A Nord-Est del tempo



L’alba s’alzò come un pensiero lieve, distaccata dal mondo godevo dei colori nel cielo a oriente, il rosso sfumava in tinte che dal cupo si spargevano a ventaglio in toni di rosa e d'arancione pastello venati da pagliuzze d'oro nel nero-blu che cancellava piano alla notte.
L’ora era fresca come il vento leggero che faceva ondeggiare il mio vestito, mentre i miei pensieri si spandevano come le infinite striature di quei colori. Quanti eventi ormai trascorsi nel tempo, immagini mobili nell’eternità, riportati dalla memoria come appena trascorsi, ripresi da quello spazio dove sono collocati in ordine temporiale con la sensibilità che è propria d'ogni essere umano nel percepire il mondo e la vita.
Il ricordo, la capacità di percorrere lo spazio attraverso il tempo, per fermarsi a rivivere i momenti più intensi e indimenticabili, in quegli attimi il nostro essere non sosta nel punto in cui si è fatto memoria ma diventa sostanza di quel meraviglioso viaggio, paragonabile solo al percorrere della stessa luce.
Mentre i pensieri fluivano indisturbati, il sole si era già impadronito dell’oro e aveva acceso l'azzurro, quanto tempo aveva impiegato con i suoi raggi a percorrere lo spazio che lo separava dai miei occhi?
Se solo avessi avuto la capacità di deviarne la luce inducendola, come fossi gravità, su una traettoria a mia scelta, ne avrei rallentato il tempo portandolo a ritrosto verso il mare nordico, dove mi sarei tuffata ancora nell’immensità dei suoi colori all’apparenza glaciali, ma caldi per me come in nessun altro mare.
Non è sbagliato nè ironico dire, nei momenti in cui ci si estranea dalla realtà, d’ essere stati lontani a "distanza d’anni luce”.

4 commenti:

  1. E' una bella riflessione Francesca, in più c'è tanto sentimento e un pò di nostalgia per un mare molto diverso ma altrettanto affascinate, il mare del nord.
    Come ti capisco Francesca.
    Ricordo una intervista ad un giornalista che viveva 6 mesi negli USA e 6 mesi in Italia, fra Modena e Roma.
    Ebbene quando era negli USA aveva nostralgia della nostra nazione. Gli mancava la vita meno frenetica, il gusto tipicamente nostro e mediterraneo e i colori.
    Quando era in Italia gli mancavano gli USA, la modernità, l'efficienza, gli spazi enormi e il senso di libertà che solo l'America può dare.
    Che fare allora? Niente io penso. La vita è così.
    Ci si muove allora con i sentimenti, i ricordi, come fai tu. Annullare lo spazio-tempo lo può fare solo la nostra mente, ci fa rivivere quelle sensazioni altrimenti perdute, ma solamente......nello spazio di un raggio di sole che ci arriva.
    " Quanto mi sono sentito piccolo davanti al'oceano. Non una nullità ma un granello insignificante di sabbia al cospetto di quel mare ruggente. Mi sono inginocchiato e, per la prima volta, mi sono sentito davvero inferione"
    Pensieri miei a ritroso nel tempo ricordando un viaggio in Bretagna.
    Lorenzo

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  2. "Non è sbagliato nè ironico dire, nei momenti in cui ci si estranea dalla realtà, d’ essere stati lontani a "distanza d’anni luce”.

    No, Francesca, non è assolutamente sbagliato nè ironico dire nei momenti di estraneazione di essere stati lontani a una distanza anni luce.
    Ma, anzi, trovo bellissima questa tua frase che ci colloca in un parallelo irrangiungibile da tutto il resto del mondo.
    Nei ricordi, Francesca, non ci si perde ma ci si ritrova.
    Sono parte di noi.
    Tempo della nostra vita.
    Le pagine scritte di un diario che porta la nostra firma.
    E racconta la nostra storia

    ......in quegli attimi il nostro essere non sosta nel punto in cui si è fatto memoria ma diventa sostanza di quel meraviglioso viaggio......

    E' esattamente questo il concetto di ricordo!
    Bellissimo post, dove i colori e le sensazioni sono palpitanti e vivi come l'immensità di quel freddo mare nordico, solo all'apparenza glaciale.
    Brava davvero
    Un bacio
    Marilena
    P.S. - La prosa ti si addice, per la chiarezza con la quale riesci ad esplicitare e comunicare, senza retorica, le tue sensazioni personali.

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  3. Lorenzo,
    l'esempio del giornalista calza a pennello con la nostalgia che ultimamente è diventata soffocante per me. E' dura avere dentro l'amore per due Nazioni così diverse fra loro, è proprio ciò che si vive quanto hai descritto. Forse avrei dovuto fare anch'io il giornalista :), o comunque svolgere un lavoro che mi avrebbe obbligato a viggiare.. ma come dici bene Tu: la vita è così.

    Mi ha colpito molto il Tuo pensiero:
    "Quanto mi sono sentito piccolo davanti al'oceano. Non una nullità ma un granello insignificante di sabbia al cospetto di quel mare ruggente. Mi sono inginocchiato e, per la prima volta, mi sono sentito davvero inferione".

    Anni fa scrissi una poesia che esprime esattamente questo Tuo pensiero, fu la sensazione che ebbi proprio davanti all'oceano, quella netta percezione d'essere un granello di sabbia al confronto.
    La pubblicherò :)
    Grazie per il Tuo bel commento

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  4. Marilena,
    eppure sempre più mi convinco che un punto di incontro fra spaziotempo esiste, forse una vana convinzione alimentata dalla filosofia e dalla scienza che sempre più influiscono sulle mie considerazioni personali. Chi lo sa, se ciò fosse mi auguro d' esserci ancora al momento della dimostrazione pratica.. per ora mi abbandono alla memoria per viaggiare nel tempo :)

    Ti ringrazio per quanto dici, non so cosa mi si addice di più nel mio scrivere, di certo è che il blog mi ha fatto intraprendere un percorso che mai avrei preso in considerazione.
    Forse il segreto è contenuto nel sapere che altre persone hanno i nostri stessi pensieri, vivono le nostre stesse situazioni di vita.. un insostituibile mezzo che ci dice che in questo immenso universo non siamo soli, e quei "libri mai scritti" prendono forma grazie a chi ci onora dei Suoi commenti.
    Grazie Marilena, un abbraccio

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