Ilarità per un Ricordo


Dalla portafinestra mi arriva il profumo delle rose sulla terrazza. Adagiata sulla sdraio chiudo gli occhi per perdermi nel sogno, chissà se abbandonandomi al suo aleggiare posso arrivare fino a Te.
Quanti ricordi mi afferrano all’istante, con avidità li sfoglio uno a uno, rivivendo le emozioni di quegli attimi con lo stesso sentimento di allora. Rivedo quei Tuoi occhi illuminarsi davanti alla mia fanciullesca vitalità, e quel sorriso enigmatico sul Tuo volto che a volte coglievo mentre eri intento a osservarmi.
Ora rido al ricordo di quel giorno che Te ne combinai una delle mie, suscitando il Tuo disappunto. Come il dio della guerra mi scagliasti addosso il mare tumultuoso dei Tuoi occhi inabissandomi nella paura di averTi perso per sempre. Dopo l’accaduto, con fredda calma mi invitasti a seguirTi nello studio, riluttante mi accomodai sulla poltrona di fronte alla Tua scrivania, dove mi accingevo da rea, a ricevere quanto mi spettava dalle Tue più che valide ragioni. La Tua furia sembrò placarsi davanti al mio sguardo perso fra mille emozioni contrastanti.
Avevo sentito il rumore dell’auto prima ancora di scorgerla, la signorina Ingrid stava venendo da Te. Intenta a innaffiare le Tue rose finsi di non vederla arrivare, ma la osservai mentre parcheggiava sull’altro lato della strada , spegnere il motore, guardarsi nello specchietto retrovisore ripassandosi il rossetto sulle labbra, sistemarsi i capelli e aprire lo sportello dell’auto facendo sporgere un paio di sandali dal tacco alto, colore argento, e due bellissime gambe appena coperte nella parte superiore da una minigonna mozzafiato. Chiuse l’auto e si girò, splendida come non mai, sorriso da star … Un attimo prima di arrivare al cancello la vidi sbottonarsi un altro bottone della sua già tanto aderente camicetta, guardare soddisfatta l’effetto e incamminarsi ondeggiando verso l’entrata. Mentre lei manovrava con le tecniche della seduzione, io manovravo per rovinarle ogni cosa.
Mi ero avvicinata lentamente verso l'entrata , trascinandomi dietro la pompa e fingendo una concentrazione esagerata nel dare acqua alle rose. Aspettai lo scatto metallico della serratura che si apriva sotto la deliziosa manina dalle unghie sapientemente laccate di rosso, eee … improvvisando un moto di soprassalto per lo spavento, mi girai verso lei con tutta la pompa in mano che zampillava ancora più forte, visto che ne avevo allargato il getto un attimo prima, letteralmente la bagnai da capo a piedi, e più lei urlava più io mi scusavo continuando a tenerle il getto d'acqua addosso.
Le sue aggraziate urla, più di rabbia che di freddo, attrassero la Tua attenzione obbligandoTi ad affacciarTi di fretta sul giardino, la Tua voce nel gridare il mio nome fu un tuono … Lesta gettai la pompa fra le rose cercando di giustificarmi, goffamente. Mentre Ti prodigavi nell’invitare la signorina Ingrid a entrare in casa per risistemarsi, notai con disappunto l’effetto dei vestiti bagnati sul suo corpo.
Fortunatamente non accettò i Tuoi solerti inviti, gocciolante e furiosa girò sui suoi trampoli sbattendosi dietro il povero cancello che sembrò frantumarsi tanto fu strattonato. Il Tuo viso per un attimo ebbe una espressione di stupito stordimento, allora indecifrabile per me.
Solo con l’andare del tempo ho capito che l’effetto bagnato dei vestiti sul corpo di Ingrid, avevano per poco ottenuto molto più di quanto lei stessa si era adoperata di fare. . . Provvidenziale la rabbia che la obbligò a fuggire via.
Quanto vorrei riveverTi ancora, e ancora, fino a stancarmi di Te, se mai fosse possibile.
Non è così crudele la vita se davanti a quanto ci toglie in cambio ci regala un sentiero per raggiungerlo, e mi sembra di sentire la Tua risata unirsi alla mia nel rivivere quegli attimi di vita.

18 commenti:

  1. Ma....Francesca, sei tremenda.....AH AH AH AH AH
    Hai fatto bene! Forse ank'io non avrei restito a "smontare" la ficazza anke se, come dici tu, gli abiti bagnati l'avranno resa ancor più sexy!
    Bellisimo il tuo racconto, va giù come una bibita fresca accompagnata dall'inebriante profumo dei fiori appena innaffiati.
    I ricordi son sempre legati ad un profumo, quello che ha segnato la nostra vita!
    Un bacione e...quando annaffi...sta attenta :)))
    Elisena

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  2. Un racconto che racchiude,
    oltre al lato comico, l'intensità di un legame autentico che niente e nessuno potrà mai scalfire.
    Cristiana

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  3. Elisena,
    fui tremenda si, con la povera signorina Ingrid :D
    Con il senno del poi non lo rifarei... o forse si... per rivivere la paternale che dovetti sorbirmi :DDDD (Come puoi notare la mia follia non è migliorata).
    Le rose e il loro profumo, così come un pianoforte che suona, sono i custodi dei miei bellissimi ricordi di un periodo della mia vita che non potrò mai dimenticare.
    Grazie Ely, un bacione

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  4. Cristiana,
    hai colto nel segno. Niente e nessuno potrà mai scalfire.

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  5. L'impressione di essere un pochino carognetta me l'avevi data. Il tuo 'racconto' ne è una solare conferma. Ti è andata bene, hai imparato che le camicette, specie se bianche e indossate senza reggiseno, bagnandosi diventano trasparenti! Per la gioia degli occhi maschili! Specie se fasciano un busto femminile degno di nota. Come quello di Ingrid! Una curiosità: la paternale ha fatto effetto?

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  6. Luigi,
    carognetta io?? Ma quando mai?! :DDDD
    Le avevo fatto un favore se solo non si fosse lasciata trascinare dalla rabbia, tsèèèèèèè :DDDD
    La camicetta comunque era rosso vermiglio come le sue unghie e il reggiseno nero... lo ricordo ancora.
    Vuoi sapere che effetto ebbe su di me la paternale... ecco... dunque.... Ti lascio la curiosità :DDDDDDD
    (Mi sa che un pò carognetta... lo sono:DD)

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  7. Io preferivo il bianco, ma non v'è dubbio che il rosso della camicetta e il nero del reggiseno sono i colori della seduzione femminile e dei desideri del maschio!
    Su, dillo: a chi hai rovinato la festa?

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  8. Luigi...
    naaaaaaaaaaaa... io lo so, ma non lo dico! :DDDDDDDD

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  9. Sono rimasto letteralmente affascinato da quanto ho letto in questo tuo post. Credimi non sto sviolinando ma hai descritto così bene l'intera vicenda che pochi sarebbero stati capaci di farlo.
    Io neanche a parlarne.
    La reazione della "sventola" Ingrid alla doccia subita è stata molto divertente.

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  10. Ciao Aldo,
    eh, la combinai proprio grossa, mi catapultai in un gioco che era più grande di me, beata gioventù :D
    Grazie Aldo :)

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  11. Un racconto tragicomico raccontato in maniera perfetta.Cosa aveva pensato in testa la signorina Ingrid in quei momenti?Ti auguro una felice serata;salutoni a presto

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  12. Un bel racconto, Francesca,comico,certo,ma credo nascesse dalla paura di poter perdere qualcosa:una leonessa che usa come arma una innocente pompa dell'acqua!Conta il risultato,che c'è stato.
    E conta scoprire ogni volta quel sentiero segreto, che unisce,nel ricordo, mondi mai separati,solo diversi.
    ciao

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  13. Cavaliere,
    penso che la signorina Ingrid abbia pensato che ero proprio una "brava guagliona" :DDD
    Buona Giornata

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  14. Chicchina,
    Eh si... il risultato fu a mio favore, anche se, con il senno del poi, mi dispiace ancora per Ingrid :)
    Grazie per la comprensione :)

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  15. Ciao,una rimpatriata veloce per salutare e mi ritrovo questo delizioso racconto.
    Sono d'accordo con Luigi...Carognetta mi piace molto hahahahhah!
    Gran brutta bestia la gelosia , ma di fronte a tanta bellezza e femminilità io avrei agito allo stesso modo e dopo il misfatto mi sarei adoperato per asciugarla, eh..eh..

    Molta ironia nel Tuo scritto e tanta,tanta nostalgia, doveva essere proprio speciale quel Maestro di pianoforte.
    Ciao, un abbraccio affettuoso, ora ritorno nella valle dell'ozio.
    Frequenterò il blog con regolarità da metà settembre. N.B. Salutami Ingrid.

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  16. Adamus,
    non fu gelosia, ma.... intolleranza all'arpionamento di beni altrui... è diverso :DDDDDD
    Sapevo che in fondo, in fondo, hai l'indole del buon samaritano ... dopo aver fatto la carognetta, s'intende! ;DDDD

    Il mio Maestro... mi manca!

    Salutami la Tua valle dell'ozio che , sono sicura, rieccheggia della Tua travolgente simpatia :D
    Un abbraccio Adamus... e a Settembre riprenderemo la salutare abitudine del blog...

    NB.: Non mancherò di salutarTi Ingrid... appena l'avrò raggiunta... sta ancora correndo :DDD

    Ciao Amico :)

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  17. ciao Francy, volendo recuperare l'estiva lontananza dai blog amici, mi sono goduta solo ora questo tuo racconto.
    Mi unisco ai commenti che precedono nel dirti che sei brava a scrivere e che sei riuscita a rendere i lettori partecipi di sentimenti molto umani e profondi, mantenendo, con il registro umoristico da te usato, una leggerezza di tocco che cattura.
    Un abbraccio
    Nina

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  18. Nina,
    Ti ringrazio per quanto mi dici, mi sento lusingata.
    Un abbraccio.

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