluzione del'uomo se non agganciata all'economia. In effetti Marx aveva visto giusto sotto molti aspetti.
La guerra, i valori della guerra, non c'entrano più nulla. Con buona pace del povero Hegel e dello stupido Hitler.

ROBERTO ORMANNI

Signor Ormanni,
non Le nascondo la sorpresa d'aver trovato un Suo commento alla lettera del caporalmaggiore Foti.

Ritengo che quanto da Lei scritto merita d'essere pubblicato come post affinchè anche gli altri lettori possano prenderne visione.
Il punto di vista di un giornalista dallo stile semplice, diretto, logico, e soprattutto veritiero, qual' è il Suo non può che arricchire il Nostro, che già condivide la contrarietà alla guerra, ai modi e alle ragioni per cui viene promossa.
Ha egregiamente ben sottolineato come le figure degli ambasciatori e quelle dei filosofi siano state cancellate a beneficio di ragioni che dilagano nello squallore dei Nostri amari tempi, e che ci dirottano nell'accettare come "giuste" situazioni che peggiorano sempre più la qualità della vita.

La ringrazio per aver impiegato parte del Suo tempo nel leggere il post e soprattutto d'averlo commentato

Francesca

14 commenti:

  1. VEDIAMO QUANTI COMMENTI SARANNO FATTI QUESTA VOLTA.

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  2. Non lo so Luigi,
    di sicuro l'analisi di Ormanni è molto accurata, evidenzia quanto tutti Noi siamo caduti nell'elaborata trappola, ben studiata, dei potenti del mondo, che ci trascinano sempre più verso l'involuzione con il Nostro beneplacido, prigionieri consenzienti.
    Mi chiedo se serve mai a qualcosa sentirsi colpevoli, ci siamo svegliati solo ora che il danno ci tocca da vicino, singolarmente. Bisogna essere grandi esperti del passato per essere cittadini attenti del presente.

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  3. In realtà i nostri amici non hanno colpa, perchè quando Ormanni scrive lo fa in modo completo e a loro, a noi non resta che dire: BRAVO!
    Pochi però sono capaci di dirlo.

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  4. Bravo si, lo è.. ha una memoria storica pericolosa se si difondesse :)

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  5. Letto e commentato il post precedente con la lettera del caporalmaggiore Fonti leggo ora l'ottimo commento del giornalista Ormanni.
    Come volevasi dimostrare la guerra-pace in Afghanistan è una gran porcata.
    Sai Francesca, io sarò malizioso, ma mi aspetto che qualche politicante affermi che quei soldati che vanno là sanno di correre dei rischi e per questo sono ben pagati. Un lavoro come un altro.

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  6. Buon Giorno Aldo,
    tutte le guerre sono una gran porcata, oggi a promuverle sono gli interessi finanziari.
    Si, i militari "al fronte" sono mercenari assoldati nelle Regioni più povere degli Stati alleati, guarda i Nostri sono quasi tutti del Sud, così come quelli americani sono del Texas o del Nevada e via dicendo, poveri ragazzi. La cosa più triste è che a pagarne lo scotto più grande siamo sempre Noi.. la povera gente, da una parte e dall'altra.
    Mi hai fatto venire in mente che un tempo durante la guerra bastava uccidere il "capo", re o condottiero che fosse, e la guerra era finita.. se solo si ripristinasse questa regola, non sarebbe male no?

    Non aspettarTi nulla dai politici, peccheresti di ingenuità piuttosto che di malizia, Tu questi giochi li conosci bene mio caro Aldo.
    Grazie e Buona Domenica

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  7. A DIRE IL VERO, LO SCRITTO DI ORMANNI NELLA VALUTAZIONE DI FRANCY274 SEMBRA ASSUMERE AUTONOMA RILEVANZA, DI CONSIDERAZIONI CHE PRENDONO SPUNTO DA QUESTA LETTERA PER POI SPAZIARE NELLA STORIA, NELLA POLITICA, PASSANDO PER VALUTAZIONI LOGICHE E CITAZIONI. NON SONO D'ACCORDO LADDOVE EGLI DICE CHE BASTA LEGGERE UN LIBRO DI STORIA PER LE SCUOLE MEDIE PER CAPIRE. CI VOGLIONO BEN ALTRE LETTURE, ANZI STUDI. QUANDO POI TIRA IN BALLO I VALORI, ATTUALI, DELLA GUERRA, ALLORA SPAZIA NELLA FILOSOFIA. A TE E AD ALDO DICO CHE LA GUERRA MODERNA E' DISTRUTTIVA QUANTO MAI PRIMA, E' VERO, MA E' ANCHE VERO CHE IL NOSTRO E' OGGI UN ESERCITO DI PROFESSIONISTI E LA PROFESSIONE DEL 'GUERRIERO' COMPORTA COME RISCHIO DI RESTARE FERITO, ANCHE GRAVEMENTE, CON RISULTATI PER COSI' DIRE A VITA E TALVOLTA LA VITA LA PERDE. QUESTE SONO CONSTATAZIONI, LA POLITICA NON C'ENTRA NULLA. LA POLITICA C'ENTRA INVECE SE SI VANNO A LEGGERE LE MOTIVAZIONI ACCAMPATE A GIUSTIFICAZIONE DEI VARI INTERVENTI MILITARI ITALIANI NEL MONDO, QUASI SEMPRER AL TRAINO DEGLI U.S.A., IN APERTA VIOLAZIONE DELLA NOSTRA COSTITUZIONE, CHE RIPUDIA LA GUERRA COME MEZZO, STRUMENTO DI SOLUZIONE DEI PROBLEMI FRA STATI SOVRANI, UNICA COSTITUZIONE AL MONDO PER QUANTO IO SAPPIA, A PREVEDERLO. ALLORA CI SI RENDE CONTO CHE IL PRECETTO COSTITUZIONALE VIENE VIOLATO MEDIANTE LA DILATAZIONI DELLE ECCEZIONI CHE LA COSTITUZIONE MEDESIMA PREVEDE, IN QUANTO L'ITALIA FACENTE PARTE DI ORGANIZZAIONI INTERNAZIONALI.

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  8. Ciao,avevo già espresso il mio parere sul commento di Ornanni che condivido pienamente.
    Le guerre sono sempre provocate dall'impero per intersesssi economici. La piccola Europa non diventerà mai grande se non dice qualche volta di No!!! agli Stati Uniti..sicuramente sentendosi isolati, senza l'appoggio del vecchio continente,non andrebbero ad esportare democrazia con le bombe in mano da nessuna parte!!!
    Buona domenica a tutti.

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  9. Adamus,
    ciò che dici sarebbe auspicabile ma impossibile da mettere in atto, al di là dell'essere tagliati fuori dagli interessi economici non partecipando alle "guerre per la pace", non possiamo negare che Gran Bretagna e Francia hanno nel loro dna l'essere colonizzatori, a volte anche più spietati della loro sorella-gemella d'oltre Oceano. la Germania paga ancora la vergogna di Hitler e non può certo fare la voce grossa contro l'America.. dell'Italia che dire? Vive una coercizione psicologica più pesante della sua ex-alleata, quel "grazie america per averci liberati" ha sulle coscienze degli italiani più presa dello stesso inno di Mameli.. l'eterno debito verso gli invasori.
    Essendo le prime tre le Nazioni con maggiore rilevanza in Europa inevitabilmente trascinano tutte le altre ad "adeguarsi" alle decisioni.

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  10. Cara Francesca,
    magari tutti i blog, in questo straripante mondo di parole senza pensieri che è Internet, fossero come il tuo. Nel quale si vede un'anima. Non nel senso religioso (chi mi conosce bene sa che non solo sono ateo per convinzione e non per comodità o indifferenza, ma quando mi sono sposato ho chiesto il rito misto, ateo - cristiano (cattolico), richiamandomi proprio ad una lettera di San Paolo che, da bravo comunicatore era consapevole che, all'epoca, i cristiani scarseggiavano e dunque bisognava mostrarsi tolleranti), non nel senso religioso, dicevo, ma nel senso di una volontà interiore di andare oltre le apparenze.
    Sono felice di poter contribuire alla riflessione, naturalmente consapevole che la mia è soltanto un'opinione. Ma, come diceva un signore del Settecento, Françoise Marie Arouet, più noto con lo pseudonimo di Voltaire: "non condivido ciò che dici ma sono pronto a dare la vita affinché tu sia libero di dirlo".
    In bocca al lupo, Francesca
    Roberto Ormanni

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  11. commento fuori tema:
    che bella la tua immagine cartone animato, un avatar favoloso!!! bellissimi colori!!!
    buon inizio settimana ^________^

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  12. ciao Francy,
    ancora una volta questo post fa riflettere ... e ci amareggia per il modo in cui vanno le cose...

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  13. Gentile Signor Ormanni,
    la ringrazio sinceramente di cuore per quanto mi dice.

    La Chiesa non ha mai adottato i pensieri dei Suoi Uomni migliori, ha da sempre vestito il falso mantello di quanto predica perchè è Lei per prima a sapere che non esiste nessun Dio ma solo l'anima di chi ne possiede una, quale quella del Santo da Lei citato.
    Sarà motivo di gioia per me poter leggere in futuro qualche altra Sua opinione nel mio blog, nel quale Le do il Ben Venuto per ogni volta vorrà farvi capolino.
    La citazione di uno dei miei filosofi preferiti
    La rispecchia benissimo, inutile dirLe che leggo
    spesso e volentieri i Suoi scritti dai quali traspare quanto detto.

    Grazie Signor Ormanni, e in bocca al lupo anche a Lei per l'ottimo lavoro che svolge.
    Francesca

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  14. Pupottina,
    che bello rileggerTi da queste parti :)
    Eh si, un post molto riflessivo questo, ma come a volte dico "non può piovere per sempre".. ce la faremo.

    Grazie, quel video piace tanto anche a me, le parole della canzone poi.. aaaah, se ci fossero ancora cantanti capaci di fare simili dediche alle donne .. :)

    Un abbraccio e Buon inizio Settimana anche a Te ^_____^

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