Ricorro a Te esattamente come allora, fra il chiaro scuro della notte e del giorno, accarezzo le copertine dei libri che mi hai donato e odo la Tua voce tra le pagine un pò ingiallite.
Mi sento ancora anima perduta, senza dimora, senza radici, non ho trovato ancora la mia spiaggia, l'inutile vagare su onde sempre agitate m'allontana ogni giorno di più dalla terra ferma.
L'inquietudine insorge nel precario equilibrio delle cose che mi parevano certezza. Il baricentro regge a stento la mia voglia di fuga, correre da Te non mi è più possibile, quando nelle mie insicurezze Ti ritrovavo sempre ad aspettarmi, e senza pormi alcuna domanda mi lasciavi nel silenzio, in attesa che fossi io ad esprimermi per prima. Mai una forzatura, mai un'indiscrezione, libera di dire o di tacere, Tu avevi già capito.
Non ho buttato via nulla, ho tutto dentro e l'ho elargito il Tuo sapere, quel poco che sono riuscita a portarmi via. A volte Ti sento lontano come perduto per sempre, poi stranamente Ti ritrovo nell'intesità del mio cercarTi. Ti sento come battito d'ali che mi incita al continuo desiderio di conoscenza. A che serve mi domando. Nell'inutilità di una vita che non sarà eterna, a renderci più amara l' esitenza, ma so da Te che questa è vita.
In quale argomento non ritrovo i Tuoi insegnamenti, mi sorprendo a ripetere con esattezza i Tuoi concetti con tutto l'amore che traspariva dai Tuoi occhi mentre li esprimevi: "la libertà - dicevi- era una donna, poi le hanno tolto i libri, e la libertà è diventata il peggiore degli uomini". Quanto mi è cara oggi questa Tua frase, allora non capivo, mi apparivi un pò matto, ero solo una ragazzina con tanta voglia d'imparare, mentre la mia mente si distraeva agile nell'impulsività di una gioventù che sentiva d'avere già ottenuto tutto.
Quelle Tue mani snelle ed eleganti le vedo ancora scorrere sui tasti bianco-neri, mentre nella stanza le note del "Il Mattino" si spandevano insieme al profumo delle rose del Tuo giardino. L'ascolto ancora quando Ti rivoglio, ma quel profumo non lo sento più, vedo nella mia mente la figura fine di un Uomo seduto davanti al pianoforte nella penombra di una stanza calda, rifugio di una giovane ribelle che in quel calore si sentiva a casa.
Maestro, sono riuscita a darTi del Tu, ora che l'età non pone più distanze posso farlo, ora che non puoi sentirmi posso farlo, mentre io.. Ti cerco ancora.

Ma che bello!!!!!!!!!!
RispondiEliminaRivolgersi al proprio maestro, e in questo modo.
Abbi pazienza, sono di passaggio e sono stanco. Domani ti metterò un commento che spero più consono a queste belle parole per il tuo maestro.
Sto giusto pensado che la figura del maestro ( o maestra) elementare è la prima persona al di fuori della famiglia che ci educa da bambini.
Beh domani il seguito.
Complimenti
Logos,
RispondiEliminagrazie, aspetto il seguito del Tuo commento :)
Ti preciso solo una cosa, non è il maestro delle elementari la persona a cui ho rivolto il mio pensiero, seppure di quel maestro ho un bel ricordo, ma questo è stato il mio insegnate e maestro di vita, ecco perchè lo chiamo Maestro.
Che bel post, complimenti Francesca,
RispondiEliminaIl ricordo dei nostri "maestri di vita" rimarrà indelebile dentro di noi.
E ricorriamo a loro quando abbiamo bisogno di una "copertina di lana" o,semplicemente, quando ci prende un pò la nostalgia per il nostro passato.
Bellissime parole.
UN BACIO!
Miryam,
RispondiEliminanostalgia tanta, desiderio di ritrovare quello che fu il "fabbro" della mia personalità ancora di più. La vita prosegue comunque togliendo e dando, nulla si può davanti al destino che segue percorsi che superano di gran lunga la Nostra fantasia.
Gracie
un bacio a Te
scusami se in questi giorni non sono potuto pssare da te per commentavi cio che scrivevi ma un po l'influenza un po lo sutudio mime lo hanno impedito scusami :)
RispondiEliminaiscriviti anche tu al forum: www.smaldoneadriano.forumfree.it
Adriano,
RispondiEliminagrazie per l'invito, non preoccuparTi dell'assenza di Tuoi commenti, prima di tutto lo studio.. non perderlo mai di vista, durerà ancora per poco questa splendida libertà.
Ciao :))
E' un bellissimo scritto, questo tuo Francesca.
RispondiEliminaRiesci a toccare corde nascoste quando i tuoi post sono autobiografici.
E questo è un complimento.
Non c'è retorica.
Nè la ricerca di un facile plauso.
Incidenti di percorso che possono accadere quando si parla di se stessi.
Ma questo tuo racconto è perfetto.
Bello, come la pagina di un diario.
Toccante, come una lettera scritta e mai spedita ma che conserviamo gelosamente tra le cose più nostre.
Quelle che solo a noi appartengono.
E che nessuno può sfiorare.
La libertà - dicevi- era una donna, poi le hanno tolto i libri, e la libertà è diventata il peggiore degli uomini
E' una frase splendida.
Degna di un Maestro
Maestro, sono riuscita a darTi del Tu, ora che l'età non pone più distanze posso farlo, ora che non puoi sentirmi posso farlo, mentre io.. Ti cerco ancora.
E questo tuo finale, Francesca, quanto mi è piaciuto.
Sicuramente uno dei tuoi post più belli.
Un abbraccio
Marilena
"una lettera scritta e mai spedita ma che conserviamo gelosamente tra le cose più nostre.
RispondiEliminaQuelle che solo a noi appartengono.
E che nessuno può sfiorare".
La Tua capacità d'andare oltre le parole scritte evidenzia una sensibilità rara, non spicciola, melassosa e riverente.. ma intelligente, che va in un'immedesimazione fisica e spirituale.
Non ho nulla da aggiungere a ciò che hai scritto, solamente : grazie per aver capito!
Un bacio
Nel medioevo esistevano i "professores" ed i "magistri", sostiene la Fumagalli, una grande medievista.
RispondiEliminaIl "professor" era soltanto uno che applicava degli schemi, magari anche giusti.
Il magister, il maestro era chi possedeva un "magis", un più o un di più in senso morale ed intellettuale, sapeva quindi conferire alla conoscenza vita e calore.
Leggendo questo tuo post, ho pensato questo.
Sei stata davvero fortunata, ad avere avuto un simile maestro.
Ma chissà che in qualche fase o regione dell'essere che non conosciamo, il suo spirito non continui a vivere...
Ciao!
Riccardo,
RispondiEliminaproprio ciò era nel medioevo il significato di Maestro, magis.. suona come magico, ammaliante, trascinatore.
E'vero sono stata molto fortunata nell'averlo incontrato, conosciuto, frequentato, è la parte migliore di me stessa.
Grazie per quanto dici, convinta come sono che la dimensione spazio-tempo debba pure intersecarsi da qualche parte, ritengo possibile il Tuo pensiero.
Ciao :)
Ero convinta di aver lasciato un commento: ma devo aver pigiato qualche tasto sbagliato...comunque, mi aveva molto colpito questo tuo post, scritto con così tanto sentimento e con il tuo stile che affascina e coinvolge. Ti lascio un caro saluto e ti auguro una buona giornata
RispondiEliminaPaola,
RispondiEliminasi, di sicuro la tecnologia Ti avrà tradita :)
Grazie per quello che mi dici, e sono davvero lieta d'averTi fra coloro che mi leggono, condividere pensieri, emozioni e momenti no con altre persone porta dentro un bel sorriso.
Buon Pomeriggio
Quando le parole sposano l'amore non trovo confini tra la gioia di ricordare e la voglia di amare.
RispondiEliminaMaurizio
Maurizio,
RispondiEliminache bella cosa hai detto.. condivido, succede anche a me.
Un abbraccio