Tratto da De la démocratie en Amerique di Alexis De Tocqueville, 1840
“Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nella mani del primo padrone che si presenti loro.
In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti.
In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri…Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto.
Che garantisca l’ordine anzitutto!
Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine é già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla.
Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo”.


Dopo tantissimo tempo...queste parole risuonano attuali e veritiere. Mi fanno quasi paura...
RispondiEliminaBuona giornata mia cara.
Serenella,
RispondiEliminavero, sto riscoprendo i grandi letterati e filosofi del passato, Tocqueville mi è stato riportato alla memoria da un Amico, ho ripreso a leggerlo e se tempo fa non mi trovavo molto d'accordo con le sue analisi, ora comincio a credere che la società da Lui così ben descritta non evolverà mai nel pensiero di altri che la sognavano democratica con uguali diritti per tutti.
Mi impressionano le troppe analogie con quello che sta succedendo in Italia dal 1994.
RispondiEliminaSarò monotono ma io la situazione la vedo così.
Aldo,
RispondiEliminanon siamo monotoni, i cittadini davvero attenti capiamo che la situazione è crollata nelle terribili similitudini di un passato che avremmo dovuto superare nel migliorarci.
La cosa che mi sconcerta è il silenzio dei letterati odierni, o forse si pronunciano e non non ne sappiamo niente vista la vergognosa censura che sta coprendo ogni cosa.
Francy, non posso che associarmi a voi...purtroppo.
RispondiEliminaPuoi pubblicare la poesia di Paola, certamente!
Stella,
RispondiEliminanon possiamo che associarci, è l'unico modo per riuscire a contrastare questo ignobile sistema.
Grazie per il consenso.
Un bacio