Lettera aperta ai colleghi d’Italia Di * Girolamo Foti
(Ai sensi dell’articolo 21 della costituzione)
Il momento della riflessione, del confronto con la propria coscienza arriva sempre.
Prima che ciò avvenisse, non riuscivo a piangere, non provavo dolore ma solo pietà per i familiari delle vittime, come se la morte fosse divenuto qualcosa di normale. La recente puntata di
"Annozero", si chiudeva con il vignettista Vauro che intratteneva il pubblico fecendo sorridere tutti, compreso il vescovo presente in studio, mentre mostrava con astuzia uno schizzo sulla morte dei ragazzi, con ironia e cinismo, per poi salutare i telespettatori.
Il cinismo al di sopra dell’umanità ha risvegliato il mio cuore, e solo in quel momento ho pianto per la morte dei miei colleghi e ho fatto i conti con la mia coscienza: erano le 24:15 del 21 Maggio 2010, l'inizio cronologico di questa lettera aperta .
Mea culpa ,, Mea culpa … Mea Maxima culpa …Io sono colpevole, responsabile e complice della morte dei miei colleghi in Afghanistan ;Io sono colpevole, responsabile e complice del dolore dei familiari delle vittime di guerra ;
Io sono colpevole, responsabile e complice delle gravi condizioni economiche che vessano milioni di italiani in questo momento ;
Io sono colpevole, responsabile e complice del precariato all’interno delle forze armate e delle false promesse propugnate dai politici che risolveranno questo problema ;
Io sono colpevole, responsabile e complice dei scarsi fondi che arrivano alla sicurezza e alla difesa ad opera di questo governo e di quello precedente;
Io sono colpevole, responsabile e il complice dell’aumento della criminalità , la violenza nel nostro paese. Delle baggianate propugnate da certi politici attraverso la tv , i giornali.
Di aver votato nel arco della mia vita l’attuale classe politica che su mandato del mio voto e spinto dal mio voto manda i nostri soldati in aree dove la guerra, il sangue, la morte sono il pane quotidiano.
Di aver votato una casta che si regge grazie al mio voto, che gode di tutti i benefici possibili autoreferenzialmente, decidendo per conto di pochi le sorti di molti, e chiedendo il sacrificio delle classi sociali basse per mantenere le ricchezze di quelle elevate.Io sono colpevole, responsabile e complice della mancata applicazione dell’articolo 11 della costituzione italiana. Io come molti di voi a scuola , nel lavoro , in tv, nei giornali , siamo stati vittime del lavaggio mediatico che i comunisti , i verdi , sono nemici dell’umanità , della religione , delle forze armate , delle forze dell'ordine , dello sviluppo nel paese:
eppure i comunisti da sempre in Italia si battevano in difesa delle classi sociali deboli , dei diritti dell’uomo , impugnavano la costituzione italiana , chiedevano il rientro delle truppe dall’afghanistan , chiedevano l’impiego delle nostre forze armate nella lotta alla mafia , al terrorismo, il controllo delle coste per combattere lo sbarco di droga e di armi , chiedevano tutto questo ed io e molti di noi non li abbiamo mai votati , li abbiamo sfiduciati e mandati fuori dal parlamento.
E' vero che nel loro interno c’erano piccole frazioni di estremisti che gridavano in piazza dieci, cento, mille Nassiria, ma erano casi isolati, e per confutare le nostre idee li abbiamo anche strumentalizzati , lo stesso discorso con i verdi ci parlavano di rispetto dell’ambiente , nuove fonti di energie , riciclaggio dei rifiuti , eppure li abbiamo considerati nemici dello sviluppo, dando il nostro voto alle compagini moderate della destra e della sinistra. In cambio cosa abbiamo ottenuto? "sofferenza , paura è sopravivenza" .
Il popolo italiano, incurante del voto, sostenitore dell’attuale maggioranza e dell’opposizione deve assumersi la propria responsabilità e farsi l’esame di coscienza, cosiccome l'ho fatto io.
Sono i politici della destra e sinistra i colpevoli di tutti i mali del paese, oppure noi comuni cittadini che li abbiamo votati ?
LA MORTE DEI NOSTRI SOLDATI IN AFGHANISTAN MEA CULPA ..MEA CULPA... MEA MAXIMA CULPA
NULLA DI PERSONALE Girolamo Foti detto Mirco
Art. 11 della Costituzione italiana :
" L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.*
N.B. Girolamo Foti “Caporal Maggiore Capo delegato nazionale del Co.Ce.R Esercito organo centrale della rappresentanza militare eletto dal 2006
Solo un grande Uomo costringe gli altri a spiegarlo.(Hegel)

Dovremmo tutti fare un esame di coscienza ... siamo tutti Girolamo Foti.
RispondiEliminaSiamo un paese allo sbando, un paese che non si indigna più a fronte di nulla ...si osservano, come in una laconica pellicola da film,le "diapositive" dei disastri umani,economici e sociali ed ognuno fa spallucce ed orecchie da mercante ... siamo diventati oramai .. un paese di burattini.Un paese senza spina dorsale se mai ne abbiamo avuto una, seppur esile e malferma.
Che pena!
N.B. paese volutamente scritto con la minuscola.
Cara Miryam, in un primo momento mi ero arrabbiata con Foti e con tutti gli italiani, ripensandoci mi sono resa conto che non sono migliore di nessuno. Anch'io ho contribuito, come tutti a questo vergognoso degrado, non sono migliore, faccio parte degli idioti, anche se mi ero illusa per un attimo d'aver fatto meglio di qualcun' altro.
RispondiEliminaSono colpevole e mi sento misera nell' essere italiana, per non aver reagito di più, solo un piccolo contributo nel condividere il pensiero di chi ci aveva allertati fin dal primo momento, quando al sorgere di questa maledetta e degradante seconda repubblica urlava il suo no.
Come vedi, neanche a me va più di usare le maiuscole.
Grazie per il Tuo commento, anche se questa volta sa di amaro come il Nostro animo.
Un abbraccio
Ho letto attentamente la lettera aperta di Girolamo e ne sono rimasto profondamente colpito, favorevolmente certo avebndo in comune lo stesso pensiero.
RispondiEliminaVoglio però aggiungere una cosa: io non mi sento colpevole di nulla perchè questi arroganti politici che stanno governando, male, questo paese il mio voto non lo hanno avuto e non lo avranno finchè campo. Vero è che purtroppo sono molti quelli che si sono lasciati abbindolare dal venditore di padelle e affini.
MISERIACCIA! MI SPIAZZI UN'ALTRA VOLTA! MA CHE TE INSEGNI FILOSOFIA? INDOVE LE VAI A TROVARE 'STE CITAZIONI?
RispondiEliminaP.S.: ALLA TOSCANA MANIERA!;-)
Aldo,
RispondiEliminal'attuale stato delle cose in Italia risale al tempo delle stragi quando subito dopo scese in campo politico Berlusconi, è là che indistintamente tutti non abbiamo valutato cosa ci stava crollando addosso e non abbiamo saputo evitarlo, se pur qualche personaggio famoso gridava il suo no all'entrata in campo politico da parte di quest'elemento. Siamo stati sordi, ed ora .. eccoci tutti qua a raccogliere ciò che abbiamo seminato.
Luigi,
RispondiEliminaindove le trovo? Non insegno filosofia ma mi piace molto, mi capita così di riflettere su ciò che leggo e inevitabilmente mi tornano in mente i filosofi.
Il Maggiore Foti parla del cinismo di Vauro sulla morte di quei ragazzi in Afghanistan, scrivendo questo Mea Culpa non si accorge, forse, che spiega esattamente ciò che il vignettista sottolinea da sempre su quest'argomento. Il cinismo vero dei politici che trasformano delle giovani vite stroncate in un'inutile guerra in uno show mediatico dove esibire le loro facce affinchè tutti li memorizzino bene. Qualcuno ricorda forse un solo nome di questi militari che tornano morti?
La frase di Hegel è l'unico commento che mi sono sentita di fare dopo aver letto questa lettera.
CHE TI POSSO DIRE. LA FILOFIA NON MI PIACE. POI, NON SONO RIUSCITO A LEGGERE TUTTO IL POST. LA BASE NERA MI DISTURBA NOTEVOLEMENTE. MA MI FIDO DI TE.
RispondiEliminaMi è piaciuta la citazione di Hegel e mi fa riflettere proprio su quanto lui diceva della guerra.
RispondiEliminaE' stato frainteso alla grande quando parla di essa e sappiamo tutti chi ne fece invece virtù di questo fraintendimento, a partire da Hitler.
Hegel invece ne fa una critica, mettendo in evidenza come la virtù dei popoli, nella storia, sia sempre stata rappresentata dalla guerra.
Lui la giustifica solo nelle lotte dei popoli per le libertà, mettendo in relazione rapporti di produzione e classi del capitalismo. Pensiero che sarà poi ripreso da Marx.
Dico questo perchè la lettera di Girolamo mi ha fatto pensare che tutti noi, popolo italiano, vediamo ancora la guerra come una virtù, una cosa necessaria. Poi la chiamiamo guerra per la pace, ma sempre guerra è. Abbiamo dimostrato, andando in Afghanistan e in Iraq di essere un popolo con dei valori.
Siamo tutti colpevoli cara Francy e il perchè lo dico subito:
piangiamo solo i nostri morti ma non quelli dall'altra parte della barricata.
Bellissimo post Francesca, mi è entrato dentro leggendolo e mi ha colpito molto quella lettera facendomi sentire piccolo.
Lorenzo
Grazie Lorenzo per questo Tuo spiegare il pensiero di Hegel, che come giustamente dici è stato sempre frainteso. E' vero, gli uomini hanno saputo glorificare le guerre dietro il paravento di un dio o della pace per celare al meglio interessi di ingorde conquiste, non a caso chiamano le guerre giustificate da Hegel "rivoluzioni", come a volerle catalogare in atti sovversivi verso chi governa, l'astuzia dei potenti ha terreno fertile perchè il popolo si esalta e si nutre di belle parole.
RispondiEliminaHai notato come Foti accusa di cinismo Vauro e poi nella Sua lettera spiega benissimo il vero significato di questa stupida guerra fino a ritenersi colpevole d'avere creduto che fosse giusta.. Quando i grandi parlano non bisogna mai soffermarsi al modo in cui ci dicono le cose ma alle cose che ci dicono.
Riguardo ai popoli che vivono l'invasione occidentale li piango molto più dei militari che ritornano morti e faccio il tifo per i resistenti del luogo, perchè non vi è popolo al mondo che non meriti l'indipendanza e libertà di vivere secondo la propria cultura e le proprie convinzioni. Questa finta esportazione della democrazia all'occidentale, non richiesta, sa di dittatura!
Ho letto la lettera del caporalmaggiore. Il problema non è la guerra. Il problema è come si fanno le cose. Con quale grado di consapevolezza, per quali ragioni, con quali convinzioni, con quali mezzi, con quali risorse.
RispondiEliminaSoltanto uno stupido poteva pensare, fin dall'inizio, che si va in Afghanistan per garantire la pace. O dovunque altro. Per garantire la pace si mandano ambasciatori, non soldati. Gà i romani, quando volevano la pace mandavano i legati, quando volevano la guerra mandavano i centurioni. I greci invece erano più... furbetti: mandavano i regali - come quelli che portavano i legati - anche quando volevano la guerra. Tanto da indurre Lacoonte a sostenere: timeo Danaos et dona ferentes (temo i Greci anche - et sta per etiam - quando portano doni).
Purtroppo la demoagogica superficialità dell'informazione e l'altrettanto demagogica superficialità degli informati, rende possibile comprendere ciò soltanto quando si è coinvolti, pesantemente e drammaticamente, in prima persona.
E' il solito gioco delle parti: la politica è come il cuore: ha delle ragioni che la ragione non comprende.
Basta saperlo. E per saperlo basta leggere un libro di storia in uso alle scuole medie, senza andare necessariamente a cercare quelli universitari.
Infine c'è la questione dei cosiddetti valori della guerra. Magari ci fossero ancora, almeno quelli. La guerra non è più di conquista di territori, di civiltà, di supremazia, ma soltanto di ricchezza, peggio, di opportunità di ricchezza. Se la comunità internazionale va in Afghanistan - e inizialmente lo decide solo chi ha interessi economici e finanziari presenti e futuri - tutti gli altri che in qualche modo condividono la sorte della comunità internazionale non possono tirarsi indietro. Altrimenti restano fuori dal mercato. Soprattutto da un mercato dove non circola più denaro reale bensì la rappresentazione cartacea e bancaria del denaro. Dunque una convenzione. E affinché le convenzioni continuino ad essere moneta di scambio, dobbiamo tutti pensarla allo stesso modo. O far vedere che è così.
E questo spiega perché, in fin dei conti, gli unici filosofi moderni sono gli economisti. Non esiste evoluzione del'uomo se non agganciata all'economia. In effetti Marx aveva visto giusto sotto molti aspetti. La guerra, i valori della guerra, non c'entrano più nulla. Con buona pace del povero Hegel e dello stupido Hitler.
ROBERTO ORMANNI
GRANDE ROBERTO!
RispondiEliminaLuigi, io aggiungo.. sorprendente!
RispondiEliminad'accordo.
RispondiEliminaD'accordissimo con Ornanni, analisi perfetta.
RispondiEliminaCome l'altra assurda guerra in Irak inventata dagli Stati Uniti,oltre aver creato centinaia di migliaia di morti (sopratutto civili).
Provocò l'aumento del prezzo del greggio,mettendo una zavorra allo sviluppo europeo. A volte mi chiedo.. conviene ancora essere alleati degli americani?
Ciao a tutti.
Adamus,
RispondiEliminatroppo tardi per tirarci indietro, è dalla seconda guerra mondiale che gli USA hanno il dominio sull'Europa occidentale, a maggior ragione in Italia dove si sono prodigati affinchè rimanesse un Paese a loro completa disposizione.