
Morte, clero, libertà
Un mio amico si è ucciso. Era stanco,aveva perso gioia e interesse. Sono stato molto triste. Non per la sua morte: era stata una sua l’approccio confessionale alle miserie degli uomini; e molto di più per la loro strumentalizzazione. Ma non se ne discuteva: quando la si pensa nello stesso modo c’è poco da dire.
E, per fortuna, noi avevamo così tante idee diverse. Come ho detto sono andato al cimitero; alla sala delle cremazioni, così aveva deciso il mio amico. Niente cerimonia religiosa, il che mi sembrava logico visto il suo suicidio: conservavo una vaga memoria, forse errata, che ai suicidi non fosse consentito il riposo in terra consacrata; che, per un credente stanco e depresso, mi era sempre sembrato l’ultimo insulto. E poi avevo saputo da un amico che c’era un biglietto: niente cerimonie religiose, solo cremazione. All’ingresso del cimitero c’era tanta gente; il mio amico era una persona nota, molto stimato; e amato profondamente da molti, anche se aveva una personalità complessa. Proprio questo aveva attratto molti di noi. E lì siamo stati intercettati.
E, per fortuna, noi avevamo così tante idee diverse. Come ho detto sono andato al cimitero; alla sala delle cremazioni, così aveva deciso il mio amico. Niente cerimonia religiosa, il che mi sembrava logico visto il suo suicidio: conservavo una vaga memoria, forse errata, che ai suicidi non fosse consentito il riposo in terra consacrata; che, per un credente stanco e depresso, mi era sempre sembrato l’ultimo insulto. E poi avevo saputo da un amico che c’era un biglietto: niente cerimonie religiose, solo cremazione. All’ingresso del cimitero c’era tanta gente; il mio amico era una persona nota, molto stimato; e amato profondamente da molti, anche se aveva una personalità complessa. Proprio questo aveva attratto molti di noi. E lì siamo stati intercettati.
Un prete, che avevo già notato fermo all’ingresso, intento alla predica per un funerale precedente, ha fermato la macchina con la bara, ha fermato tutti noi che la seguivamo e ha iniziato una nuova predica. Preghiamo per lui, uomo di fede, buono, marito affettuoso, padre esemplare, Dio lo accoglierà, la vera vita, ci sarà sempre vicino, insomma tutto il repertorio. Sono rimasto perplesso, poi arrabbiato. Ho chiesto a un altro amico (che era in condizione di saperlo) “ma, non aveva lasciato un biglietto in cui aveva detto niente preghiere …”. “Questa non è preghiera, è liturgia della preghiera”, mi ha risposto. Naturalmente non ho capito quale fosse la differenza e perché il mio amico, che non voleva cerimonie religiose, avrebbe dovuto dispiacersene di meno. Ma ho taciuto.
C’era la sua famiglia e non volevo aggiungere dolore a dolore. Poi ho parlato con un altro amico e gli ho fatto la stessa domanda. Intelligente, saggio, furbo come è sempre stato, mi ha detto “Sai, adesso non gliene importa più nulla”. E io sono rimasto a chiedermi se era giusto fare violenza ai morti; se era giusto non rispettarli; se era giusto lasciare una sentinella in servizio permanente all’ingresso dei cimiteri, per intercettare bare e fare propaganda; se era giusto approfittare di un momento di minorata difesa per sottoporre tutti a una liturgia (eh, si, su questo il primo amico aveva ragione) che il morto e molti suoi amici non condividevano e non desideravano. Mi sono chiesto soprattutto se questa prevaricazione fosse coerente con il messaggio di amore (ma non di rispetto) che quel sacerdote ossessivamente ripeteva davanti a tutte le bare che gli passavano davanti e che contenevano ciò che restava di un uomo e della sua libertà.
di : Bruno Tinti

Immagino si tratti di Monicelli? Comunque,non importa chi sia.
RispondiEliminaLa volonta del defunto in vita va rispettata pienamente, il Prete avrebbe dovuto essere allontanato,con buone maniere,ma allolntanato. Ricordo un episodio simile nel mio piccolo comune. Una Signora mia Amica, decuduta improvvisamente di infarto,aveva lasciato disposizioni precise in merito.
Cremazione, niente chiesa e Preti . I suoi parenti deciserodi portare il feretro nella piccola piazza del Paese.
Era una Persona molto conosciuta nella comunità.
Furono lette alcune frasi in onore della defunta,prima di portarla alla cremazione.
Ebbene...il Prete usci dalla chiesa, venne davanti al feretro e fece la sua benedizione.
I parenti non dissero nulla,alcuni di noi sbigottiti e altri ignari applaudivano il gesto,credendo fosse stata la volontà della defunta. La soddisfazione del prete era Palese.
C'è veramente da vergognarsi!
Ciao e buona serata.
Adamus,
RispondiEliminaSi, senz'altro parla di Mario Monicelli, per questo il primo titolo, da me scelto..
Leggendo sulla vita di molti personaggi storici laici, era prassi fra gi alti prelati di corteggiarli per "riportarli all'ovile". Per la Chiesa avere simili emblemi fra i credenti è sempre stato motivo di lustro, oltre che monito verso i meno abbienti. Fino agli inizi del '900 gareggiavano per ottenere la firma dell'illustre non credente su un documento che ne certificava l'avvenuta conversione. Irrilevante se poi il malcapitato si recasse o meno in Chiesa, avevano la carta con tanto di firma da ostentare durante le loro solenni omelie.
Pensavo che la cosa fosse finita. Noto che hanno solo cambiato tattica.Ora si presentano anche nei luoghi laici a ostentare l'amore del Dio rinnegato, che magnanimo li benedice e li perdona anche dopo la morte.
Mi meraviglio dei parenti del defunto che non trovano il coraggio di interrompere una simile mancanza di rispetto verso il loro congiunto.
Ciao e Buona Serata anche a Te
Ciao..Se la parentela del defunto è composta da molti credenti , sono prevedibili questi comportamenti . Quando entra in campo l’intruso con l’abito talare, il parente non si oppone,evidentemente pensando di offrire più raccomandazioni al defunto per l’aldilà. In realtà è un grave atto di prevaricazione alle volontà espresse dal defunto.. tanto i morti non protestano mai ! Ciaoooooooo!
RispondiEliminaAdamus,
RispondiEliminahai pienamente ragione. E' questa la giusta spiegazione. Inutile dire che siamo liberi di scegliere e decidere per noi stessi, tanto alla fine c'è sempre qualcuno che calpesta le nostre scelte.
Trovo davvero assurdo che i parenti decidano al posto del defunto, anzi contrariamente ai suoi voleri, su un rito religioso.
RispondiEliminaIo direi loro, come risposta, se sarebbero contenti se uno facesse loro il funerale islamico una volta deceduti.
Doriana
Doriana,
RispondiEliminala morte ha in sè il tragico epilogo del silenzio. La persona interessata non può più fare valere le proprie ragioni. Come ha ben detto Adamus "i morti non protestano".
E i vivi, grazie a questa condizione, possono anche passare sopra alle disposizioni del defunto. Davanti a questi comportamenti è chiaro che alla fine "ognuno è niente".
Grazie