L’ultimo tratto di strada da percorrere, prima di arrivare a destinazione, era l’antica gradinata che dall’ Abbazia Florense introduce alla piazza Abate Gioacchino. Dopo i primi gradini mi trovai davanti un uomo che saliva lentamente, posizionato al centro della stessa mi impediva di effettuare il classico sorpasso, sia a destra che a sinistra. Rimasi dietro di lui adeguandomi al suo passo. In fondo un’andatura più lenta è piacevole là dove si respira meglio quell' atmosfera storica che ci rende rami di robuste radici.
L’uomo davanti a me era alto, anche se leggermente incurvato dall’età, corporatura normale, forse più imponente negli anni addietro, elegante con il suo borsalino in testa. Lasciava una scia di profumo fra il gelsomino e l’avana, dedussi che fumava il sigaro. Un profumo gradevole che stimolò la mia fantasia.
Lo immaginai giovane negli anni ‘30/’40, mentre saliva quegli stessi gradini con il vigore e la sicurezza propri della gioventù. La sua appartenenza poteva essere a qualche famiglia benestante di allora, magari anche laureato, cosa rara a quei tempi. Il tipico uomo seducente molto ambito dalle donne, che nel vederlo passare avvolto dal suo fascino e dal mistero della sua personalità, escogitavano ogni sorta di innocente civetteria pur di attirarne l’attenzione.
Chissà quanti cuori femminili aveva infranto proprio in questo luogo, magari alle più belle donne aveva rubato un bacio clandestino, in quel punto dove per gli innamorati i muri delle case sono ancora oggi il discreto separè dalla curiosità.
Provai a immaginare anche il suo nome, non doveva essere comune, collegandolo al profumo di avana e all’aristocratica persona, mi venne in mente “Amedeo”.
Decretai che non poteva essere diversamente, tutto armonizzava. Il luogo, la persona e il profumo, erano un'unica essenza di un nome diverso da quelli ripetitivi, dettati dalla tradizione locale .
Giunti quasi alla fine della gradinata l’uomo si girò verso di me, spostandosi di lato mi guardò, con un mezzo inchino sollevò il cappello con una mano mentre con l’altra, nel cedermi il passo, indicò lo spazio liberato dalla sua persona. Una bella voce maschile dal timbro baritonale accompagnò quei gesti signorili : “Prego, mia bella signora”.
Colta di sorpresa restai ferma sul da farsi avendo così modo di guardarlo in viso. Costatai che il passare del tempo non aveva lasciato grandi segni sul suo volto, conservava la bellezza e un fascino immutato.
Gli sorrisi e nel ringraziarlo passandogli davanti quasi mi sfuggì “… signor Amedeo”, mi fermai in tempo sul “signor”, che con pronta galanteria terminò egli stesso:“Adriano M. Per servirla, signora”.
Non mi ero sbagliata, la mia fantasia per una volta non si era discostata dalla realtà. Pur non conoscendolo personalmente, sapevo chi fosse da chi di lui ne parla con stima e ammirazione. Anche sul nome ci ero andata vicina, non comune e indovinando la lettera iniziale .
Proseguì per la mia strada con dentro una dolce allegria e il profumo di avana che ancora deliziava il mio l'olfatto.
L’uomo davanti a me era alto, anche se leggermente incurvato dall’età, corporatura normale, forse più imponente negli anni addietro, elegante con il suo borsalino in testa. Lasciava una scia di profumo fra il gelsomino e l’avana, dedussi che fumava il sigaro. Un profumo gradevole che stimolò la mia fantasia.
Lo immaginai giovane negli anni ‘30/’40, mentre saliva quegli stessi gradini con il vigore e la sicurezza propri della gioventù. La sua appartenenza poteva essere a qualche famiglia benestante di allora, magari anche laureato, cosa rara a quei tempi. Il tipico uomo seducente molto ambito dalle donne, che nel vederlo passare avvolto dal suo fascino e dal mistero della sua personalità, escogitavano ogni sorta di innocente civetteria pur di attirarne l’attenzione.
Chissà quanti cuori femminili aveva infranto proprio in questo luogo, magari alle più belle donne aveva rubato un bacio clandestino, in quel punto dove per gli innamorati i muri delle case sono ancora oggi il discreto separè dalla curiosità.
Provai a immaginare anche il suo nome, non doveva essere comune, collegandolo al profumo di avana e all’aristocratica persona, mi venne in mente “Amedeo”.
Decretai che non poteva essere diversamente, tutto armonizzava. Il luogo, la persona e il profumo, erano un'unica essenza di un nome diverso da quelli ripetitivi, dettati dalla tradizione locale .
Giunti quasi alla fine della gradinata l’uomo si girò verso di me, spostandosi di lato mi guardò, con un mezzo inchino sollevò il cappello con una mano mentre con l’altra, nel cedermi il passo, indicò lo spazio liberato dalla sua persona. Una bella voce maschile dal timbro baritonale accompagnò quei gesti signorili : “Prego, mia bella signora”.
Colta di sorpresa restai ferma sul da farsi avendo così modo di guardarlo in viso. Costatai che il passare del tempo non aveva lasciato grandi segni sul suo volto, conservava la bellezza e un fascino immutato.
Gli sorrisi e nel ringraziarlo passandogli davanti quasi mi sfuggì “… signor Amedeo”, mi fermai in tempo sul “signor”, che con pronta galanteria terminò egli stesso:“Adriano M. Per servirla, signora”.
Non mi ero sbagliata, la mia fantasia per una volta non si era discostata dalla realtà. Pur non conoscendolo personalmente, sapevo chi fosse da chi di lui ne parla con stima e ammirazione. Anche sul nome ci ero andata vicina, non comune e indovinando la lettera iniziale .
Proseguì per la mia strada con dentro una dolce allegria e il profumo di avana che ancora deliziava il mio l'olfatto.

Una storia molto bella, ciao!
RispondiEliminaCiao Simo,
Eliminagrazie per il Tuo pensiero.
Felice Giornata :)
In un primo momento, ho pensato che potessi trovarti a Cuba, poi ho capito che continui ad esplorare la tua terra e che la ami profondamente.
RispondiEliminaMi sembra che questa 'storia vera' si possa collocare tra quegli avvenimenti che appaiono già vissuti.
Ti saluto col gran piacere di averti ritrovata.
Cristiana
Cristiana,
Eliminahai perfettamente ragione. Amo la mia terra e il cogliere ogni sfumatura che ne esalta la cultura e il paesaggio me la rendono ancora più preziosa.
Mi ero allontanata dal blog per vari motivi, ora che mi sento più serena ho ritrovato il piacere di riprendere il dialogo che avevo interrrotto. Grazie di cuore e felice di avere trovato il Tuo immancabile commento.
Un abbraccio
l'olfatto è uno dei sensi che resta custodito anche nei ricordi!!!
RispondiEliminaCiao Pupottina :)
Eliminahai pienamente ragione, l'olfatto sceglie meglio di qualsiasi altro senso, sia nel pericolo che nelle cose piacevoli e si ritrova per questo nei ricordi.
Grazie, un bacione
Sai creare momenti magici con la tua prosa elegante e coinvolgente e leggendo 'vediamo'il mondo che tu vivi ,la terra che ami,certe atmosfere fatte di ricordi,sensazioni.
RispondiEliminaE' bello leggerti.
Ciao Francy
Grazie Chicchina,
Eliminapenso che per Te sia facile immaginare questi luoghi, senz'altro Ti sono familiari. I centri storici dei nostri paesi racchiudono la stessa atmosfera di una vita semplice e ricca allo stesso tempo, difficile non restarne affascinati.
E'bello leggere chi si immedesima e coglie lo stesso sentire.
Grazie, ciao Chicchina
Complimenti , un piacere leggerti !!
RispondiEliminaCiao Valerio,
Eliminagrazie, è un piacere per me trovare il Tuo pensiero.
Felice Giornata :)
Cara Francy, leggerti è volare alto, è come fare un respiro profondo. Il fascino del racconto nasce laddove la tua fervida fantasia lavora, trovando analogie e connessioni, proiettando ricordi di vita o letterari (o cinematografici), creando suspence e aspettativa nel lettore. Un gioco di immaginazione a cui una penna esperta ha creato lo scenario più adatto.
RispondiEliminaUn profumo di Avana che cattura.
Un abbraccio
Nina
Cara Nina,
Eliminasono io che rischio di volare in alto leggendo questo Tuo commento :)
Visto che Ti diletti nella regia di cortometraggi, potremmo mettere in scena qualche Nostro racconto per divulgare la bellezza della Nostra terra, da sempre celata in onore di accaduti che la denigrano agli occhi del mondo.
Grazie di cuore, un abbraccio
… ⋱ ⋮ ⋰
RispondiElimina…….⋯ ◯ ⋯
..…(\_/) ƁƲƠƝ
…..( . .)
_c(”)(”)̡___
|’*✿♥✿*’| ƓƖƠƦƝƠ
\*✿♥✿*/¯))
’乀____乄¯