Il ricamo

A MariaRita

L'arte del ricamo è antichissima, tanto da non avere date certe ne tanto meno provenienza geografica specifica, c'è chi l'attribuisce alla Cina, chi invece al Medioriente, essendo questa un'arte che subisce il logorio del tempo. non si hanno riscontri certi di provenienza. In Italia cominciò a diffondersi da Palermo con la cultura saracena nel secondo millennio, fino ad arrivare a Firenze, dove trova terreno fertile per migliorarsi sia nel disegno che nella preziosità dei tessuti e dei fili , nulla a che vedere con la tecnica degli arazzi. L'arte si diffonde presto fra le nobil donne per le possibilità finanziarie nel comprare l'occorrente, e per il tempo a disposizione. Non si può certo dire che si tratti di una tradizione popolare, forse più di una moda elegante che metteva a prova l'estro, la pazienza, e le capacità matematiche fra le nobil donne, essendo questa l'arte del saper contare. Vi furono richieste da parte della Chiesa nel ricamare i tessuti necessari per le funzioni religiose, impreziosendoli di figure sacre punto dopo punto. Filippo Maria Visconti, nel 1500 chiamò a Venezia i maestri fiorentini di quest'arte ormai largamente diffusa a Firenze, vennero creati dei veri e propri laboratori che con i loro ricami impreziosirono palazzi e case lussuose con decorazioni arabesche e orientaleggianti. Il ricamo trova quindi spazio nella Chiesa e nei palazzi Reali da sempre culle dell'arte più raffinata. Oggi il ricamo è ritenuto un hobby, in Italia restano gli intenditori come sempre nei ceti più elevati e nel Sud Italia, tramandatato come tradizione per ricamare, ancora oggi, il corredo delle future spose

Ricami d'altri tempi

Piccoli punti sulla tela antica,
profumata ancora di fresca lavanda,
nascevano dalla tua mano,
una sola piccola mano,
come evanescenti sogni
di mille arabeschi lontani.
Spinto da inusitato amore
l'ago correva veloce
a creare nuvole di rose e di viole.
E tu, madre mia,
le contemplavi assorta,
rapita dalla magia nascosta
in un campo di fiori,
nati dal misterioso intreccio
di piccoli punti sulla tela antica.


(Franca Ascari Scanabissi)

15 commenti:

  1. ci vuole una pazienza per fare il ricamo io subito la perdo nn fa proprio per me

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  2. eheheheh...pensa Adriano,
    ci sono uomini che con quest'arte si ci sono arricchiti, bravissimi ricamatori, ma come dici Tu ci vuole pazienza.

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  3. Quando ero bambino mio papà ci portava in campagna sulla Ruta e in quella località si usava ....cioè le donne usavano lavorare al tombolo.
    Le più brave, le più veloci e le più creative erano quelle in veneranda età.
    Più erano avanti con l'età e più erano brave. Rimanevo ipnotizzato delle ore a guardare quelle mani rugose quasi rinsecchite dal tempo che per altri lavori erano quasi paralizzate, armeggiare così abilmente, agilmente e velocemente le sottili spole di legno.
    Il risultato poi era sempre stupefacente.

    Buona serata Francesca
    Gianni

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  4. Gianni,
    che bella scena hai descritto, mi hai fatto venire nostalgia di mia nonna alla quale devo il saper usare l'uncinetto , i ferri e il ricamare un pò :)
    Buona Serata anche a Te

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  5. Posso dire molto poco sul tema (mai ricamato). Posso apprezzare però la foto e la bellezza dei disegni orditi ( si dice in questo modo se non erro...) con sicuramente passione, arte, pazienza ed amore.

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  6. Francesca cara GRAZIE, i miei occhi sono velati di lacrime, mi hai stupita e resa felice dedicandomi questo magnifico post...io non sono brava come chi nei tempi antichi "dipingeva" a punta d'ago ricami infiniti e raffinati...i miei sono solo pasticci, ma la passione e l'amore che provo nel farli sono incomparabili. Tu puoi capirmi perchè ami le parole, come io amo i punti...con tutti e due si sviluppano trame...fatte con il cuore!!!
    TVB
    Mariarita
    perchè non ci fai ammirare i tuoi lavori hand made??? Sono sicura che mi stupiresti!!!
    Buon w.e.

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  7. Daniele,
    è vero, i ricami a mano arricchiscono e valorizzano i mobili e gli oggetti in genere dando loro un tocco di raffinata eleganza. :)

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  8. Mariarita,
    sapevo che il post Ti sarebbe piaciuto :)
    Molto toccante ciò che hai detto sulle parole ed i punti con l'ago, una bella similitudine davvero...fatti con il cuore entrambi!

    Dirò a mia figlia di fotografare qualcosa uscita dalla mie mani, Te la invierò per e-mail
    così mi dirai.
    TVB.
    Bacione

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  9. Non ci capisco un akka di ricami, però leggendo il tuo post me ne sono fatto una cultura. Sei molto brava.
    Sarebbe facile dirti che sai spegare molto bene le cose :))), ma sei riuscita dare un quadro d'insieme e trasmettere il senso dell'arte di questa disciplina.

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  10. Lorenzo,
    grazie, in effetti non mi dilungo mai nelle spiegazioni cerco sempre di dare un quadro dell'insieme, mi fa piacere il sapere d'esserci riuscita.:)

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  11. l'arte del ricamo è qualcosa che mi sarebbe sempre piaciuto imparare... sono frutto della tradizione locale che si tramanda di generazione in generazione... hanno un fascino particolare!

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  12. Dopo aver ammirato quel bel "copritavolo" - si chiama cosi? - ricamato artisticamente, mi è tornato in mente un mio viaggio a Venezia di molti anni fa dove vidi gentili signore sedute davanti la porta di casa a pianterreno ricamare sul "tombolo".
    E' possibile o me lo sono sognato?

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  13. Pupottina,
    si, è bello vedere il disegno scelto concretizzarsi su un tessuto o come merletto, ha fascino davvero. :)

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  14. Aldo,
    si, si chiama proprio così, il copritavolo nell'immagine è ricamato ad intaglio in stile barocco pugliese. Bello davvero.
    Non credo Tu abbia sognato, un tempo le donne amavano ricamare stando sedute davanti all'uscio di casa, anche in Calabria era così.

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  15. grazie di essere passata da me....
    ^______________^

    buona domenica

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