Micromega
« In uno dei pianeti che girano intorno alla stella che si chiama Sirio, c'era un giovane molto intelligente, che ho avuto l'onore di conoscere durante il recente viaggio che ha fatto nel nostro piccolo formicaio. Si chiamava Micromega, nome perfettamente adatto a tutte le persone grandi. Era alto otto leghe, voglio dire ventiquattromila passi geometrici di cinque piedi ciascuno. »
Narra la storia di un abitante di Sirio, Micromega appunto, filosofo, che nei suoi viaggi incontra un filosofo di Saturno. Micromega nei suoi innumerevoli viaggi aveva visto esseri di ogni genere, infinitamente grandi e intelligenti ma anche piccolissimi (almeno ai suoi occhi) per cui si avvicina al saturniano con sincera curiosità e solo dopo aver discorso un po' con lui non può fare a meno di compiacersi, tra sé e sé, della propria superiore intelligenza e delle proprie capacità fisiche. Decidono di intraprendere un viaggio insieme e così facendo giungono rapidamente sulla Terra. Il pianeta inizialmente gli sembra completamente disabitato in quanto tutte le forme di vita presenti risultano microscopiche ai loro occhi. Casualmente si imbattono in una spedizione di scienziati e filosofi di ritorno dal circolo polare artico su una grande nave. Solo con molta fatica e utilizzando un diamante come microscopio riescono a distinguere la sagoma dei terrestri e si stupiscono dell'esistenza di creature così piccole. Restano addirittura sbigottiti nel vedere che creature ai loro occhi tanto insignificanti erano in grado di comunicare e di effettuare calcoli matematici. Il libretto si chiude con la consegna ai terrestri, da parte del siriano, di un libro contenente il senso della vita.
« - Promise loro che avrebbe composto un bel libro di filosofia, scritto in piccolo per loro uso, e che in quel libro avrebbe svelato l'essenza delle cose. Infatti prima di partire diede loro il volume: lo portarono a Parigi, all'Accademia delle Scienze; ma quando il segretario l'ebbe aperto, vide che il libro era tutto bianco: Ah! disse mi pareva bene! »
(Voltaire )
« In uno dei pianeti che girano intorno alla stella che si chiama Sirio, c'era un giovane molto intelligente, che ho avuto l'onore di conoscere durante il recente viaggio che ha fatto nel nostro piccolo formicaio. Si chiamava Micromega, nome perfettamente adatto a tutte le persone grandi. Era alto otto leghe, voglio dire ventiquattromila passi geometrici di cinque piedi ciascuno. »
Narra la storia di un abitante di Sirio, Micromega appunto, filosofo, che nei suoi viaggi incontra un filosofo di Saturno. Micromega nei suoi innumerevoli viaggi aveva visto esseri di ogni genere, infinitamente grandi e intelligenti ma anche piccolissimi (almeno ai suoi occhi) per cui si avvicina al saturniano con sincera curiosità e solo dopo aver discorso un po' con lui non può fare a meno di compiacersi, tra sé e sé, della propria superiore intelligenza e delle proprie capacità fisiche. Decidono di intraprendere un viaggio insieme e così facendo giungono rapidamente sulla Terra. Il pianeta inizialmente gli sembra completamente disabitato in quanto tutte le forme di vita presenti risultano microscopiche ai loro occhi. Casualmente si imbattono in una spedizione di scienziati e filosofi di ritorno dal circolo polare artico su una grande nave. Solo con molta fatica e utilizzando un diamante come microscopio riescono a distinguere la sagoma dei terrestri e si stupiscono dell'esistenza di creature così piccole. Restano addirittura sbigottiti nel vedere che creature ai loro occhi tanto insignificanti erano in grado di comunicare e di effettuare calcoli matematici. Il libretto si chiude con la consegna ai terrestri, da parte del siriano, di un libro contenente il senso della vita.
« - Promise loro che avrebbe composto un bel libro di filosofia, scritto in piccolo per loro uso, e che in quel libro avrebbe svelato l'essenza delle cose. Infatti prima di partire diede loro il volume: lo portarono a Parigi, all'Accademia delle Scienze; ma quando il segretario l'ebbe aperto, vide che il libro era tutto bianco: Ah! disse mi pareva bene! »
(Voltaire )

Il senso della vita è dentro ognuno di noi, nessun libro potrà mai descrivere o spiegare tali segreti, sogni e sentimenti.
RispondiEliminaBaci e buona settimana
Mariarita
Esatta considerazione Mariarita, sarebbe bello se ogni essere umano sapesse coglierlo nel modo giusto...Tu ed io lo facciamo e siamo già in due.
RispondiEliminaBuona settimana anche a Te.
Un bacione.