Su quella misera Scala

Non c’è ricorrenza che non mi mandi in crisi come il fatidico otto Marzo. Mi ripropongo ogni anno di lasciarmi scivolare addosso il fastidio che mi suscita questa fantomatica “festa della donna”. Inevitabilmente, contro ogni mio buon proposito, qualcosa salta fuori a turbare la mia quiete.
E’ una giornata lunga, e alla fine mi ritrovo a riflettere su ogni frase detta per la circostanza. Non mi esprimo, per non dare alla mia impulsività adito di fuoriuscire copiosa e incontrollabile. Ciò non toglie che ho il mio pensiero a riguardo.
“Auguri Donna”… per cosa, perché, come mai ho bisogno di auguri nell’essere donna? Rivolgo la mia mente agli uomini e mi domando come mai a loro nessuno rivolge lo stesso augurio, forse non ne hanno bisogno.
Nella scala sociale da loro stessi forgiata i vantaggi sono maggiori rispetto a quelli riservati all’altra metà del cielo. Mariti, padri di famiglia che perdono il lavoro … Piccoli imprenditori che impotenti hanno visto fallire le loro aziende … Uomini massacrati dalle forze dell’ordine per reati irrisori… Uomini torturati affinchè confessino ciò che sanno o perchè dissidenti …
Giovani uomini violentati, molestati e uccisi… Uomini denigrati, o assassinati nell’adempimento del loro dovere … Uomini mandati in guerra e avvolti in una bandiera per il rientro in Patria … Uomini schiavi dei padroni, pagati con quattro soldi … Tutti questi uomini non hanno bisogno di Auguri? Eppure, gli stessi, l’otto Marzo, se pure armati delle migliori intenzioni, le sparano grosse, sussurrando frasi poetiche fra stelle, fari e meraviglie di ogni genere, a donne tutte sante per l'occasione. Con le mani ricche di mimose, omaggiano le loro compagne, madri, sorelle, figlie, amiche … Tutti concordi nel dire che in questo periodo storico tanto buio, in ogni dove, ma particolarmente in Italia, viene ogni giorno offesa la dignità della donna. Io credo che ogni persona,separatamente dalle altre, faccia le sue scelte. Ogni persona sceglie, sulla base di ciò che le detta la sua indole, il livello sino al quale elevare la propria dignità e il proprio orgoglio. Non mi sento, dunque ,offesa da chi uomo o donna che sia preferisce un percorso diverso dal mio. Non mi sento parte di una categoria bensì di un genere...quello umano.
Provo, pertanto, amarezza e rabbia dinnanzi all'evidente impudicizia di chi facendo le sue scelte dimentica il rispetto per gli altri. Credo che certi uomini, al pari di certe donne, debbano prendere coscienza che a essere calpestata non è la dignità di una categoria ma la dignità di tutto il genere! Non concepisco poi gli auguri alle donne, in quanto i diritti non dovrebbero conseguire ad una rivendicazione ma dovrebbero essere insiti nella persona stessa fin dal suo essere...Persona intesa come Donna e come Uomo.
Più che gli Auguri avrei voluto sentirmi fare un simile ragionamento, avrei voluto che una voce autorevole alla fine di un simile discorso avesse detto: "Buona riflessione a tutti!” Ora che le luci dei riflettori sulla donna sono stati messi in stand-by per un anno, mi appare chiara la scala dei diritti costruita dall’uomo-maschio. E’ di misera forgia, ogni gradino è una trappola per chi osa sfidarne la ragione, uomo o donna che sia.

15 commenti:

  1. carissima Francy, ti faccio i miei complimenti per l'analisi acuta e stringente: un'Orazione Civica che condivido punto per punto.
    Anch'io provo fastidio e insoddisfazione quando i Benintenzionati usano toni paternalistici e di concessione, mi è indigesto sentir parlare di "quote rosa..." allorchè mi pare che si pensi alle donne cone ad una specie protetta (ma, cavolo, non sono mica in via di estinzione!)
    Penso che le differenze siano la specificità dei singoli e la ricchezza del genere umano e come ben dici tu: ciascuno faccia le proprie scelte e ne risponda a nome proprio!

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  2. Cara Nina,
    sono convinta che l'insofferenza, per le "benevoli" concessioni, aleggi nell'animo di molte Donne. Ritrovarsi nella stiva delle "quote" è umiliante, e non capisco come molte si siano adeguate a usare questa infelice e denigrante espressione. In ogni cosa l'Italia supera l'assurdo. Si fa sempre in modo che l'attenzione si concentra nella sua forma distorta solo sulla donna. Ogni errore dell'uomo assume così un aspetto secondario tanto che della dignità di quest'ultimo non è necessario parlare.

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  3. Una lunga, puntigliosa riflessione e una perfetta analisi.
    L'8 marzo per me è sempre stato un giorno come un altro.Secondo se proprio si vorrebbe ricordare questo giorno lo si dovrebbe farevricordando i sacrifici che le donne hanno fatto nel passato, ricordando quel 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita.
    E fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa e l' incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
    L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
    Non dovrebbe essere una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
    Non sopporto quelle donne che fanno di questa drammatica giornata un giorno per uscire a pranzo o cena da sole pensando di affermare così il proprio essere donna.
    Essere donna significa secondo me non rinunciare alla proprio ruolo di donna(sia esso moglie, madre, figlia, professionista, operaia ecc.ecc.), farsi valere per quello che si riesce ad essere, non truccando le carte in tavola con moine o utilizzando il proprio corpo.
    Insomma se ancora oggi abbiamo bisogno delle quote rosa(altro obbrobbio)significa che abbiamo ancora tanta strada da fare.
    Ciao ... bacioni!

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  4. Concordo molto con la tua analisi che più che politica è civile.
    A me fa rabbia invece il silenzio che segue a partire dal 9 Marzo, tutto ritorna come prima.
    L'8 Marzo mi piace invece, è un giorno di riflessione e lascio anche che si regalino le mimose, meglio questo di molto altro.
    Mi infastidiscono invece le feste nei ristoranti di sole donne, una forma penosa di pseudoemancipazione di un giorno solo, per poi ricominciare a fare gli occhi dolci al capo per avere qualche vantaggio in più.
    E' lì che la dignità va a finire sotto i piedi.
    8 Marzo come momento di riflessione ma anche per noi donne come autocritica.
    Ho letto un commento di un blogger da noi due molto seguito sul blog la compagnia delle lettere. L'ho trovato stupendo.
    A un certo punto dice, parlando dell'Otto Marzo e delle donne " ....rivendicare le diversità è riconoscere anche le libertà individuali che ognuno/a di noi ha in quanto diritto inalienabile della persona....se così davvero fosse non avrebbe senso parlare di libertà per le donne. lo sarebbe già di per sè."
    Credo che questo commento raccolga l'essenza del tuo scritto appieno.
    Doriana

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  5. Ciao Miryam,
    il senso per cui l'otto Marzo sia stato dedicato alla Donna ormai si è perso. Strumentalizzato dal commercio e dalla politica è diventato il giorno per i "soliti noti" che possono così portare maggiore acqua verso il loro mulino.
    Lodevoli i temi trattati ma miseri i risvolti che ne susseguono.
    Grazie per avere parlato di quelle operaie sacrificate per avere difeso i loro diritti.
    Un abbraccio

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  6. Mia cara Doriana,
    ciò che mi rammarica, ciò di cui mi sento in parte colpevole, è l'avere lasciato che tutto ciò avvenisse. Ho anch'io chiuso gli occhi davanti ai primi "sintomi" del modello femminile che ci veniva imposto attraverso i media, l'astuzia di rilegarci nell'ombra. Tranquilla che nessuno avrebbe mai potuto negare alle donne quei diritti duramente conquistati.
    Ciò che mi rende la pillola meno amara è che lentamente, in tante, stiamo risollevando la voce, trovandoci a condividere gli stessi pensieri, le stesse riflessioni, la stessa indignazione... eh si, penso sia ora di laccarci le unghie di "rosso vermiglio"... espressione tedesca che le donne usano quando c'è da combattere :)
    Grazie, un bacione

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  7. Quote Rosa!! Le ho sempre odiate, dal profondo del mio animo. Le ho sempre immaginate come recinti in cui rinchiudere le donne e, in special modo,una offesa all'intelligenza della donna.
    OPPORTUNITA' ROSA! Questo bisogna fare. Opportunità per le donne di accedere in qualsiasi posto con la forza della loro intelligenza, come per gli uomini. E allora si che insieme, come cittadini di questo mondo, si può lottare contro le raccomandazioni e i favoritismi.
    Ho scritto diverse volte sul mio blog che io sono per affermare il principio universale della propria individualità, delle differenze anche fra sessi come risorsa per la società e non per stabilire chi è più adatto.Ognuno in questa società deve avere le stesse possibilità.
    E' un post dove mi ci ritrovo completamente Francesca, è una evoluzione del femminismo in quanto sono maturi i tempi per l'eliminazione totale delle staccionate fra i due sessi.
    Bellissimo post
    Lorenzo

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  8. Premesso che sono perfettamente d'accordo con quello che dici in questo tuo post posso affermare, se già non lo hai constatato tu stessa, che proprio l'otto marzo mi sono fatto un giro per i vari blog ed ho potuto constatare che soprattutto le donne deplorano quella specie di festa. Ne ho trovato uno, il titolare del quale è una donna, dove ho trovato scritto poche semplicissime parole: "questo blog è demimosizzato, vietato fare auguri". Mi sono sbellicato dalle risate.

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  9. Lorenzo,
    non di rado Tu e io viaggiamo sulla stessa latitudine fantasiosa. Vale anche per me l'idea del recinto. Come non avere una simile visione. Tutto ciò che è quotato è racchiuso in uno spazio limitato. Come le quote latte portano a vedere mucche in un recinto, diventa un dato di fatto vedervi anche le donne, magari con un bel fiocco rosa in testa. Lo slogan per le donne è stato concepito con astuzia, va bene dare spazio alle donne in ruoli di importanza pubblica ma che non sconfinino... da qui le quote da recinto.
    Opportunità rosa... mmmmmm... romantico, ma stò rosa mi sta sul gozzo quanto le quote, non è possibile essere sempre legate a questo colore scialbo che non sa nè di terra nè di cielo. Perchè non semplicemente "parità numerica fra i sessi", sarebbe un bel passo verso ciò che andiamo predicando.
    So bene che sul Tuo blog spesso tratti queste assurde disparità date da una mentalità maschilista e oscurantista, ne condivido sempre il Tuo pensiero. Mi trovi quindi compaciuta nel Tuo condivire quanto da me esposto.
    Grazie Lorenzo

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  10. Aldo,
    hai fatto ridere anche me, fantastica questa Donna. Ho evitato di gironzolare fra i blog per l'occorenza, sono naturalmente "desmielizzata", il timore di ritrovarmi di fornte a una marea di melassa mi ha tenuta lontana dall'etere :DDDD
    Solo ieri ho scoperto con mia grande sorpresa che molte Donne la pensano come me a riguardo... e ciò mi ha messa di buon uomore.
    Bella rivincita questo snobbare un giorno da contentino, proprio da parte di NOi Donne.

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  11. Eheheheheh.... e secondo te io come posso pensarla???? Vediamo se indovini...
    ;-)))
    Hai tre secondi per indovinare!!!...
    1
    2
    3
    Esatto!

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  12. Uuuh, son ritornati i due sotto la cascata!!!
    Da quando Luigi li ha commentati non faccio che ridere a pensare a quei due poverelli in apnea!

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  13. Janas,
    ahahaha... visto come sono brava a indovinare?

    Lo sai che ora anche a me questa immagine suscita ilarità, da quando Luigi l'ha commentata :DDDDDD
    Un bacione

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  14. Hai ragione cara e Ti capisco, l'8 marzo esiste e come nel Tuo caso può essere un motivo di riflessione che porta al di là di una semplice data.
    Interressi commerciali hanno mutato il significato dell'evento nel tempo, molte Donne utilizzano la festa della Donna come valvola di scarico per staccare la spina da un quotidiano fatto di soprusi. Ed ecco come si spiega l'assalto del gentil sesso a tutte le pizzerie del globo ...Voglia inconscia di riscatto, che purtroppo si limita al solo unico giorno che il sistema gli consente, dimenticando le nobili origini di tale data e le riflessioni che impone.

    Comunque sono tantissime ed in aumento costante le Donne che la pensano come Te. Vedrai che nel giro di qualche secolo il salto culturale sarà completato.

    Ciaooooooooooooo !

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  15. Adamus,
    perfetta la Tua analisi. Soffrivo nel vedere quella adunata di sole donne per festeggiare non so cosa questo benedetto "otto Marzo".
    Finalmente molte Donne si stanno svegliando, mi dispiace che ciò sia avvenuto alla luce di sempre più ignobili restrizioni, ma spero ci porti verso una svolta finalmente giusta.

    Devo dirTi che sei una forza della natura...
    Questo Tuo commento lo conserverò con cura, sperando che fra qualche secolo potrò dirTi ... "caspita!! Avevi ragione!".... :DDDDD

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ogni Tuo commento è per me motivo di gioia....