Vanja si sentiva sempre agitata ogni qualvolta in cui doveva imbarcarsi su un aereo low cost. La scarsa finanza non le dava grandi alternative se non quella di affrontare la paura dandosi coraggio, pur di soddisfare il desiderio di ritornare con maggiore frequenza a casa dai suoi familiari.
Una volta a bordo si guardò intorno. I posti a sedere non mancavano, ne scelse uno accanto a una giovane donna con un bambino fra le braccia, le diede sicurezza. Dopo averle chiesto il permesso di accomodarsi accanto all’oblò, scomodando sia lei che il bambino, con qualche astuta acrobazia, stile antica danzatrice egizia, riuscì a infilarsi nell’angusto spazio fra i sedili.
Finalmente seduta, si accorse che la donna al suo fianco piangeva a dirotto, con una mano stringeva forte il suo bambino e con l’altra il bracciolo della poltrona. Preoccupata le offrì il suo aiuto. La donna fra le lacrime, le confessò la sua paura di volare. Si trattava della prima volta che saliva su un aereo.
Vanja la tranquillizzò, rassicurandola, dicendole di avere viaggiato spesso su quei volatili di latta e che non c’era davvero nulla di cui preoccuparsi. Tutto sarebbe andato bene. La serenità e la sicurezza delle sue parole ebbero l' effetto desiderato e la signora smise di piangere. Conclusa con successo la sua buona azione giornaliera, soddisfatta, Vanja poteva finalmente dedicarsi a quello che per lei era divenuto un rito scaramantico prima di ogni decollo.
Quindi ripassò con scrupolo il programma di comportamento in caso di emergenza, raffigurato sul piccolo riquadro plastificato posto sullo schienale del sedile anteriore. Dopo tanto volare conosceva a memoria quel resoconto, in fondo sapeva altrettanto bene che a poco sarebbe valso contro la remota probabilità di doverlo mettere in pratica.
Una animata discussione fra una hostess e una passeggera, poco più avanti nel corridoio, la distrassero. Le due donne discutevano in modo sgarbato, su qualche discordanza riguardo a come sistemare il bagaglio a mano. L’accompagnatrice di volo non riusciva a ottenere ciò che pretendeva dalla viaggiatrice e alquanto contrariata abbandonò la conversazione dirigendosi verso gli altri passeggeri.
Nei sedili anteriori, proprio davanti a quello di Vanja, vi erano seduti un uomo anziano e una giovanissima ragazza. L’hostess guardò accigliata prima l’uno e poi l’altra. Doveva aver pensato che uno era troppo anziano e l’altra troppo giovane. Lanciò un’occhiata al portellone di emergenza di fianco ai loro sedili li gelò con fare militaresco:
“In caso di emergenza sapreste aprire il portellone?”
I due guardarono dapprima il pannello di lato, era pieno di strani congegni. Poi, sconsolati e intimoriti, si scambiarono uno sguardo prima di rivolgersi al “colonnello”. Quasi in coro dalle loro labbra uscì un “no” appena sussurrato.
“Allora cambiate posto! Qui sareste inutili in caso di necessità!”
La donna con il bambino non aspettava altro per riprendere a zampillare... “uuuuuaaaaaaa..."
Vanja sconcertata dalla situazione, tentò di porvi rimedio e, senza esitare si rivolse a “Fraulein Rottenmeir”: ”Lo so aprire io il portellone!”
Immediatamente partì l’ordine per lei e per la ragazzina davanti:
“Benissimo! Lei passi dietro, mentre Lei venga avanti!”.
Scattarono in piedi come due reclute al CAR. Imbarazzate e obbedienti si scambiarono di posto, mentre la giovane mamma continuava senza sosta a inondare di lacrime amare il corridoio, beccandosi anche lei una occhiataccia carica di disgusto dalla coraggiosa e inflessibile Rottenmeir.
Con il cuore in tumulto Vanja sedette accanto all’anziano uomo, fissò con molta attenzione quel benedetto portellone. Mille domande le affollarono la mente.Non capiva più nulla fra tutti quei congegni... "E ora??" Pensò angosciata. "Come si apre 'sto coso?".
L’uomo anziano seduto accanto a lei la stava osservando. Aspettò pazientemente che Vanja terminasse l’ispezione del suo “impegno” prima di poterle porgere la domanda :” Ma lei, sa davvero aprirlo quel portellone?”
Lei scosse la testa in segno di diniego, e lui incalzò :” Ma allora... è certo che ci sarà un’emergenza?”
Gli occhi di lei brillarono di ironia ed entrambi presero a ridere. Poi di scatto si volsero verso la donna prima in lacrime, nel timore che avesse udito quanto da loro appena detto. Per fortuna sembrava essersi calmata per effetto della hostess "sguardo fulminante".
“Pfiuuuuuu…”, disse Vanja.
“E’ andata bene!” ribadì l’uomo e ridendo fino alle lacrime concluse "Alla faccia dell'efficienza... essenziale!"
Low Cost...
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Sei grande Francy, ho letto con ansia fino alla fine, perchè io ho paura di viaggiare in aereo...
RispondiEliminaGianna,
RispondiEliminahai pienamente ragione, gli aerei di queste compagnie low cost mettono davvero ansia. Sono all'insegna dell'essenziale in tutto, anche per quel che riguarda il personale, poco qualificato e poco rassicurante :)
Grazie, un bacione
Sei un'acuta osservatrice e un'ottima descrittrice.
RispondiEliminaI voli Low cost non mi preoccupano più degli altri, perchè faccio affidamento sul fatto che anche i piloti ci tengono alla vita.
Cristiana
Cara Cristiana,
Eliminami hai fatto ridere di gusto :DD
E' vero, saggia deduzione la Tua. Ti confesso che anch'io faccio molto affidamento sul pilota. Amo viaggiare in aereo e adoro guardare il mondo dall'alto.
Grazie Cristiana
lol
RispondiElimina;) loviu bebi :DDD
Elimina^_^
EliminaScrivi divinamente tant'è vero che i tuoi raccnti scorrono senza indugi nei miei occhi.
RispondiEliminaE questo è veramente vero e carinissimo!
Io avevo tantissima paura di volare perché sono claustrofobica, poi, per costrizione, l'ho fatto e t'assicuro che non ho più smesso!
Ed è capitato anche a me d'esser a bordo d'aerei che tenevano i monitor con i cerotti. Sì, proprio cerotti, neanche del nastro adesivo.
Un avolta, addittirittura, mentre l'aereo decollava un monitor se ne è sceso rimanendo appeso per i cavi!
Cmq, su un'aereo, se ci fosse un'emergenza, tutte le moine in merito sono sprecate!
Un bacio amica di sempre!
:DDDDDDDDDDD Te possino, Ely!
EliminaQuesta dei cerotti è davvero divertente.
Speriamo che non si verifichi mai una emergenza, che nessuno si ritrovi mai in simili circostanze. Poi, come dice Cristiana, anche al pilota preme di portare a casa la pelle :DD
Un bacione mia carissima Ely
Un modo efficiente di farsi passare la paura: l'ironia.
RispondiEliminaPerò mi piace quell'hostess:D Quasi quasi do diretive affinchè i miei CT adottino sistemi simili sui treni! hahahaha Vorrà dire che se ti troverò su un treno ti farò sedere vicino il finestrino d'emergenza ;DDDDD
Ciao, molto carino e divertente questo racconto, oltre che ben scritto
Lorenzo
Senza ironia la vita sarebbe proprio amara. Immagino i musoni in simili circostanze. Porelli :))
RispondiEliminaEsiste pure il finestrino di emergenza sui treni? 'Namo bene, 'namo!
Cosa mi toccherebbe fare se capitassi sotto le Tue direttive durante un mio eventuale viaggio in treno? In caso di emergenza mi toccherebbe buttare fuori dal finestrino i passeggeri? E se ci fosse uno obeso? Non manca mai il viaggiatore obeso, come dovrei regolarmi in tal caso? :DDDDDDDDDDDDDD
Innanzitutto devi rompere il finestrino con l'apposito martelletto, di colore rosso, l'azienda non fornisce anche la falce visti i tempi:D
RispondiEliminaI finestrini sono a prova di obesi, misura standard, solo un certo G.Ferrara non ci passerebbe ma non credo ci siano persone che vogliano trarlo in salvo, rimarrà là sepolto!
Se capitassi sotto le mie direttive ti controllerei come gli altri capitreno, cioè mi accerterò che tu abbia competenze e attrezzatura necessaria che ti elenco: Anduja, capocollo, pane silano, salsicce affumicate e piccanti. Credo basti per ogni controllo giornaliero :DDDDD
Ciaooooo
Lorenzo
Dunque dovrei usare il martello? Ah, però!! Mi piace l'idea :DD
EliminaBene, porterò quanto da Te elencato, così dopo che avrò catapultato fuori dal finestrino tutti gli altri passeggeri, potremo deliziarci con un bel pic-nic silano su un treno deserto :DDDDDD
Chissà perchè mi viene in mente l'Orient Express... che fervida fantasia ho :DDD
Ciaoo boy
Ricordo il mio primo volo ,mi hanno regalato un libro " Allacciate le cinture " di Pietro Pallini , tutto ok , òla dedica era " Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina (sant'Agostino)invece come dico io ....e se proprio deve cadere , speriamo almeno che cada al ritorno " ( una mia amica)
RispondiEliminaciao buona giornata Francy
Valerio,
Eliminasai che mi sono sempre ripromessa di leggere "Allacciate le cinture", so che si tratta di una serie di racconti ironici scritti da un pilota. Ora che me lo hai ricordato, lo farò di certo.
Concordo con il pensiero di S.Agostino, in effetti viaggiare, conoscere altri luoghi arricchisce il bagaglio culturale.
L'altra considerazione mi ha sollevato una domanda : perchè scegliere di cadere al ritorno? Per via del costo eccessivo dei funerali? :DDDDD (battutaccia!).
Grazie Valerio, Buona Giornata anche a Te
Meno spendi, meno ti offrono c'è poco da fare. Molto divertente la tua tragicomica vicenda :-)
RispondiEliminaUn saluto
Marcello,
Eliminahai pienamente ragione. Questi voli sono all'insegna del bussinis, l'unica cosa che offrono è la visione di una rivista in cui vendono di tutto, e a prezzi inaccessibili. Altro che low cost!
Grazie, Buona Giornata :)
Bellissimo racconto, da gran fifone che sono ho riso qui davanti al monitor,
RispondiEliminasul volatile di latta sicuramente non avrei riso.
Non ho paura di volare, ho solo paura di cadere.
Ricordo un avventuroso Torino Roma, con temporale da manuale e scossoni da far vomitare anche l'anima. Le hostess tra una preghiera e l'altra lavavano le mutande del pilota, copilota e pilota automatico.
Impossibile mantenere la calma in queste situazioni...Finalmente nei pressi di Roma il temporale si esaurì.
Nonostante la calma ritrovata l'atterraggio fu un vero disastro,forse causa della tensione accumulata dal pilota, infatti l'aereo sobbalzò parecchio sulla pista. Ho ancora chiaro nelle orecchie le urla dei passeggeri terrorizzati , poi tutto filo liscio come l'olio e un fragoroso appplauso liberatorio avvolse tutta la fusoliera.
Da allora salgo solo sugli areoplanini delle giostre, quelli che girano su se stessi con la mitraglietta, ma solo quando il cielo è sereno.
Ciaooooooo!
Adamus,
Eliminami mancava il Tuo commento. Sapevo che con la Tua impareggiabile ironia ne avresti raccontata una delle Tue.
Ora sono io che rido fino alle lacrime. Un bel modo di iniziare la mia giornata. Ti ringrazio molto, l'immagine di Te sull'aereo con la mitraglietta mi seguirà per tutto il giorno. Speriamo che vedendomi ridere, qualcuno non mi considererà pazza irrecuperabile :DDDD
Bella responsabilità Ti sei assunto :DDDDDDDD
Grazie per l'ilarità.... Ciaoooooooooooooooooooooo!
No !! stavo andando in spagna , "e se proprio deve cadere , speriamo almeno che cada al ritorno "
RispondiEliminacosì la vacanza l'ho fatta !!
ciao
Valerio,
RispondiEliminaah, ecco perchè :)
Meglio non cadere comunque.
Ciao
I miei complimenti, Francesca, hai scritto un bel raccondo, in cui hai trattato un argomento che, vedo, tocca in tanti una corda sensibile, me compresa.
RispondiEliminaIo se posso prendo il treno, perché l'aereo mi stanca. Pensa che dal decollo in poi devo stare concentratissima e attenta a che non si spengano i motori!
Poi anche a me è capitata qualche disavventura, tipo quella volta che eravamo quasi atterrati a Parigi (Io mi rilasso nel momento più pericoloso, forse perché penso che cadere da vicino sia tutta un'altra cosa) quando l'aereo si è di colpo impennato ed è tornato in quota. Eravamo, non solo io ma tutti, lividi e paralizzati. Dopo venti minuti il comandante ci comunicò che mentre stava per atterrare si era trovato un altro aereo sulla nostra stessa pista.
Ultimamente, se proprio devo prendere l'aereo, prima mi prendo un tranquillante: non mi lascerei andare mai e poi mai alle esternazioni della signora col bambino, ma posso capirla.
Un caro saluto
Nina
Nina,
RispondiEliminala cosa bella di questo mio racconto è l'arricchimento delle Vostre personali esperienze. Raccontante con altrettanta ironia.
Non Ti nascondo che una risata mi è sfuggita nel leggere l'attenzione che poni a un eventuale fermo dei motori, mentre l'aereo è in volo. Non ci avevo mai pensato, ora ho una cosa in più di cui preoccuparmi durante un mio prossimo viaggio via aerea :DD
Il finale è davvero sconcertante, meno male che il pilota ha saputo gestire la situazione. Ciò avvale la tesi di Cristiana per essere ottimisti durante un volo. Anche i piloti rischiano di brutto. Certo lasciarsi andare al pianto non è bello da vedere, ma la paura resta comunque tanta fino all'atterraggio. Siamo inconsapevolmente degli eroici pionieri :)
Grazie e un carissimo saluto a Te
Come sempre ti ho letta con attemzione e piacere: i tuoi scritti scivolano come l'olio di Adamus.. gustoso il suo commento! Io ho preso l'aereo una sola volta, un aereo piccolo, pressurizzato, per accompagnare mio padre con un ictus ad un ospedale: ero talmente preoccupata e spaventata per lui che non pensai mai di non essere coi piedi per terra, perciò non so dirti le mie impressioni.Certo in una situazione come quella che descrivi, non ci sarebbe proprio da stare sereni.
RispondiEliminaAHo risposto al commento che mi hai lasciato e di cui ti ringrazio. Un abbraccio e buona giornata
Paola,
Eliminalusinghiera l'analogia fra i miei scritti e l'olio di Adamus :)
Capisco benissimo il Tuo stato d'animo su quell'aereo, non c'era certo tempo di guardarsi intorno e pensare ad altro.
E' vero che ormai si sale sugli aerei, in questo caso quelli low cost, con l'animo in subbuglio. L'applauso al pilota ad ogni atterraggio la dice lunga sui pensieri di chi lo elogia come fosse una star :)
Ho letto la risposta al mio commento sul Tuo bellissimo dipinto.
Hai l' arte nelle Tue le mani, e sai esprimere i Tuoi sentimenti molto bene. Complimenti Paola.
Un abbraccio